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La pericolosa cimice Halyomorfa halys

La cimice Halyomorfa halys è un parassita  di origine asiatica che è stato recentemente introdotto negli Stati Uniti.
È stato identificato nel 2001 a Allentown ,in Pennsylvania, anche se probabilmente era presente già in precedenza (1996-1998). Con buone probabilità è arrivato negli USA all'interno di casse da imballaggio. Nel giro di pochi anni, H. halys si è diffusa rapidamente in tutta la Pennsylvania e nel New Jersey, per poi passare anche in altri Stati con un comportamento molto invasivo. Popolazioni isolate sono state ritrovate anche sulla costa occidentale in Oregon e California, trasportate lì dalle attività umane. In Europa, i primi ritrovamenti sono stati effettuati in Svizzera e in Liechtenstein nel 2004. In seguito la presenza dell'insetto è stata accertata anche in altri Stati.

Morfologia.
Come tutte le cimici, il corpo ha forma di scudo. Il colore è marrone screziato e ha una lunghezza compresa tra i 12 e i 17 mm. La caratteristica distintiva della specie, utile per il riconoscimento, è la banda bianca che copre gli ultimi due segmenti delle antenne. Le uova a forma di botte sono bianche pallide e deposte “a grappolo” sulla pagina inferiore delle foglie. Misurano circa 1 mm di diametro e sono raccolte in gruppi di 20/25. In Pennsylvania le uova compaiono a fine giugno, ma le femmine proseguono con l'ovideposizione fino a settembre.
Dopo la schiusa la cimice attraversa cinque stadi ninfali atteri. I primi stadi sono di colore rosso/arancio e restano in prossimità del luogo di nascita, dal terzo stadio il colore inizia a farsi più scuro e l'insetto tende ad acquisire sembianze simili all'adulto.

Ecologia e danni.
Negli Stati Uniti compie una generazione all'anno, ma nel suo areale originario arriva anche a 6. Sverna nella fase adulta.
Essendo una cimice, si nutre succhiando nutrimento dai vegetali. Gli adulti si alimentano sui frutti, mentre le ninfe si nutrono di foglie, steli e frutti. I danni maggiori compiuti dall'insetto si rilevano su pomacee e drupacee, e sui semi all'interno dei baccelli di leguminose, come fagioli e soia.Le tracce dell'alimentazione fogliaresono costituite da piccole lesioni (3 mm di diametro), che si trasformano rapidamente in tessuto necrotico. I frutti attaccati possono presentare piccole macchie o pustole, scanalature e segni brunastri. In caso di infestazioni pesanti, la frutta risulta invendibile. In Asia, H. halysè considerato uno degli insetti più dannosi nei confronti delle orticole. In Giappone molte specie forestali risultano essere ospiti dell'insetto, tuttavia nessun danno viene registrato. Questo non si può egualmente affermare per i vivai di questo Stato: la produzione di cedri e cipressi può essere gravemente compromessa, visto che l'insetto si nutre dei coni. Negli Stati Uniti, i danni causati da H. halys sono stati osservati inizialmente in aree suburbane e urbane, su specie legnose (es. Buddleia davidii, Paulownia tomentosa).Poi, nel 2006, i coltivatori commerciali di frutta hanno iniziato a segnalare i danni su meli e peri in Pennsylvania orientale e in New Jersey. In Pennsylvania, popolazioni molto grandi sono state trovate anche nelle colture di soia, ma senza danni significativi. Questo insetto è anche sospettato di essere il vettore del fitoplasma PaWBdella Pawlonia.
Oltre al danno nel settore agricolo, H. halys rappresenta un fastidio anche per gli esseri umani. Questo perché, alla fine dell'autunno, gli adulti si aggregano in edifici e case in cerca di siti di svernamento. Quando vengono disturbati o schiacciati emettono un caratteristico odore pungente, sgradevole e duraturo.
L'insetto è un ottimo volatore, quindi un parassita molto mobile che può spostarsi da un ospite all'altro durante la stagione di crescita (ad esempio da fruttificazioni precoci a quelle tardive). Sulle lunghe distanze, il parassita può essere diffuso attraverso il commercio di piante ospiti, ma anche per i movimenti di merci o veicoli. Per esempio, in California, si sospetta che i primi insetti siano stati introdotti con articoli per la casa.

Ultimi avvistamenti.
In Italia la presenza dell'insetto è accertata in alcune città del nord, tra il Friuli Venezia-Giulia e la Lombardia. È inoltre recente l'arrivo del temibile fitofago nei frutteti dell'Emilia Romagna, dove ha causato ingenti danni alla produzione. Molto importante il progetto di citizen-science che permette il monitoraggio continuo dell'insetto sul territorio nazionale. Attualmente la difesa si basa sull'utilizzo di insetticidi di contatto ad ampio spettro, parallelamente alla sperimentazione di altre molecole con indirizzo più specifico.
 
Fonte:

Questo temibile insetto è comparso anche in Italia. Estremamente polifago, preoccupa l'intero settore agricolo

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