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Così l'Europa pensa all'ambiente

Ci sono due miliardi di persone che, con i livelli di consumo da 'classe media', nei paesi in via di sviluppo, triplicheranno i loro consumi entro il 2020.
E l’Europa? Il vecchio continente non sta certo a guardare, anzi. Da qui al 2020, il “Programma d’Azione Europeo per l’Ambiente” dà precise indicazioni ai politici, ma anche alle imprese e ai cittadini su come fare per elevare il livello di protezione ambientale e migliorare la qualità della vita e del benessere dei  cittadini.
Il tutto risale al 28 dicembre 2013 scorso quando è stata pubblicata la “decisione n. 1386/2013/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 novembre 2013” che approva il VII Programma d’azione in campo ambientale.
 
Vivere bene nel nostro pianeta. In vigore dal 17 gennaio scorso, tale decisione detta la strategia della politica ambientale per l’Unione europea fino al 2020, ampliandone l’ambiziosa visione sino al 2050, anno in cui, secondo quanto riportato:  “vivremo bene nel rispetto dei limiti ecologici del nostro pianeta. Prosperità e ambiente sano saranno basati su un’economia circolare senza sprechi, in cui le risorse naturali sono gestite in modo sostenibile e la biodiversità è protetta, valorizzata e ripristinata in modo tale da rafforzare la resilienza della nostra società”.
Con il titolo- slogan “Vivere bene entro i limiti del nostro pianeta” il nuovo programma sostituisce il sesto programma (“Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta”), terminato nel luglio 2012, con un approccio diverso, che tiene conto delle condizioni in cui l’Europa si trova ad operare. L’Europa assume ancora una volta un ruolo di capofila mondiale perché la sua politica ambientale varata è tra le migliori al mondo, seppur di relativo conto rispetto alle scelte dell’America e della Cina. Il contesto attuale è caratterizzato da una perdurante crisi economica, per affrontare la quale la Commissione ha varato nel 2010 la strategia Europa 2020, una strategia globale volta a sostenere una “crescita intelligente, sostenibile e inclusiva”, destinata ad unificare con le sue priorità tutte le politiche dell’EU facendole convergere verso un obiettivo comune.
 
Temi principali. Il Programma identifica tre obiettivi tematici su cui l’Unione europea dovrà concentrarsi per affrontare le molte sfide ambientali e climatiche, sintetizzati in:
  • Resilienza ecologica e capitale naturale – Comprende la tutela della biodiversità, delle acque e del suolo. Implica l’applicazione della strategia UE a favore della biodiversità 2020 e del piano per la salvaguardia delle risorse idriche in Europa.
  • Crescita verde e competitiva, economia a basse emissioni di carbonio e efficiente nell’impiego delle risorse – Richiede l’applicazione del pacchetto clima ed energia per raggiungere i target 20-20-20, la riduzione dell’impatto ambientale del consumo (compresi gli sprechi alimentari) e l’utilizzo dei rifiuti come risorsa.
  •  Salute e ambiente, benessere dei cittadini – Include il miglioramento della legislazione corrente per assicurare ulteriori riduzioni di inquinamento dell’aria, da sostanze chimiche ed inquinamento acustico.
Nove punti tematici. I tre obiettivi sono collegati e dovrebbero essere perseguiti parallelamente. Nel concreto il programma prevede la realizzazione di misure da parte dell’Istituzioni europee, da un lato, e degli Stati membri, dall’altro,equamente responsabili della loro implementazione, nel quadro di 9 obiettivi tematici prioritari che definiscono puntualmente la strategia:
  1. Proteggere, conservare e migliorare il capitale naturale dell’Unione con lo slogan “Proteggere la mano che ci nutre”;
  2. Trasformare l’Unione in un’economia a basse emissioni di carbonio, efficiente nell’impiego delle risorse, verde e competitiva, ovvero “Fare più con meno”;
  3. Proteggere i cittadini dell’Unione da pressioni e rischi d’ordine ambientale per la salute e il benessere perché “Avere cura dell’ambiente è avere cura di noi stessi”;
  4. Sfruttare al massimo i vantaggi della legislazione dell’Ue in materia di ambiente, migliorandone l’applicazione, fa “Bene per l’ambiente, per la salute e per i nostri portafogli”;
  5. Migliorare le basi cognitive e scientifiche della politica ambientale dell’UE perché “ Le migliori decisioni si basano sui dati più recenti”;
  6. Garantire investimenti a sostegno delle politiche in materia di ambiente e clima e tener conto delle esternalità ambientali, per promuovere il binomio“Incentivi verdi significa innovazioni verdi” ;
  7. Migliorare l’integrazione ambientale e la coerenza delle politiche per “Affrontare molteplici sfide con un unico approccio”;
  8. Migliorare la sostenibilità delle città dell’Unione, “Lavorare insieme per soluzioni comuni”;
  9. Aumentare l’efficacia dell’azione dell’Unione nell’affrontare le sfide ambientali e climatiche a livello internazionale, “Vivere bene, entro i limiti del nostro pianeta” è un obiettivo globale.
Metodi di finanziamento. Il Programma sarà finanziato attraverso tutti gli strumenti di finanziamento in cui la Commissione abbia integrato obiettivi in materia di ambiente e clima, nell’ambito del Quadro Finanziario Pluriennale 2014-2020. Gli obiettivi del Programma potranno essere finanziati, ad esempio, attraverso il programma LIFE+, il quadro per gli strumenti finanziari innovativi, i PSR e i pagamenti per il greening nell’ambito della PAC, contratti di partenariato e il capitale messo a disposizione della BEI. Per evitare l’assorbimento disomogeneo delle numerose fonti di finanziamento, è auspicabile che gli Stati membri integrino gli obiettivi ambientali nei programmi di coesione economica e sociale, nelle politiche marittime e di sviluppo rurale.
 
Cosa faranno le regioni italiane? Nella nostra nazione convivono problematiche idrogeologiche legate alla natura dei territori, ma dove l’ambiente e dove gli elementi naturali possono essere (e lo sono in molti casi) fonte di ricchezza a valore aggiunto, quali misure concrete si intendono  attuare per tutale il patrimonio ambientale?
Avviare e rafforzare i comportamenti virtuosi di governatori, cittadini e imprese, per  la riduzione delle perdite idriche di rete e l’introduzione di tecnologie e promozione comportamenti di risparmio idrico nelle utenze private, apre una priorità. Come anche è fondamentale migliorare le performances a livello di riduzione della produzione di rifiuti favorendo una riduzione dello  smaltimento in discarica (con un aumento della quota di differenziata).

Il programma d'azione della CE detta le strategie per le politiche per il rispetto dei limiti ecologici del nostro pianeta

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