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La percezione dei parchi per l'essere umano

I parchi pubblici forniscono una risorsa fondamentale che contribuisce al benessere dei residenti in città. Sono un luogo per praticare esercizio fisico, alimentano l'interazione sociale e la riflessione (Aldous, 2007; Baur & Tynon, 2010;. Sugiyama et al., 2010). Le persone con un migliore accesso ai parchi urbani vivono più a lungo (Mitchell & Popham, 2008) e godono di una migliore salute generale (Van Dillen et al., 2012).
Importante è anche il ruolo per la fauna e la flora in un paesaggio urbano altrimenti ostile (Zhou & Chu, 2012), oltre al fatto che si registra un aumento della biodiversità rispetto alla matrice costruita circostante (Matteson et al., 2013;. Strohbach et al., 2013).

Dati i numerosi benefici che derivano dalla presenza delle aree verdi, il mantenimento e il miglioramento dei parchi è necessario per fornire ai cittadini una elevata qualità della vita.I ricercatori si sono chiesti quali siano i valori vegetazionali ideali per attirare le persone dentro i parchi. Gli abitanti sono più propensi a frequentare parchi con elevato grado di copertura arborea (come misura di verde generale a prescindere dal valore ecologico) o preferiscono parchi con copertura vegetale autoctona (con attenzione all'aspetto ecologico)?

Gli studiosi sono partiti da presupposto che i parchi pubblici con elevata presenza di vegetali nativi supportano un maggior grado di biodiversità (Sattler & Williams, 1999) e quindi potrebbero fornire luoghi di elevata importanza nell'ottica dell'esperienza uomo-natura. La questione se livelli più elevati di copertura arborea o copertura vegetale residua all'interno dei parchi (come due possibili misure di 'natura') attiri o scoraggi i visitatori è importante in questo contesto: se le persone preferiscono visitare i parchi con bassi livelli di copertura vegetale,i benefici realizzati da queste aree verdi potrebbero risultare sostanzialmente ridotti.

Una serie di fattori sociali e ambientali influenzano il comportamento nella visita dei parchi; questi includono sesso, età, istruzione e reddito dei visitatori, così come le strutture inserite al loro interno (Ho et al., 2005; Wende et al., 2012; Jim & Shan, 2013; Zanon et al., 2013; Lin et al., 2014;. Pleson et al., 2014). La ricerca di queste interazioni tra uomo e ambiente fornisce importanti intuizioni su come possa essere progettato un paesaggio sostenibile che fornisca servizi ecosistemici ricreativi (Wu, 2013). Tuttavia, come le diverse coperture vegetali possano attrarre persone di diversa estrazione sociale e demografica nei parchi rimane ancora un aspetto poco chiaro. 

Mentre le persone esprimono sempre più spesso il desiderio di interagire con la natura, delle osservazioni sul campo effettuate a Sheffield, nel Regno Unito, hanno rivelato che una volta dentro i parchi i visitatori tendano a preferire gli spazi con una bassa copertura arborea (Irvine et al., 2010).
Inoltre, gli studi di preferenza del paesaggio suggeriscono che le persone provenienti da culture occidentali tendono a gradire maggiormente i paesaggi che assomigliano alla savana, dove alcuni alberi sono sparsi in un paesaggio erboso aperto (Kaplan & Kaplan, 1989).
D'altra parte, una fitta vegetazione nei parchi è stata associata a problemi di sicurezza (Parsons, 1995;. Bjerke et al., 2006) e non risulta generalmente compatibile con alcuni utilizzi ricreativi. È stato altresì registrato che alcune persone hanno un'avversione consapevole verso esperienze dirette con la natura (Bixler & Floyd, 1997). Questi fattori possono portare alcune persone a evitare i parchi, sia quelli con specie native che quelli che presentano impianti di specie aliene.

L'Australia offre un'interessante opportunità di esaminare il ruolo della copertura arborea generica confrontandolo alla copertura arborea nativa poiché diversi ecosistemi originari sono stati riqualificati all'interno e nelle vicinanze di diverse città (Newton et al,  2001; Bekessy et al., 2012), registrando la scomparsa di alcune specie ma anche la notevole persistenza di altre (mammiferi, uccelli, piante). I ricercatori hanno esaminato se le coperture arboree e i residui di vegetazione funzionano da attrazioni o da deterrenti per i frequentatori dei parchi di Brisbane.

