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Portland, "green city" per eccellenza

L’Oregon viene considerata la patria delle bellezze naturalistiche degli USA.  Fra coste, monti, foreste e fiumi, offre diverse opportunità per gli amanti delle avventure naturali. La città più popolosa, Portland, ricalca perfettamente l’immagine dello Stato e lo fa coniugando ecologia, urbanizzazione e uomo, in un tessuto che comprende circa seicentomila abitanti. Portland è divenuta, così, la “green city” per eccellenza, riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Costruzioni, trasporti, energia e gestione dei rifiuti sono solo alcuni dei settori in cui la cittadina ha creato dei modelli “verdi”. Alcuni dati utili a comprendere meglio il modo di quotidiano nella città: circa il 25% degli abitanti si sposta utilizzando i mezzi pubblici, carpooling o  biciclette (attraverso i suoi oltre 400 km di piste ciclabili); circa il 33% dell’energia utilizzata è prodotta da fonti rinnovabili, e molti edifici vantano la certificazione LEED per la sostenibilità ambientale. Il riciclo tocca il 60% dei rifiuti prodotti.

Una programmazione storica. Un dato, su tutti, indica la riuscita della politica ecologica di Portland.Nonostante la rapida crescita demografica ed economica della città, nel 2008 le emissioni di CO2 sono scese al di sotto dei livelli del 1990, di fronte a un 14% di aumento nelle emissioni totali a livello nazionale. Questo grazie a una politica di lunghe vedute che si è imposta un Piano d’Azione Climatico, basato su 93 azioni principali e ha stabilito 18 obiettivi per il 2030, anno in cui è prevista la riduzione del 40% della CO2 emessa.

Verde fruibile. Non è solo questo, perché Portland, chiamata anche la “Città delle rose”,  è anche un bacino di produzione di verde ornamentale (nel suo distretto ci sono numerose e prestigiose aziende vivaistiche statunitensi) e offre diversi parchi fruibili da cittadini e turisti.  L´area metropolitana, infatti, conta ben 14.973 ettari di spazi verdi, con 288 parchi pubblici. Senza dubbio, il più centrale  e famoso  è il Washington Park. Situato sulle colline ad ovest del centro cittadino (Downtown Portland), è uno dei parchi più antichi e amati dagli abitanti locali. Esteso su 52 ettari, include l´International Rose Test Garden, il Japanese Garden, l´Oregon Zoo, il Vietnam Veterans Memorial e altre attrazioni. La città ne acquistò gli originari 40,78 ettari nel 1871 per l’elevato prezzo di $ 32.624. Nacque una discussione piuttosto animata sull'acquisto, dato che il sito era considerato pericoloso perché vi vagavano molti puma.
Washington Park è stato sviluppato lentamente. Nel giugno 1885, la città assunse Charles M. Myers come custode. I primi sviluppi originari si devono a lui: marinaio originario della Germania, Myers non aveva la formazione botanica formale, ma con entusiasmo cominciò a sviluppare l’area facendo riferimento ai suoi ricordi di parchi europei come guida. Nel 1900, il parco si era trasformato da un deserto in un luogo di unità, con camminamenti, impianti, prati, siepi tagliate e aiuole fiorite. L'ultima aggiunta importante di terreno fu fatta nel 1922, quando i 160 ettari del “County Poor Farm” furono  trasferiti agli uffici comunali. La metà meridionale della proprietà si sviluppò nel West Hills Golf Course. Il resto fu designato come un arboreto comunale nel 1928.

Rose Garden e il Japanese garden. Una delle zone più visitate del Washington park è il Rose Garden. Si tratta di una vera e propria collezione di oltre diecimila rose, coltivate inizialmente per salvare gli ibridi europei durante la prima Guerra mondiale. Istituito nel 1917, viene visitato da migliaia di persone ogni anno. Più recente la storia del Japanese Garden, realizzato nel 1963 su 5,5 ettari di superficie. Riconosciuto come uno dei migliori esempi di giardini giapponesi al di fuori del sol levante, incarna perfettamente le finalità orientali degli spazi verdi, dove il senso di pace, armonia e tranquillità è prioritario per i fruitori. 

Downtown, verde ovunque. Che la concezione verde sia ormai entrata nella vita quotidiana degli abitanti di Portland, lo si capisce anche passeggiando per le zone centrali. Una delle azioni prioritarie del piano di azione climatico, infatti, prevede l’espansione del bosco urbano così da coprire un terzo di Portland, e almeno il 50% della lunghezza del fiume in città, accostando il nuovo verde all’acqua (il Tom McCall Waterfront park, lungo il Willamette river è un esempio concreto). Le azioni intraprese hanno visto la crescita di programmi pubblici e privati per incoraggiare la piantagione, la conservazione e la manutenzione di alberi e arbusti, il controllo invasivo di specie e la rimozione degli ostacoli normativi.  Tutto questo affiancato all’acquisizione, al restauro e alla protezione delle risorse naturali e forestali per ridurre l’effetto “isola di calore urbana”, migliorando la qualità dell’aria e dell’acqua. Il concetto, in definitiva è quello di riconoscere alberi, arbusti, vegetazione e paesaggi naturali come patrimonio pubblico della città e della Contea.  Anche le costruzioni sono state toccate dal modo di pensare “green”, con la valutazione di alternative “verdi” ai progetti di infrastrutture pubbliche. 


Nella foto di copertina: la centrale Pioneer square 
Nella gallery: Rose garden, Waterfront e Japanese square

La città dell'Oregon è considerata un modello da seguire, grazie a una politica tesa alla sostenibilità ecologica. E per gli alberi, l'obiettivo è quello di riconoscerli come patrimonio pubblico

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