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Orti sui tetti di Bologna

Ogni spazio inutilizzato sui tetti delle nostre città rappresenta un'occasione per la creazione di infrastrutture verdi. Queste, come ad esempio i giardini pensili, offrono vantaggi sia per la fauna selvatica che per le persone. Se si tratta di orti, oltre a fornire la base per la creazione di reti verdi, possono anche offrire una fonte di cibo a km 0 per i cittadini. Generano anche una riduzione dell'impronta ecologica del tessuto urbano filtrando l'aria inquinata, assorbendo rumore e anidride carbonica e effettuando un controllo della temperatura tramite l'ombreggiamento.

Nel 2010, Bologna è stata la prima città a effettuare l'installazione di orti sui tetti di alcuni edifici pubblici, seguiti da Università, autorità locali e organizzazioni no-profit. I ricercatori hanno seguito questa sperimentazione dal 2012 al 2014, osservando la crescita di insalate, peperoncini, cavoli e pomodori, sia in tubi di plastica e piattaforme di polistirolo galleggianti, che in pallet riciclati riempiti di compost.
Quest'ultimo metodo ha generato la miglior crescita delle verdure rispetto alla quantità di spazio utilizzato, un terzo in più rispetto al sistema flottante e più del doppio rispetto al sistema coi tubi. Ovviamente questa metodologia si rende applicabile solo quando lo spazio a disposizione lo consente; il sistema a tubi permette invece di coltivare pressochè in qualunque situazione di superficie disponibile.

Dai risultati delle prove, i ricercatori sono stati in grado di progettare un sistema di coltivazione orticola su un tetto di 216 mq, unendo elementi di tutti e tre i sistemi, in grado di massimizzare la produzione. Questo prevede l'utilizzo in sinergia di sistemi flottanti e dei pallet, includendo i tubi lungo le ringhiere: un orto del genere potrebbe produrre più di 3 tonnellate di ortaggi ogni anno.
Successivamente, i ricercatori hanno stimato il potenziale produttività di una rete di orti ipotetica che sfrutti lo spazio inutilizzato dei tetti di tutta la città. Utilizzando mappe digitali e programmi CAD per identificare tutte le superfici hanno stimato che gli 0,82 kmq disponibili potrebbero produrre circa 12.500 tonnellate di cibo.
Ciò significa che, sulla base di dati di consumo reali per la città, gli orti pensili potrebbero soddisfare da soli il 77% del fabbisogno dei cittadini di Bologna.

Se tutti gli spazi individuati nello studio fossero trasformati in orti o giardini, potrebbero catturare 624 tonnellate di CO2 ogni anno. Gli autori dello studio hanno mappato i collegamenti tra gli spazi che si situano a circa 500 metri l'uno dall'altro mostrando che una rete verde sui tetti potrebbe creare un corridoio ecologico con una lunghezza totale di 94 km per la fauna selvatica, tra cui gli insetti impollinatori. I 500 m massimi di distanza considerati sono stati ritenuti opportuni dai ricercatori perché la maggior parte degli impollinatori comuni coprono una distanza di foraggiamento in volo di 750-1500 m.

FONTE: Orsini, F., Gasperi, D., Marchetti, L., et al. (2014). Exploring the production capacity of rooftop gardens (RTGs) in urban agriculture: the potential impact on food and nutrition security, biodiversity and other ecosystem services in the city of Bologna.
http://ec.europa.eu/

Foto: Hortcity.it

Una sperimentazione ha testato un sistema per la produzione di diversi ortaggi, così da sfruttare gli spazi inutilizzati degli edifici urbani

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