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La mobilità sostenibile in Italia

Rendere le città più intelligenti e più sostenibili è uno dei principali obiettivi della strategia Horizon 2020 dell'Unione europea. Migliorare la sostenibilità dei trasporti è considerata una priorità e vengono promosse misure che incentivano l’utilizzo di mezzi ecologici, che cercano di migliorare il trasporto pubblico e che garantiscono degli incentivi per l’acquisto di veicoli a basse emissioni.

La mobilità intelligente passa attraverso l'aumento della sostenibilità e dell’efficienza dei trasporti. Queste caratteristiche sono state analizzate in uno studio effettuato in Italia su scala nazionale per capire l’incisività delle politiche attuate in base alle linee guida comunitarie.
In Italia il trasporto è principalmente privato, con circa il 66% di mezzi circolanti di proprietà. Il governo italiano ha promosso diverse misure per incentivare l’economia verde, compreso lo stanziamento di fondi per incrementare la sostenibilità dei trasporti nelle aree urbane.

I ricercatori hanno esaminato 22 città italiane, coprendo tutte le regioni del paese, per valutare gli eventuali cambiamenti nei trasporti pubblici, nelle piste ciclabili, nei programmi di sharing di bici e auto. Sono stati selezionati degli indicatori per analizzare le modifiche apportate alle infrastrutture di trasporto  sostenibile in relazione all'area urbana e alla popolazione residente. I dati sono stati raccolti per il 2005, il 2010 e il 2015 da una serie di fonti, compresi i siti ufficiali delle aziende di trasporto, siti di car sharing e bike sharing, da enti locali e nazionali e dall’Istituto Nazionale di Statistica. Gli indicatori rappresentano quattro variabili: trasporto pubblico, piste ciclabili, bike sharing e car sharing, e quantificano:
  • Numero di chilometri della rete degli autobus e delle piste ciclabili;
  • Numero di utenti del trasporto pubblico all’anno in relazione al numero di abitanti;
  • Numero di chilometri di piste ciclabili ogni 10000 abitanti;
  • Densità delle bike station;
  • Numero di biciclette, delle stazioni di car sharing e del numero di auto in sharing ogni 10000 abitanti.
I trasporti pubblici hanno mostrato cambiamenti minimi, con la domanda che è rimasta costante per l’intero periodo di studio. I miglioramenti principali sono stati perlopiù di tipo tecnologico, come l’introduzione di app per smartphone per l’acquisto dei biglietti e la consultazione degli orari. Per le piste ciclabili, le città italiane del nord in generale hanno mostrato uno sviluppo ciclopedonale maggiore, anche se le città meridionali di Cagliari e Palermo hanno di molto esteso le loro infrastrutture ciclabili. In alcune città del centro si osserva invece un fenomeno di diminuzione del chilometraggio complessivo.
I progetti di bike sharing hanno mostrato la maggiore espansione. Nel 2005, il servizio era disponibile solo a Bologna, ma nel 2010 è stato attivato in altre quattro città del nord, due città in del centro e tre città del sud, con il numero delle biciclette in costante aumento.
Allo stesso tempo anche il car sharing è diventato un servizio sempre più presente nelle città italiane passando dai quattro centri urbani nel 2005 ai nove del 2015. La principale nota dolente dello studio riguarda la mobilità elettrica, ancora troppo limitata nel nostro Paese. Questa tipologia di veicoli copre solo lo 0,01% del totale, fenomeno dovuto probabilmente all’elevato costo attuale di questa tecnologia. Nonostante ciò, questo genere di veicoli rappresenterà probabilmente una buona parte del futuro del trasporto urbano e diverse società di car sharing stanno attualmente implementando le loro flotte di vetture con auto elettriche.
Nel complesso, lo studio ha mostrato buoni progressi nella mobilità sostenibile, in particolare tra il 2010 e il 2015. I ricercatori affermano che questi miglioramenti sono legati al sostegno finanziario reso disponibile per lo sviluppo di nuovi progetti.
Lo studio ha messo in evidenza che le città del nord Italia hanno potuto contare su un finanziamento di oltre 82 milioni di euro, le città del centro Italia di 43,5 milioni di euro e per il sud intorno ai 250 milioni di euro.

I ricercatori suggeriscono che è necessario monitorare continuamente le iniziative di mobilità sostenibile, per esempio utilizzando la valutazione basata su indicatori precisi, per garantire che i progetti siano valutati in modo efficace e capire quali aspetti della governance sono più utili per avvicinare il settore dei trasporti alla sostenibilità economica e ambientale.
Il passaggio a una mobilità sostenibile rappresenta una parte importante del quadro complesso della vivibilità dell’ambiente urbano. La strada intrapresa verso un passaggio graduale verso le risorse rinnovabili può portare a una lunga serie di vantaggi come la riduzione delle emissioni di gas serra, l’abbassamento delle polveri sottili in città e un generale miglioramento della salubrità dell’aria sempre più compromessa nelle grandi metropoli contemporanee.

Queste strategie rientrano in un progetto più ampio di incremento del benessere in città: piantare più alberi e ridurre le emissioni sono le due soluzioni migliori, individuate al fine di raggiungere l'obiettivo.
 

Molti i progressi fatti nella smart mobility, sia pubblica che privata. Numerosi vantaggi per l’ambiente e la salute dei cittadini

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