Il panorama agricolo italiano ha finalmente accolto un provvedimento atteso da decenni: la Legge 4 luglio 2024, n. 102, definita ufficialmente come la "Legge delega al Governo in materia di florovivaismo". Questa norma non rappresenta soltanto un aggiornamento burocratico, ma un vero e proprio atto di riconoscimento per un comparto che, pur essendo un'eccellenza mondiale, ha sofferto troppo a lungo di una frammentazione normativa penalizzante. Come sottolineato dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) nel recente comunicato, il florovivaismo esce oggi dalla marginalità per diventare pilastro strategico della nostra economia.
Un percorso che però non è stato velocissimo…il “seme” è stato piantato nel 2019. Se son rose…fioriranno!
"Con questa legge quadro chiudiamo la stagione delle risposte emergenziali. Lo Stato riconosce pienamente il valore produttivo, ambientale e sociale di una filiera che vale oltre 3 miliardi di euro." — Patrizio La Pietra, Sottosegretario al Masaf.
UNA FILIERA DA PRIMATO: I NUMERI DEL SETTORE
Per comprendere l'importanza della Legge, occorre guardare ai dati Ismea. Il florovivaismo italiano genera un valore della produzione superiore ai 3,3 miliardi di euro, incidendo per circa il 5% sul valore complessivo dell'agricoltura nazionale. La forza del settore risiede nelle sue 17.500 imprese attive e in una capacità di export straordinaria, che nel 2024 ha toccato quota 1,2 miliardi di euro. L'Italia è oggi il secondo produttore in Unione Europea e il terzo esportatore mondiale: una leadership che richiede tutele chiare e strumenti di crescita moderni.
L'IMPATTO ECONOMICO DEL FLOROVIVAISMO
3,3 Mld € - PRODUZIONE TOTALE
1,2 Mld € - EXPORT ANNUALE
17.500 - AZIENDE AGRICOLE
I PILASTRI DELLA NUOVA LEGGE QUADRO
Il cuore della riforma risiede nella delega al Governo per l'adozione di decreti legislativi volti a definire un quadro normativo organico. Il primo grande pilastro è l'elaborazione del Piano Nazionale del Settore Florovivaismo, con periodicità quinquennale. Questo documento non sarà una semplice dichiarazione d'intenti, ma lo strumento programmatico per indirizzare investimenti, supportare la ricerca e favorire l'aggregazione tra produttori.
Ricordiamo che nella filiera olivicola esiste già il Piano Olivicolo Nazionale 2026-2031 (spesso abbreviato in PON). L’auspicio è che il settore florovivaistico possa mutuare l'expertise della filiera olivicola, sappia fare tesoro del know-how maturato nella filiera olivicola, replicandone i successi e superandone i limiti storici.
Fondamentale è anche l'istituzione di un Ufficio per la Filiera presso il MASAF e di un coordinamento nazionale che fornisca linee di indirizzo uniformi. Per la prima volta, si prevede un sistema di rilevazione statistica annuale centralizzato, capace di fotografare in tempo reale le produzioni, le specie coltivate e l'andamento dei prezzi. Questo permetterà alle imprese di operare con una consapevolezza di mercato inedita, riducendo i rischi di sovrapproduzione o carenza di specifici assortimenti.
Tra i punti chiave del decreto ci sarà la nascita di un ufficio ad hoc al ministero dell’agricoltura, un osservatorio economico per il florovivaismo, delle attività promozionale ma, cosa molto importante e attesa, finanziamenti per gli agricoltori per riconvertire le serre dismesse con la combinazione (speriamo) di produzione agricola e la produzione di energia verde grazie al fotovoltaico.
RICONOSCIMENTO E SEMPLIFICAZIONE: GARDEN CENTER E CONTRATTI
La legge interviene in modo incisivo sulla definizione di "Centri per il Giardinaggio". Questi vengono ufficialmente qualificati come imprese agricole (ex art. 2135 c.c.), risolvendo annosi contenziosi fiscali e amministrativi. Viene inoltre introdotta la disciplina dei contratti di coltivazione, strumenti che permetteranno di regolare meglio i rapporti tra i diversi attori della filiera, dalla produzione forestale a quella ornamentale, garantendo maggiore equità nella distribuzione del valore.
INNOVAZIONE, SOSTENIBILITÀ E "ABOUTPLANTS"
Su aboutplants.eu sosteniamo da sempre che il futuro del verde passi per la Ricerca Scientifica. La Legge 102/2024 sposa questa visione, promuovendo la sperimentazione tecnologica per migliorare la sostenibilità ambientale. Sono previsti incentivi per l'uso di tecniche di precisione, per il riciclo delle acque e per la selezione di varietà più resistenti ai patogeni e allo stress idrico. La collaborazione tra Università e vivai diventa così una priorità legislativa, facilitando il trasferimento tecnologico dal laboratorio al campo.
UNA SFIDA PER IL FUTURO
La Legge Quadro n. 102 del 2024 segna un "cambio di paradigma", come definito dal Ministro Francesco Lollobrigida. Sebbene il percorso sia appena iniziato — con i prossimi 24 mesi cruciali per i decreti attuativi — la direzione è tracciata. Il florovivaismo italiano ha finalmente la dignità normativa che merita, pronto a confermarsi protagonista della transizione ecologica e ambasciatore del "Made in Italy" nel mondo.
La domanda sorge spontanea: ora che il quadro normativo si fa più concreto, siamo pronti per fare sistema e dar vita a filiere in grado di generare ricadute positive per l’intero comparto? Ci saranno passi in avanti nelle tematiche come la rigenerazione urbana, la creazione di crediti di carbonio e la salute pubblica, offrendo un sistema di innovazione capace di elevare l'intero settore del Made in Italy?
Noi ci speriamo e saremo ben lieti di poterle raccontarle tutte!
Risorse in rete
Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana: https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2024-07-15&atto.codiceRedazionale=24G00118