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Ambiente: il focus della Comunità Europea


Riflettere su quello che accadrà nei prossimi cinque anni. Ecco cosa fa la relazione presentata in questi giorni dal titolo “L’ambiente in Europa- Relazione 2015: situazione attuale e prospettive”, a cura dell’Agenzia europea dell’ambiente.
Leggendo il testo si trovano alcuni dati che sottolineano gli sforzi compiuti; qualche esempio:
-          tra il 2000 e il 2011 le industrie verdi nell’UE sono cresciute di oltre il 50%, diventando così uno dei pochi settori in continuo sviluppo, nonostante la crisi;
-          la gestione dei rifiuti sta migliorando: nel 2012 molti paesi europei hanno quasi raddoppiato la percentuale di riciclaggio a livello municipale dei loro rifiuti;
-          le emissioni di una serie di inquinanti atmosferici, come il biossido di zolfo (SO2) e gli ossidi di azoto (NOx), sono diminuite notevolmente negli ultimi decenni, grazie principalmente alla normativa sulla qualità dell'aria promossa dall'UE.
 
Tuttavia malgrado le normative e le iniziative comunitarie, permangono una serie di note dolenti, come:
-       non si arresta la perdita di biodiversità: continuano a scomparire habitat (77% degli esistenti) di specie protette  (60 %). Resta in particolare a rischio la biodiversità marina;
-       ancora troppi rifiuti vengono tutt'ora interrati e permane un potenziale inutilizzato per il riciclaggio e il recupero dell'energia;
-       malgrado i risultati positivi ottenuti, la scarsa qualità dell’aria continua a essere la prima causa ambientale di decessi prematuri nell’Unione europea (nel 2011 si sono contate 430 mila morti dovute alle polveri ultra sottili -PM2,5).
 
E allora, verso quale direzione muoversi? La Commissione sta già rispondendo attraverso una serie di iniziative di politica ambientale per il 2015, compresi un nuovo e più vasto pacchetto di misure sull’economia circolare, il riesame della strategia dell’UE sulla biodiversità, un piano d’azione in materia di governance degli oceani e un pacchetto sulla qualità dell’aria modificato.
Lecito attendersi, allora, un irrigidimento della normativa: dovremo arrivare ad una riduzione dell'80‑95% delle emissioni entro il 2050.

Si riducono le emissioni di molti inquinanti atmosferici, ma permangono ancora diversi problemi. La scomparsa di biodiversità è uno dei tasti dolenti

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