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Glifosate, proroga per 18 mesi

La Commissione europea ha deciso in relazione ai tempi di proroga all’uso del Glifosate. È quanto, infatti, è in suo potere (in base ai trattati): dopo la fumata nera dello scorso 24 giugno, in cui i capi di governo dell’UE avevano votato senza ottenere la maggioranza qualificata (ossia 19 paesi hanno votato a favore, due contro (Francia e Malta) e sette si sono astenuti (Germania, Italia, Austria, Grecia, Lussemburgo, Portogallo e Bulgaria).
E adesso? Il dibattito è più acceso che mai.
Su un fronte ci sono le tante associazioni ambientaliste (GreenPeace,  WWF, AIAB, e altre) che insieme a molti europarlamentari si stanno battendo, anche con la campagna social  #StopGlifosato, per informare sugli effetti del principio attivo sulla salute umana (in primis) e su quella ambientale, sostenendo la tesi dello IARC (International agency for research on cancer), l’agenzia per la ricerca sul cancro dell’Oms, secondo cui l’erbicida “..è un sicuro cancerogeno per gli animali e fortemente a rischio anche per l’uomo…”.
Dall’altro le case produttrici di erbicidi (fra tutte la Monsanto) che al momento non sembrano avere alternative altrettanto efficaci e riproducibili in grado di sostituire l’erbicida “indagato”.
Ricordiamo che il Glifosate è il pesticida più utilizzato al mondo ed è presente in 750 formulati tra i quali il Glinet® e il Roundup®, quest’ultimo proposto dalla Monsanto in abbinamento a sementi Ogm che sviluppano resistenza a questo prodotto.
La proroga di 18 mesi permetterà di dare il tempo necessario all'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA), di Helsinki di terminare il rapporto sulla valutazione dei rischi.
A riprova dell’urgenza di cautelarsi di fronte a possibili esiti, nel testo la Commissione europea ha previsto  anche delle restrizioni all’uso del Glifosato, quali:
  1. vietare l’uso di un co-formulante chiamato POE – tallowamina;
  2. minimizzare il suo nei parchi pubblici, nelle zone di gioco e nei Giardini;
  3. ridurre al minimo il suo utilizzo in fase di pre-maturazione.
 
BIBLIOGRAFIA:
http://europa.eu/rapid/press-release_MEMO-16-2012_en.htm
http://www.eunews.it/
http://www.wwf.it/

La sostanza attiva ha avuto il via libero dalla Commissione europea per il tempo necessario a ultimare la valutazione di rischi da parte dell'agenzia europea per le sostanze chimiche.

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