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Interferenti endocrini: nuovi studi all’orizzonte

 Tutti abbiamo sentito parlare del dibattito sul Gliphosate di questi mesi, sulla suo presunto essere  un “prodotto cancerogeno”, ma esistono anche i prodotti interferenti endocrini (IE), un esempio?

-      Isoproturon, che è venduto in 22 paesi europei,l'’Efsa ha “effetti sulla riproduzione, eventualmente associati ad azioni antiandrogeniche e antiestrogeniche”.
-      Amitrolo, conosciuto anche come aminotriazolo, vietato in Italia, ma ampiamente usato in dieci paesi dell’Ue e secondo l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha “effetti sullo sviluppo potenzialmente associati con effetti sulla tiroide”.
 
Ad oggi la legislazione dell'UE in materia di prodotti fitosanitari prevede che non vengano autorizzate le sostanze attive che costituiscono interferenti endocrini: ciò a meno che l'esposizione non sia trascurabile (Regolamento sui prodotti fitosanitari) o il rischio non sia trascurabile (Regolamento sui biocidi). In teoria, una sostanza attiva sarebbe valutata sotto il profilo dell'interferenza endocrina nel corso di ogni procedura di autorizzazione o di rinnovo di essa a livello dell'UE. Tutte le sostanze attive impiegate nei prodotti fitosanitari e nei biocidi sono autorizzate solo per un periodo di tempo limitato e le autorizzazioni sono riesaminate periodicamente, ma questo è sufficiente per tutelare la salute umana e l’ambiente?
 
Forse si può fare di più alzando ulteriormente l’asticella ed introducendo norme più restrittive per l’uso di queste sostanze, ma prima di legiferare sono necessari ulteriori studi.
 
Ecco perché lo scorso 15 giugno, la Commissione europea ha proposto al Consiglio e al Parlamento europeo di adottare un approccio scientifico per l'identificazione degli interferenti endocrini (IE) basato su evidenze scientifiche e di approvare la definizione dell'OMS, che individua negli IE quelle sostanze: 
-      che hanno un effetto avverso sulla salute dell'uomo;
-      che hanno un meccanismo d'azione endocrino;
-      per le quali è definito un nesso causale tra l'effetto avverso e il meccanismo di azione.
 
Cosa succederà quindi? I criteri scientifici più accurati verranno applicati immediatamente,  e nuovi studi verranno affidati all'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e all'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA).
 
BIBLIOGRAFIA
http://europa.eu/rapid/press-release_IP-16-2152_it.htm
http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-16-2151_it.htm
https://www.efsa.europa.eu

A breve verranno effettuati ricerche per l'identificazione di sostanze che interferiscono con il sistema ormonale dell'uomo.

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