L’Italia può contare sul suo primo Bosco Vetusto riconosciuto ufficialmente: si tratta di un’area di 169 ettari di abete bianco situata a Rosello, in provincia di Chieti. Questo ecosistema forestale è rimasto indisturbato per circa due secoli, conservando un equilibrio naturale in cui i processi ecologici si sviluppano senza intervento umano.
I boschi vetusti rappresentano un patrimonio di straordinario valore: custodiscono biodiversità, raccontano la storia dei territori e riflettono l’identità culturale dei luoghi. La loro struttura, che si sviluppa in verticale, è una testimonianza del tempo e dell’evoluzione naturale. Salvaguardarli significa proteggere non solo l’ambiente, ma anche la memoria collettiva e il paesaggio che ci circonda. In questo contesto, l’Italia si distingue a livello europeo grazie a un approccio innovativo nella gestione forestale, capace di rafforzare la tutela del patrimonio naturale.
Questo riconoscimento assume un’importanza ancora maggiore considerando che l’Italia è stata la prima nazione in Europa a introdurre una normativa specifica dedicata ai boschi vetusti, definiti come ecosistemi forestali caratterizzati da elevata biodiversità, avviando anche un censimento strutturato su scala nazionale.
L’inserimento del bosco di Rosello nella Rete Nazionale è il risultato di un rigoroso processo di validazione scientifica, che ne ha certificato le caratteristiche di eccellenza. Si tratta di un ambiente composto da specie autoctone sviluppatesi spontaneamente e rimaste indisturbate per oltre sessant’anni. Con una superficie minima superiore ai 10 ettari, questi boschi presentano tutte le fasi del ciclo vitale: dalle giovani piantine agli alberi maturi, fino agli esemplari morti, sia in piedi sia a terra. Questa varietà crea habitat ideali per numerose specie animali e vegetali.
Il decreto istitutivo punta a preservare integralmente queste aree, vietando qualsiasi attività che possa alterarne l’equilibrio naturale. Sono quindi proibiti interventi di gestione, prelievi, modifiche del suolo e anche l’uso di tecnologie invasive come i droni, che potrebbero compromettere l’ecosistema.
A supporto di questa iniziativa, l’Assessorato regionale all’Agricoltura e alle Foreste ha destinato al Comune di Rosello un finanziamento di 30.000 euro. Le risorse saranno utilizzate per sviluppare un piano di gestione dedicato e per promuovere attività di informazione e sensibilizzazione rivolte al pubblico.
Fonte: GreenItaly (contenuto rielaborato)