In particolare hanno:

  • determinato se la visita è polarizzata verso parchi con i livelli più elevati di copertura arborea o di copertura vegetale residua nativa;
  • indagato se i fattori demografici, le variabili socio-economiche, e di orientamento verso la natura di una persona sono correlati con la visita dei parchi con i livelli più elevati di copertura arborea o di copertura vegetale residua nativa.

I ricercatori hanno incluso nello studio tutte le aree verdi censite dal Brisbane City Council.

Essi hanno condotto un sondaggio sullo stile di vita di 1.479 residenti, che è stato consegnato on-line attraverso una società di ricerche di mercato (Q & A Market Research Ltd). Il questionario è stato sottoposto tenendo conto di vari gruppi demografici, di uno spread socio-economico e cercando una distribuzione uniforme su tutto il territorio cittadino.
I criteri scelti nel target erano:

  • età compresa tra 18 e 70 anni;
  • numero di partecipanti sotto i 40 anni uguale al numero dei partecipanti con età superiore;
  • ugual numero di uomini e donne;
  • redditi rappresentativi di tutte le fasce di popolazione;
  • indirizzi dei partecipanti distribuiti omogeneamente all'interno dei confini della città

Il sondaggio è stato distribuito nella tarda primavera, prima della comparsa delle elevate temperature estive.

La percentuale di copertura arborea è stata definita come misura di “verde generico” che includeva specie autoctone e alloctone, la copertura vegetale residua è stata invece identificata come “ad alto valore ecologico”. Quest'ultima riflette le caratteristiche locali di ambiente pre-urbanizzato, che ha conservato i suoi caratteri originali o è stato riqualificato: si riferisce principalmente a boschi di eucalipto e alla foresta umida di sclerofille. Le aree verdi sono state categorizzate secondo le loro dimensioni grazie all'utilizzo di sistemi di rilevazione satellitari. Questo si è reso necessario perché diverse dimensioni dei parchi generano aspettative di fruizione diverse.
Tutti i dati raccolti sono stati sottoposti ad analisi statistica per poter fornire risultati confrontabili.

Il numero di visite dei parchi non evidenzia differenze sostanziali tra quelli con specie aliene e quelli con specie autoctone. Le aree verde con bassa o moderata copertura arborea sono state interessate da un maggior numero di visite. Lo studio mette in luce l'evidente propensione (79% degli intervistati) a frequentare i parchi più vicini all'abitazione, indipendentemente dalla loro dimensione. Gli intervistati che si definivano più propensi ad avere un maggior contatto con la natura sono stati anche quelli che in genere si spostano di più e frequentano le aree con una percentuale di copertura maggiore, scostandosi dalla media generale riscontrata.
Le femmine preferiscono i parchi a più alta copertura rispetto ai maschi, età e reddito hanno invece influito debolmente sui risultati delle risposte al sondaggio.

Da questo sondaggio emerge un paradosso: si sente la necessità di una maggiore presenza di verde in città ma quando si entra nei parchi si prediligono le aree con copertura più bassa.
Questo deriva sostanzialmente da fattori culturali che costruiscono diverse sensibilità nella percezione del verde in base al luogo in cui si abita, e al fatto che l'essere umano abbina inconsciamente l'aumentare della copertura vegetale con un diminuire della propria sicurezza (Parsons, 1995; Bjerke et al., 2006). Comportamento in netta contraddizione con dati reali, che affermano come la presenza di aree verdi porti a un decremento dei reati, tra i quali anche le aggressioni a mano armata (Branas et al., 2011;Troy et al., 2012).

Questo studio indaga prevalentemente il rapporto percettivo che l'uomo ha del verde, e non fornisce assolutamente indicazioni da seguire per quanto riguarda l'impianto e il mantenimento di nuove aree verdi. Non è certamente vero che se l'uomo tende a frequentare le aree a più bassa copertura vegetale, queste siano da preferire a quelle con presenza maggiore di alberi.

  

Fonte: http://link.springer.com

 

Uno studio dall'Australia spiega come spesso, un parco dall'elevato valore ecologico, non risulti attrattivo per i cittadini

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