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Insetti migratori e cambiamenti climatici

La temperatura superficiale globale è aumentata di circa 0,74 ° C negli ultimi 100 anni e il decennio 2000-2009 è stato il più caldo mai registrato. Gran parte del riscaldamento globale è dovuto al rilascio di anidride carbonica in atmosfera. Il cambiamento climatico ha effetti diversi che variano geograficamente, e non tutte le specie studiate fino ad oggi hanno evidenziato cambiamenti nella fenologia in risposta al riscaldamento. L'aumento della temperatura a causa del cambiamento climatico può aumentare il rischio di invasione di parassiti agricoli migranti e la lunga distanza di migrazione è probabilmente influenzata dai cambiamenti climatici.

Una ricerca statunitense ha raccolto informazioni riguardo 62 anni di registrazioni sulla migrazione di Empoasca fabae, una cicadella. Gli autori hanno correlato i dati con le anomalie nella temperatura dovute al cambiamento climatico.
Il cambiamento climatico può influenzare le specie migratorie in modo diverso rispetto ai non migratori, colpisce la dinamica delle popolazioni di insetti in modo tale che alcune specie ne guadagnano mentre altre subiscono peggioramenti. L'aumento delle temperature contribuisce direttamente ad accelerare la fenologia negli insetti, alcuni cambiamenti sono già stati osservati per diverse specie. La temperatura può anche influenzare la distribuzione geografica di qualsiasi specie. Questa affermazione, riferita agli insetti, evidenzia conseguenze dirette sugli aspetti migratori. L'aumento delle temperature potrebbe anticipare l'arrivo dei fitofagi migratori aumentando la gravità e l'impatto economico dell'infestazione. Poiché i documenti storici sono spesso conservati solo per le specie economicamente rilevanti, queste possono servire da modello per comprendere la risposta delle specie migratrici al cambiamento climatico.
E. fabae è un classico esempio di insetto parassita migratorio nella parte orientale del Nord America. È multivoltino con riproduzione continua e generazioni sovrapposte. Si nutre e si riproduce su oltre 200 specie di piante. In particolare, è un parassita chiave dell'erba medica e comporta perdite di rendimento economiche fino a $ 66/ha. È anche insetto vettore di patogeni, il suo attacco genera quindi una cascata di cambiamenti biochimici e fisiologici nel suo ospite.
L'evidenza suggerisce che E. fabae è un migrante circolare. Gli adulti sono trasportati dai venti prevalenti a sud in autunno, in diapausa riproduttiva e svernano in foreste di pini. Nel mese di gennaio-febbraio, gli adulti si spostano dall'ospite vernino su leguminose erbacee e alberi decidui per riprodursi. Gli adulti di questa generazione, e delle generazioni successive, si spostano verso nord con condizioni meteorologiche sinottiche e colonizzano la zona centro-settentrionale e nord-orientale degli Stati Uniti, e il Canada orientale.
Il cambiamento climatico può alterare la fenologia della migrazione di E. fabae. Dal momento che i tempi di migrazione potrebbe avere un impatto sull'ecologia della popolazione di E. fabae e sulla sua gravità sulle colture, gli autori affermano che il cambiamento climatico dovrà avere un impatto anche sul Integrated Pest Management (IPM). In questo studio, utilizzando i dati storici sul tempo di arrivo E. fabae e i dati di gravità compilati da diverse fonti, hanno cercato di:
  • esaminare l'andamento del ritardo o dell'anticipo sull'arrivo di E. fabae negli Stati Uniti continentali in un periodo di tempo di 62 anni;
  • studiare l'effetto della temperatura anomala sull'anticipo nell'arrivo dell'insetto;
  • indagare l'effetto del giorno di arrivo e della temperatura anomala sulla gravità dell'attacco.
In 62 anni l'insetto ha anticipato il suo arrivo di 9,7 giorni.
I ricercatori hanno trovato un'influenza diretta delle anomalie della temperatura sulla gravità dei danni e una marginalmente significativa relazione tra la data di arrivo e la gravità. Una indagine precedente degli stessi dati, con metodologia diversa, non ha evidenziato alcuna correlazione tra il giorno di arrivo dell'insetto e la dannosità dell'attacco. Infatti concludono affermando che molti fattori concorrono alla gravità dell'attacco. La temperatura influenza direttamente la stagione di crescita della pianta, così come le pratiche agricole e le precipitazioni. Il solo studiare l'andamento delle migrazioni degli insetti non basta quindi a fornire indicazioni per modificare i metodi di gestione della lotta integrata.
 
 

Come può rispondere la lotta integrata ai cambiamenti climatici? Un team di ricerca statunitense compie un'indagine su Empoasca fabae

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