Italiano English
Download PDF

La marcia dei parassiti sotto la spinta del riscaldamento globale

Nello studio "Crop pests and pathogens move polewards in a warming world",  pubblicato su Nature Climate Change, un team delle università britanniche di Exeter e di Oxford, evidenzia che parassiti e agenti patogeni si stanno spostando in nuovi habitat, verso il Nord e i Polo Sud. Il motivo? La progressione del riscaldamento globale. I ricercatori hanno osservato che molti parassiti delle colture, tra cui insetti e batteri, si muovono verso i poli ad un tasso medio di 2,7 km per anno, con uno scostamento di più o meno 0,8 km.

Uomo, mercato e nuovi problemi. Circa il 10-16 % delle coltivazioni sono andate perse a causa dell’azione dei parassiti, con ulteriori perdite che si verificano dopo il raccolto. Nel nostro mondo "globalmente connesso", c'è grande opportunità di diffusione attraverso i vari confini internazionali. Infatti, si stima che più della metà delle malattie delle piante sono diffuse dall’essere umano. Tuttavia, una volta introdotti, le condizioni meteorologiche sono le principali determinanti per la stabilizzazione del parassita nel territorio. L'importanza del tempo ha portato a osservazioni su come gli effetti del cambiamento climatico potrebbe influenzare le distribuzioni dei parassiti e, successivamente, la sicurezza alimentare. Di fatto, molti organismi si sono ben adattati in luoghi non originari, aumentando il loro areale di diffusione, anche grazie all'assenza di predatori naturali. 

Spostamento verso i poli. Lo studio, finanziato da Habc Climate Partnership e da Earthwatch, suggerisce che il riscaldamento climatico in corso sta permettendo ai parassiti di stabilirsi in regioni che sarebbero state precedentemente inadatte perché più fresche. I ricercatori hanno analizzato 612 osservazioni pubblicate in merito a segnalazioni di parassiti delle colture e agenti patogeni. Successivamente è stata tracciata la latitudine di “spostamento”  tracciata per indagare sui movimenti di molte specie dal 1960. L’aumento delle temperature contribuisce alla migrazione verso i poli o all’ampliamento degli areali di molti organismi, aumentando ulteriormente la “nicchia di danneggiamento” di molte specie infestanti. Ad esempio, funghi, batteri, coleotteri, imenotteri e lepidotteri si sono tutti chiaramente spostati verso i poli negli ultimi 50 anni.

Errori di segnalazione e necessità di prevenzione.  Un fattore importante tenuto in considerazione dai ricercatori, è la possibilità di un errore di classificazione nelle registrazioni di dove sono stati segnalati i parassiti. Viene sottolineato il fatto che la tecnica scientifica e le attrezzature sono in genere più avanzate in paesi a latitudini più alte, cioè più vicino ai poli. Tuttavia, se tale pregiudizio dovesse essere reale, porterebbe a segnalazioni più rapide nei paesi più vicini ai poli, e solo successivamente più vicino all'equatore. La tendenza osservata, così, è che la maggior parte dei parassiti siano realmente osservati prima più vicino all'equatore e solo più tardi a latitudini più alte, suggerendo che è il risultato del riscaldamento globale, non distorce i dati.
In realtà, gli unici gruppi che possono apparire come se si fossero spostati verso l'equatore, secondo i registri di osservazione, sono nematodi e virus entrambi presenti nel suolo e quindi più difficile da rilevare, soprattutto nei paesi più vicino al equatore con capacità meno tecnico. In questi casi ci possono essere degli errori di classificazione nei dati che viziano l'apparente 'movimento'. Anche se la sicurezza alimentare globale dipende da una varietà di differenti fattori interconnessi tra pianta e malattie che possono avere un effetto drastico, soprattutto nei paesi più poveri, i risultati inquesto studio suggeriscono che, a fronte del cambiamento climatico, è necessari  l'aumento degli investimenti nelmonitoraggio per prevenire la diffusione di parassiti delle colture.

Nella foto: adulto di Paysandisia archon, lepididottero sudamericano acclimatato nell'area mediterranea dell'Europa

Gli agenti dannosi per le piante si stanno spostando in nuovi habitat, verso il Nord e il Polo Sud. Aumenta il loro areale di diffusione con il contributo del mercato mondiale

contenuto