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Xanthomonas arboricola pv., un batterio dannoso anche per il lauroceraso

Dal 2006, in Europa, sono stati rilevati attacchi del batterio Xanthomonas arboricola pv., su piante di Prunus laurocerasus. Il batterio è stato riscontrato sulle cultivar più coltivate e conosciute come “Otto Luyken”, “Rotundifolia”, “Novita”, “Etna”, “Herbergii”, “Mischeana” e "Caucasica”. Si trova principalmente in colture in vaso, vista anche l’alta diffusione della specie nei vivai ornamentali ed è confondibile con altre patologie e con Pseudomonas syringae, un altro batterio che si manifesta in modo similare. Segnalazioni si sono avute in Italia (sin dal 2006), Olanda, Germania e Spagna.

Cenni di biologia. X. arboricola pv. pruni sverna, soprattutto, negli spazi intercellulari della corteccia, sugli apici dei rami prodotti durante la precedente stagione. I germogli potati e le foglie cadute sono considerati come possibili siti di svernamento. In primavera, prima della ripresa vegetativa, i batteri negli spazi intercellulari si moltiplicano causando la rottura dell’ epidermide, quindi si avvia una lesione visibile che favorisce l’ insorgenza dei cancri batterici. L’  inoculo di questi cancri è diffuso con la pioggia e il vento e infetta nuove foglie attraverso le aperture stomatiche. Le operazioni di potatura sono considerate un veicolo di diffusione importante a causa del passaggio delle mani e degli strumenti dalle piante infettate a quelle sane. Le lesioni sviluppate sulla foglia trasudano batteri che determinano le infezioni secondarie. Du Plessis (1983; 1987) suggerisce che il batterio possa migrare sistematicamente dai ramoscelli alle foglie.

A seguito delle infezione delle foglie, i cancri estivi si sviluppano nel tessuto verde, ma solitamente la pianta reagisce producendo un periderma, tendendo a ridurre la vitalità dei batteri; pertanto, i cancri estivi di prugna e pesca sono di nessuna importanza come siti di svernamento per il batterio, o per l’avvio di infezioni della primavera successiva. Le infezioni tardive che si verificano durante le piogge appena prima e durante la caduta delle foglie in autunno, invece, sono la fonte di inoculo primario perché è ridotto il meccanismo di resistenza dell’ ospite che porta alla produzione del periderma. X. arboricola pv. pruni è un batterio epifita, quindi può sopravvivere sulla fillosfera senza causare malattia.
Riassumendo, le vie d’ingresso del batterio sono gli stomi e le ferite causate da operazioni di potatura, dalla grandine e dalla caduta delle foglie.

Stagioni di caldo moderato con temperature di 19-28 ° C, accompagnate da piogge frequenti con venti e rugiade piuttosto frequenti sono le più favorevoli per il diffondersi dell’ infezione. In laboratorio, i batteri hanno sopravvissuto in condizioni di temperatura da -2 ° C a + 2 ° C per 5 mesi. La malattia non si presenta solito nelle regioni aride.

Identificazione. L’ infezione prima appare sulla superficie inferiori delle foglie, con macchie circolari di colore verde pallido tendente al giallo. Queste macchie presto diventano più evidenti allargandosi, diventando angolari e virando al marrone.
Il tessuto immediatamente circostante all’infezione può diventare giallo. Le aree colpite si staccano, di solito dopo il viraggio verso il marrone, ma possono cadere prima del cambiamento di colore. Spesso, un anello scuro di tessuto malato appare ai margini del foro. Le macchie sono di solito concentrate verso la punta della foglia, perché la batteri si accumulano in questa regione grazie alle gocce di pioggia o rugiada.

Quarantena e controllo. I danni più ingenti dal punto di vista ornamentale sono procurati dalla defogliazione che non rendono la pianta vendibile. Non solo: il commercio di piante malate potrebbe rappresentare fonte di inoculo per zone frutticole, vista la capacità del batterio di colpire molti Prunus da frutto. Il batterio è considerato come un parassita da quarantena, inserito in lista A2 della EPPO. Non esistono prodotti ammessi per il suo controllo  e l’unica via di risanamento possibile è la distruzione delle piante colpite. Per non confondere i sintomi, similari ad altre patologie, è necessaria un'analisi di laboratorio. 

Nella foto di copertina: sintomi da impallinatura su Prunus laurocerasus, probabilmente dovuti a  Xanthomonas arboricola pv

In copertina: diffusione del patogeno (fonte EPPO)

Nell'articolo: sintomi su Prunus laurocerasus
 

Riscontrato in alcuni vivai europei, i suoi danni portano alla distruzione delle piante colpite. I problemi di diffusione legati alla frutticultura

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