Geofin e l'impollinazione dei kiwi

L'utilizzo dei bombi per migliorare l'allegagione e la qualità del frutto

L’impollinazione rappresenta uno degli elementi più importanti per il funzionamento degli ecosistemi terrestri. Il trasferimento del polline, mediato da fattori biotici e abiotici, non è soltanto un passaggio riproduttivo delle piante angiosperme, ma un vero e proprio processo ecosistemico che sostiene la produttività primaria, la stabilità delle comunità vegetali e la disponibilità di risorse alimentari per una vasta gamma di organismi, esseri umani inclusi. Nel caso specifico dell’actinidia o kiwi, è una specie dioica, e questo rende l’efficienza del trasferimento pollinico un elemento critico dell’intero ciclo produttivo. Per ottenere frutti di kiwi di alta qualità, tutto parte da una buona impollinazione. Senza un efficace trasferimento di polline dal fiore maschile a quello femminile, infatti, la pianta non riesce a formare frutti regolari, ben sviluppati e commercialmente apprezzabili. “È necessario avere un’efficiente impollinazione incrociata per garantire una buona allegagione”, sottolinea uno dei tecnici commerciali di Geofin, ricordando quanto questa fase sia determinante per l’intero ciclo produttivo.

Tradizionalmente ci si è sempre affidati alle api (Apis mellifera), considerate gli impollinatori per eccellenza. Tuttavia, negli ultimi anni sta crescendo l’interesse per l’utilizzo dei bombi (Bombus terrestris), insetti che si stanno affermando come una valida e, in molti casi, più performante alternativa per l’impollinazione delle piante da frutto, compreso il kiwi.

Perché proprio i bombi? La risposta risiede nelle loro straordinarie capacità biologiche. Grazie alla termoregolazione, i bombi sono in grado di operare anche in condizioni meteorologiche sfavorevoli, come temperature basse (10–12 °C) e cielo coperto, molto frequenti durante il periodo di fioritura dell’actinidia, che nelle principali aree italiane si concentra tra aprile e maggio. Inoltre, possono lavorare con maggiore efficienza anche in ambienti caratterizzati da scarsa luminosità, come impianti coperti o serre, mantenendo un’elevata attività di volo. Questa caratteristica li rende preziosi per favorire l’impollinazione incrociata, che nel kiwi è non solo utile, ma assolutamente essenziale.

“Dal punto di vista operativo – spiega il tecnico di Geofin – le modalità di utilizzo dei bombi nei frutteti sono molto semplici: è necessario installare le arnie direttamente in campo qualche giorno prima dell'inizio della fioritura”. La scelta della posizione è fondamentale: le arnie devono essere collocate in zone riparate dal sole diretto, ad un’altezza di circa 30–50 cm dal suolo, idealmente su un supporto stabile e con una barriera fisica che impedisca eventuali attacchi da parte delle formiche. Una corretta gestione iniziale permette ai bombi di adattarsi rapidamente all’ambiente e garantisce la massima efficienza durante il periodo di lavoro.

Numerosi studi e prove in campo condotti negli ultimi anni hanno evidenziato una lunga serie di benefici legati all’impiego dei bombi. In primo luogo, si è osservato un aumento significativo del numero di frutti prodotti per pianta, con un miglioramento della resa complessiva anche nelle varietà di actinidia notoriamente meno fertili. Il caratteristico “buzz pollination”, ovvero la vibrazione che il bombo produce durante la visita al fiore, contribuisce a una più efficace liberazione del polline, favorendo una fecondazione più completa. I vantaggi però non si limitano alla quantità: anche la qualità dei frutti risulta sensibilmente superiore. I kiwi ottenuti tramite l’impollinazione dei bombi presentano una pezzatura più omogenea, una forma più regolare e una migliore distribuzione dei semi, elementi che influiscono positivamente sia sulla qualità commerciale sia sulle proprietà organolettiche. In molti casi, si registrano anche miglioramenti sul piano del gusto e del contenuto nutrizionale, aspetti sempre più apprezzati dai consumatori.

“L’impollinazione con bombi rappresenta una soluzione utile ed efficace, sempre più impiegata nelle moderne aziende frutticole. La sua adozione, infatti, può offrire un valido supporto agli agricoltori che puntano su produzioni sostenibili e di alta qualità.” L’approccio si inserisce pienamente nelle strategie di agricoltura integrata e biologica.

Geofin, grazie alla sua esperienza e al costante dialogo con i produttori, offre un servizio completo che include consulenza tecnica, assistenza nella scelta del numero di arnie da utilizzare, supporto nell’installazione e monitoraggio delle colonie durante le fasi critiche della fioritura.