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Pianta un albero, combatti il diabete

Diversi autori hanno evidenziato che la prossimità ad aree verdi è spesso associata a livelli più bassi di diabete e a una generale riduzione della morbilità e della mortalità cardiovascolari, dell'obesità e a miglioramenti nella gestazione delle donne. I meccanismi che portano a questi benefici per la salute includono il rilassamento psicologico e la riduzione dello stress, l'aumentata attività fisica, la riduzione dell'esposizione agli inquinanti atmosferici, la riduzione del rumore e della temperatura.
Pur essendo le relazioni fra la presenza di aree verdi e la salute ampiamente riconosciute molti dei meccanismi dietro tali legami non sono ancora pienamente compresi o mancano di prove scientifiche rigorose. Nel XXI secolo, le nuove tecniche di ricerca offrono nuove opportunità per studiare i meccanismi relazionali tra spazio verde e salute con una crescente sofisticazione e possono contribuire a dare forza di prova scientifica alle informazioni da trasmettere sia a coloro che sovrintendono le politiche pianificatorie, sia ai cittadini.
Molte delle malattie tipiche della nostra era sono legate a fattori di stress cronico e a stili di vita errati, come l'insufficiente attività fisica. Gli spazi verdi urbani, nell'ambito di un contesto ambientale più ampio, hanno il potenziale per aiutare ad affrontare i problemi "a monte", in modo preventivo – con un approccio più efficiente rispetto a quello che affronta le conseguenze "a valle" della malattia.
Il miglioramento dell'accesso agli spazi verdi nelle città è incluso anche nell'obiettivo 11.7 dello United Nations Sustainable Development Goal, che mira a conseguire quanto segue: "entro il 2030, fornire accesso universale a spazi verdi e pubblici sicuri, inclusivi e accessibili, in particolare per donne, bambini, anziani e disabili.
Il piano d'azione dell'OMS per l'attuazione della strategia europea per la prevenzione e il controllo delle malattie non comunicabili (Non Communicable Disease – NCD, cioè le malattie cardiovascolari, il diabete, i tumori e le malattie respiratorie croniche) riporta che esse sono responsabili di circa 35 milioni di morti all’anno nel mondo e l’80% di questi decessi avviene nei Paesi in via di sviluppo economico, o basso sviluppo economico.
Un altro rapporto dell'OMS sulla pianificazione urbana, l'ambiente e la salute pubblicato nel 2010 afferma che gli spazi verdi possono influenzare positivamente l'attività fisica, il benessere sociale e psicologico, migliorare la qualità dell'aria e ridurre l'esposizione al rumore. Nello stesso rapporto sono stati valutati gli effetti degli spazi verdi sull'attività fisica e sul loro potenziale per ridurre le disuguaglianze sanitarie pubbliche.
Esso afferma che "... l'accesso a spazi pubblici aperti e aree verdi con opportune strutture ricreative per tutte le età è necessario per sostenere la ricreazione attiva", ma riconosce che potrebbero essere necessari interventi multidisciplinari e intersettoriali per supportare i gruppi svantaggiati nei quali i livelli di attività fisica sono più bassi (OMS, 2013).
Recenti studi hanno dimostrato i molti vantaggi determinati dalla presenza di aree verdi, attraverso diversi meccanismi e con impatti potenzialmente differenziati in varie popolazioni.
Perciò, dato il potenziale degli spazi verdi urbani di agire come “ambienti” per la promozione della salute, è necessario sintetizzare le prove esistenti identificando, ove possibile, i meccanismi che contribuiscono agli effetti sia negativi che positivi sulla salute. In particolare, in questo articolo, vengono prese in esame le relazioni fra la presenza di aree verdi e la frequenza del diabete di tipo 2, che è di gran lunga la forma di diabete più frequente e interessa circa il 90% dei casi.
È ben noto che il diabete mellito di tipo 2 è tipico dell’età matura.
La vita sedentaria, lo stress e alcune malattie ricadono nell’elenco dei fattori ambientali scatenanti. Esse impongono al pancreas un lavoro aggiuntivo poiché aumentano il fabbisogno di glucosio e quindi di insulina. Qualora il pancreas fosse indebolito da una predisposizione ereditaria al diabete, queste cause accelerano l’insorgenza del disturbo. 
Questo tipo di diabete è detto non insulino-dipendente perché l’iniezione di insulina esterna, a differenza del diabete di tipo 1, non è di vitale importanza. Può essere prevenuto da stili di vita che migliorano l'attività fisica e riducono l'obesità. Pertanto, è plausibile che l'accesso agli spazi verdi possa prevenire o ridurre il diabete promuovendo stili di vita più attivi. Studi osservazionali trasversali condotti nei Paesi Bassi, in Australia e nel Regno Unito hanno dimostrato significative associazioni tra vicinanza delle aree verdi e le riduzione della probabilità di avere diabete mellito di tipo 2. Uno studio in Germania ha dimostrato un'associazione inversa tra il verde (misurato da NDVI, Normalized Difference Vegetation Index che è un semplice indicatore grafico che può essere utilizzato per analizzare le misurazioni ottenute dal telerilevamento, tipicamente ma non necessariamente da un apposito satellite, e valutare se la zona osservata contiene della vegetazione viva) e la resistenza all'insulina negli adolescenti concludendo che questo apparente effetto protettivo è dovuto alla riduzione dell'esposizione agli inquinanti atmosferici correlati al traffico determinata dalla presenza della vegetazione.
 
Bibliografia consultata
ASTELL‐BURT, T., FENG, X. & KOLT, G. S. 2014a. Is neighborhood green space associated with a lower risk of type 2 diabetes? Evidence from 267,072 Australians. Diabetes Care, 37, 197‐201.
 
BODICOAT, D.H., O’DONOVAN, G., DALTON, A.M., GRAY, L.J., YATES, T., EDWARDSON, C., HILL, S., WEBB, D.R., KHUNTI, K., DAVIES, M.J. & JONES, A.P. 2014. The association between neighbourhood greenspace and type 2 diabetes in a large cross‐sectional study. British Medical Journal Open, 4, e006076.
 
SCHMID, S.M., HALLSCHMID, M. & SCHULTES, B. 2015. The metabolic burden of sleep loss. The Lancet Diabetes and Endocrinology, 3, 52‐62.
 
PAQUET, C., COFFEE, N.T., HAREN, M.T., HOWARD, N.J., ADAMS, R.J.,TAYLOR, A.W.,DANIEL, M., 2014. Food environment,walkability,and public open spaces are associated with incident development of cardio-metabolic risk factors in a biomedical cohort. HealthPlace28,173–176.
 
 

L'accesso agli spazi naturali promuove stili di vita più attivi con benefici visibili nella salute umana. Esiste un'associazione tra il verde e la resistenza all'insulina.

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