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Effetti dell'azadiractina sugli insetti pronubi

L'azadiractina è un bioinsetticida derivato dai semi del Neem indiano (Azadirachta indica). Con la sua bassa tossicità verso i mammiferi e la rapida degradazione nell'ambiente, è uno dei bioinsetticidi più usati.
Non ci sono però ancora delle serie ricerche riguardo il suo effetto sui bombi (genere Bombus), mentre ne sono state svolte diverse per le api (Apis mellifera).

In uno studio condotto da ricercatori brasiliani e belgi, gli autori hanno indagato come l'azadiractina influenzi la sopravvivenza, la riproduzione e il comportamento alimentare di Bombus terrestris. È importante esaminare l'effetto subletale così come l'impatto sulla sopravvivenza e come questi possano favorire sul lungo termine il rischio di estinzione delle popolazioni.
Per verificare se i bombi riescono ad evitare attivamente il polline contaminato da azadiractina, i ricercatori hanno alimentato i singoli individui con acqua zuccherata trattata con azadiractina in cinque concentrazioni, da 32 a 1600 mg/l. 

Solo il 7% dei bombi rifiuta l'acqua trattata a 32 mg/l, che è la massima applicazione consigliata da utilizzare da parte degli agricoltori. Inoltre, i ricercatori hanno calcolato che ci vorrebbe una concentrazione di 504 mg/l per respingere la metà dei bombi. Questa è circa 16 volte superiore alla dose massima raccomandata, il che implica che i bombi non sono molto sensibili alla presenza di azadiractina. Questo suggerisce che questa specie potrebbe nutrirsi regolarmente di polline contaminato.
Per vedere se l'azadiractina influenza la normale crescita e lo sviluppo dei bombi, i ricercatori hanno creato in laboratorio microcolonie di insetti e le hanno, per più di 11 settimane, alimentate con acqua zuccherata trattata con azadiractina con concentrazioni comprese tra 3,2-320 mg/l. I dati sono stati confrontati con un 'controllo', una semplice soluzione di acqua zucchero e una soluzione trattata con 0,02 mg/L di imidacloprid, un pesticida neonicotinoide noto per danneggiare gli insetti pronubi.

Meno del 30% dei bombi è sopravvissuto all'esposizione di qualsiasi concentrazione di azadiractina superiore a 6,4 mg/l. Solo gli insetti esposti alla concentrazione di  3,2 mg/l di azadiractina, nonché al controllo a al imidacloprid avevano tassi di sopravvivenza superiori al 50%.
Oltre a questi effetti letali, sono emersi anche effetti subletali del pesticida sulla riproduzione. Nel corso delle 11 settimane nessun maschio è stato generato nelle microcolonie esposte a 6,4 mg/l di concentrazione. Rispetto al controllo c'è un abbassamento del numero di maschi a qualunque concentrazione del principio attivo.
Inoltre, i corpi dei maschi evidenziano un peso inferiore medio rispetto al controllo. Nelle femmine, si nota una forte influenza sullo sviluppo dell'ovaio e delle cellule uovo.  Presi insieme, questi risultati suggeriscono che la sopravvivenza, la riproduzione e lo sviluppo del Bombus terrestris vengono compromesse dall'esposizione ad azadiractina anche a  concentrazioni inferiori a quella massima consigliata per l'agricoltura.

Questo dovrebbe indirizzare il Parlamento Europeo ad aumentare le ricerche in questo settore, data la fondamentale importanza degli impollinatori per la sopravvivenza dell'uomo sul pianeta Terra.
 

Anche un insetticida ammesso in agricoltura biologica è capace di aggredire gli impollinatori

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