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Residui di agrofarmaci negli alimenti: il punto dell'Autorità europea

Ogni anno vengono pubblicati dei dati che dovrebbero tranquillizzarci sui livelli massimi di residui (LMR) presenti nel cibo (trasformato e non) che troviamo al supermercato.
Il Rapporto 2016, appena pubblicato dall’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) s’incentra su: residui di agrofarmaci e residui di farmaci veterinari ed esposizione del consumatore a contaminanti da processo sui quali di recente si è appuntato l’interesse pubblico: l’acrilammide negli alimenti, gli esteri glicidici e il 3-MCPD in oli vegetali e alimenti
Il punto sugli agrofarmaci. Il 97% dei campioni di alimenti raccolti nell'Unione europea è privo di residui di agrofarmaci, o ne contiene tracce nei limiti di legge.
Analizzando i dati uno dei paesi con maggiori casi di alti livelli di contaminanti è Malta (9,6%) viene poi il Portogallo (3,0%) e Cipro (3,3%).
E quali alimenti risultano maggiormente a rischio? Guava, frutto della passione, melagrana, sedano, litchi, foglie di tè, rapa.
I farmaci veterinari.
L’unica vera forma di contaminazione importante è dovuta a quella dei metalli, riscontrata nel 5% dei campioni analizzati (residui di metalli come rame, piombo, cadmio, mercurio utilizzati nelle miscele dei farmaci).
L’acrilamide invece  è una molecola che si forma ad alte temperature (oltre 120°C) nel corso della cottura dei cibi a base di carboidrati e che nel corso degli anni è stata indicata come potenziale mutageno.
Essa è stata riscontrata in elevate quantità nei sostituti del caffè (orzo, miscele con cicoria etc), caffè solubile, patatine fritte,  snack a base di patate.
Altri contaminanti (come glicidil esteri degli acidi grassi) possono derivare dalla lavorazione degli oli vegetali, e di loro si parla perché genotossici e cancerogeni: si trovano per lo più nell’olio di palma.
 
Il monitoraggio delle quantità dei residui nei cibi è un passo importante, e diventa centrale anche l’accordo europeo a monte su come procedere con i monitoraggi, i campionamenti e l’etichettatura da sempre in discussione per essere migliorata ed allargata al maggior numero possibile di produttori, traguardo che speriamo sia raggiunto il prima possibile (anche nel report dell’EFSA non è stato possibile stabilire la provenienza del 5% dei prodotti analizzati perché assente l’origine).
 
 
BIBLIOGRAFIA
http://www.efsa.europa.eu/
http://www.helpconsumatori.it/
http://www.focus.it/

I dati sulla presenza negli alimenti di prodotti utilizzati in agricoltura indicano una certa sicurezza. Altra cosa, invece, per i farmaci ad uso veterinario.

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