La siccità nel XX secolo

L’accrescimento delle piante come prova dell’andamento climatico, rafforza la validità della modellizzazione per scenari
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Il clima e l’influenza antropica. Lo studio degli anelli di accrescimento degli alberi può fornire un quadro accurato delle condizioni metereologiche storiche nelle località specifiche. Durante i periodi siccitosi le piante hanno più difficoltà a crescere: gli anelli che si producono sono infatti più sottili rispetto a quelli dei periodi più ricchi di acqua.
Una nuova ricerca ha utilizzato i dati forniti dagli anelli di accrescimento per costruire un quadro della siccità dal 1900. I risultati ottenuti sono stati poi ordinati in atlanti della siccità che coprono tutte le regioni del globo, permettendo ai ricercatori di vedere il quadro generale degli andamenti idrici. Gli andamenti climatici possono variare significativamente di anno in anno, rendendo difficile stabilire se un’eventuale tendenza, in questo caso la siccità, sia dovuta all’influenza antropica oppure ad altri fattori. Gli scienziati affermano però che, se la siccità si rende manifesta in diversi luoghi contemporaneamente, l’influenza umana è considerata la causa più probabile.

I dati del secolo scorso.
I risultati rivelano tre periodi distinti di siccità, che possono essere spiegati dalle emissioni di gas clima-alteranti e dagli inquinanti atmosferici.
Tra il 1900 e il 1949, emerge un forte cambiamento nelle condizioni di siccità a livello globale rispetto alle simulazioni effettuate sul periodo precedente alla rivoluzione industriale (1850), con un aumento della siccità nella maggior parte delle regioni. Questo fenomeno può essere dovuto al considerevole incremento dei gas serra durante il periodo in esame.
Tra il 1950 e il 1975 l’atmosfera globale risulta più umida e più fresca, con una diminuzione delle condizioni siccitose in tutte le regioni, eccetto che in Australia e Nuova Zelanda. I ricercatori spiegano il fenomeno collegandolo a una maggior emissione di particelle inquinanti che bloccano la luce solare, contrastando gli effetti del riscaldamento da effetto serra.
Dopo il 1975, l'inquinamento atmosferico è diminuito in risposta alle nuove legislazioni e la siccità ritorna quindi a seguire l’andamento degli schemi precedenti, osservati nella prima metà del secolo, aumentando.
I ricercatori osservano che i dati post-1975 non sono così chiari come per la prima metà del XX secolo, quindi l'apparente legame tra le emissioni e l’emergere di condizioni siccitose non è evidente. Tuttavia, affermano che i modelli si stanno rafforzando e prevedono che il collegamento diventerà più esplicito nella prima metà del ventunesimo secolo.

Le conclusioni.
Questo atlante della siccità (ottenuto con dati misurati sul campo) è stato confrontato con i modelli climatici riferiti al medesimo periodo temporale, confermando la bontà dei dati forniti dai modelli. Questa osservazione è decisamente rilevante, poiché aumenta la credibilità della modellizzazione climatica, portando ad affermare l’affidabilità delle previsioni future.
Utilizzando modelli e ipotizzando un percorso climatico "scenario peggiore" di RCP 8.5 del World Climate Research Programme (rapida crescita economica, uso continuato di combustibili fossili), è probabile che l'influenza umana sulla siccità si rafforzi nei prossimi due decenni.
Si prevede che la siccità diventerà più frequente e grave con l'aumentare della temperatura, in particolare in Europa, Asia e Nord America. Questo fenomeno potrebbe potenzialmente portare a gravi impatti (ad esempio sulla sicurezza alimentare, sulla salute e aumentando il rischio di incendi), oltre a rappresentare una concausa di futuri conflitti per le risorse.

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