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Specie esotiche: si muove l'Europa

Zanzara tigre, nutria, scoiattolo grigio americano, punteruolo rosso della palma.
Li avete mai incontrati? Ebbene queste sono solo alcune delle specie “non autoctone” che stanno invadendo i nostri territori.
Definite "specie esotiche invasive", sono quelle non originarie delle nostre terre, trasportate intenzionalmente o meno dall'uomo, che mettono a rischio l'esistenza delle specie autoctone: sono una minaccia per la biodiversità e il funzionamento degli ecosistemi. 
Secondo recenti studi, in Europa negli ultimi 30 anni il loro numero sarebbe cresciuto del 76%; l'Italia è particolarmente vulnerabile all'ingresso delle specie aliene a causa delle sue caratteristiche geografiche e climatiche. Ciò comporta alti costi economici, si pensi ai danni  provocati ad attività quali l’agricoltura e sfruttamento delle risorse silvo-pastorali. Il commissario Ue all'ambiente Karmenu Vella ha affermato che la lotta alle specie aliene invasive costa all’ Ue circa 12 miliardi l'anno.

Per questi motivi la Commissione Ue ha deciso di intervenire attraverso l’adozione di misure di sorveglianza e controllo previste dal “Regolamento sulle specie aliene invasive”, il Regolamento (UE) n. 1143/2014, entrato in vigore il 1 gennaio 2015.
Il Regolamento,  vieta l'introduzione deliberata o per negligenza nell’UE, la riproduzione, la coltivazione, il trasporto, l'acquisto, la vendita, l'uso, lo scambio, la detenzione e il rilascio di specie esotiche invasive di rilevanza europea. Stabilisce, inoltre, misure di rilevamento precoce e di eradicazione rapida delle specie esotiche invasive per impedirne l’insediamento e la diffusione. Le specie invasive e pericolose sono 37, per la prima volta inserite in una lista approvata da Bruxelles, la quale subirà continui aggiornamenti.
L’azione della commissione europea è supportata da strumenti finanziari come il LIFE, che dal 1992 è la principale fonte di finanziamento UE per le azioni volte ad affrontare le minacce delle specie esotiche invasive.
 
BIBLIOGRAFIA

 

La Commissione Ue ha deciso di intervenire attraverso l’adozione di misure di sorveglianza e controllo. Il Life come strumento di finanziamento.

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