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Tillandsia: un filtro naturale per lo smog

Tillandsia è un genere di piante molto particolare appartenente alla famiglia delle Bromeliaceae. Sono originarie del sud America e sono state per molto tempo erroneamente considerate come piante parassite. Le specie appartenenti a questo genere sono epifite o “piante aeree”, vivono cioè senza terreno, molto spesso su altre piante.
Presentano delle radici che utilizzano esclusivamente con funzione di ancoraggio, questo perché l'acqua e il nutrimento vengono assorbiti dall'atmosfera tramite le foglie. Sono diffusissime nel loro habitat naturale e sono caratterizzate da una variabilità alquanto elevata, la numerosa presenza di ibridi rende infatti incerta la classificazione botanica.

La particolarità di Tillandsia risiede nel suo affascinante meccanismo metabolico. Sono infatti piante con metabolismo CAM (metabolismo acido delle crassulacee), che è un caso adattativo del metabolismo C3.
Andando con ordine: il metabolismo C3 è caratteristico delle piante che vivono in climi temperati come ad esempio la canapa. Prende il nome dal primo prodotto della fotosintesi che avviene di giorno con gli stomi aperti, la gliceraldeide-3-fosfato. La notte gli stomi si chiudono e la pianta compie la respirazione. Nel metabolismo CAM, invece, le piante aprono gli stomi di notte permettendo l'ingresso di anidride carbonica che verrà metabolizzata il giorno seguente nel processo fotosintetico, che avviene a stomi chiusi.
La chiusura degli stomi durante le ore di luce permette alla pianta di risparmiare acqua sacrificando parte dell'efficienza fotosintetica. Risulta evidente come questo meccanismo sia derivato da un adattamento a climi tropicali e desertici. Il metabolismo CAM ha una dimostrata origine genetica ma viene attivato da fattori abiotici: le piante CAM in condizioni di sufficiente umidità attuano infatti il metabolismo C3.
L'interesse crescente verso questo genere deriva dal fatto che, oltre all'umidità, queste piante riescono a intercettare e metabolizzare diversi inquinanti atmosferici derivati ad esempio, dal traffico cittadino, come alcuni idrocarburi.  È stato stimato che riescano a sottrarre dall'atmosfera 0,2 mg di inquinanti per chilo di pianta al giorno.

L'elevata adattabilità e la capacità di funzionare da “filtro” per l'aria inquinata, uniti al basso costo di manutenzione di queste piante le rendono interessanti in relazione all'utilizzo in ambiente urbano. Si pensi per esempio al possibile posizionamento di Tillandsia sulle alberature stradali già esistenti e alla loro introduzione nei pannelli utilizzati per le pareti verdi.
Sono inoltre piante che si adattano molto bene anche agli ambienti chiusi come ad esempio le abitazioni. Un pannello di adeguate dimensioni potrebbe garantire la depurazione dell'aria di una stanza o di un appartamento.

Come spesso accade la soluzione a diversi problemi creati dall'uomo è presente in natura. Osservare e comprendere quello che l'infinita varietà di specie vegetali presente sul pianeta può offrirci in termini di benefici ambientali ed ecosistemici, soprattutto in un ambiente urbano compromesso come quello contemporaneo, è di fondamentale importanza se vogliamo abitare in città meno inquinate e più vivibili.

Bassissima manutenzione e capacità di metabolizzare gli inquinanti atmosferici rendono questo genere di piante molto interessante in ambiente urbano

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