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Il credito agrario per i giovani agricoltori: nuove opportunità

Grazie alla capacità di rispondere ad alcune delle tendenze emergenti nella domanda turistica che tendono a premiare forme di fruizione meno standardizzate e più attente ai valori della natura, della cultura, dell’enogastronomia, della campagna in senso lato, il turismo rurale ed enogastronomico e in generale le forme di convivialità associate alla valorizzazione del territorio mostrano interessanti margini di crescita e opportunità di sviluppo per il sistema agricolo italiano.

Problemi per i giovani. Tuttavia, il comparto primario italiano risulta caratterizzato da alcuni elementi di debolezza strutturale che non favoriscono il mantenimento della competitività necessaria e ne compromettono il delicato sistema di gestione del territorio. Fra questi possiamo ricordare la ridotta dimensione aziendale media che colloca l’Italia tra gli ultimi posti in Europa per quanto riguarda la Superficie Agricola Utilizzata (media Italia 7,9 ha - media Francia 48,7 ha), ma in primis la problematica del ricambio generazionale. Dai dati definitivi dell’Istat relativi al 6 Censimento dell’Agricoltura del 2010, a fronte di 1.620.884 capi azienda, emerge che quelli con meno di 40 anni sono 161.716 e rappresentano poco più del 9,9% del totale, e si riducono a poco più del 5% i capi azienda sotto i 35 anni (82.111).  L’Istituto Nazionale Economia Agraria ha effettuato anche un ulteriore approfondimento di tali dati, confrontando il numero dei capi azienda nel Censimento del 2010 e del 2000: da ciò emerge che tutte le fasce di età hanno avuto una notevole diminuzione, ma mentre il numero dei giovani agricoltori è sceso del 40%, le classi 40-64 e over 65 hanno subito diminuzioni rispettivamente del 36% e del 38%. Ciò dimostra che la diminuzione delle aziende ha particolarmente colpito quelle condotte da giovani.

Ricambio generazionale e sostegno per lo start-up. La stessa situazione emerge anche confrontando la situazione dei nostri giovani titolari di imprese agricole con quelli degli altri paesi europei: secondo i dati di Eurostat del 2010 la percentuale di giovani a capo di una azienda in Italia è molto inferiore rispetto alla media Ue-27 (5% contro 7,5%). A livello nazionale solo Portogallo e Cipro, con il 2,6%, Paesi Bassi (3,6%), Regno Unito (4,0%) e Slovenia (4,3%) hanno un’incidenza minore rispetto all’Italia, mentre più o meno allo stesso livello per Danimarca, Malta, Svezia e Belgio contro ad esempio valori superiori al 10% per la Polonia, Repubblica Ceca e Austria e dell’8,7% della Francia. Dall’analisi di tutti queste considerazioni emerge in maniera univoca come la questione del  ricambio generazionale sia di primaria importanza nel settore agricolo italiano, ed è in tal senso che possono essere letti  tutti gli aiuti di politica economica, o le agevolazioni per le start up finalizzate a facilitare l’accesso al credito.

PSR e aiuto dall’Europa. Un importante strumento a sostegno dei giovani agricoltori proviene sia dai Piani di Sviluppo Rurale (in particolare la misura 112) che dal Fondo per lo Sviluppo dell’Imprenditoria Giovanile in Agricoltura istituito nel 2006. In particolare, nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale, l’obiettivo della misura 112 “Insediamento di giovani agricoltori” è proprio quello di favorire il ricambio generazionale nella gestione delle imprese agricole, incentivando anche l’adeguamento strutturale delle stesse al fine del miglioramento qualitativo delle produzioni agricole, all’aumento della competitività e un miglior rendimento globale dell’azienda. Tale misura, che ha assunto valori diversificati in ogni Regione d’Italia, concede un sostegno economico a coloro che hanno i seguenti requisiti:

- età inferiore ai 40 anni;

- conoscenze e competenze professionali adeguate

- un Piano aziendale per lo sviluppo dell’attività agricola (PSA)

Grazie ai nuovi orientamenti, anche la nuova programmazione 2014-2020 della Politica Agricola Comunitaria mantiene particolare attenzione verso le giovani imprese: il recente accordo politico raggiunto su tutti e quattro i dossier comprende misure energiche per i giovani agricoltori in entrambi i pilastri. Per la nuova Politica Agricola Comunitaria l’attenzione agli under 40 è uno degli elementi chiave della riforma: un potenziale di risorse che potrebbe ammontare sino a circa 800 milioni di euro (di cui il 10% in Italia) a disposizione proprio delle nuove generazioni agricole in tutta l'Unione europea. Per promuovere il rinnovo generazionale, il pagamento di base accordato ai giovani agricoltori (di età inferiore a 40 anni) al loro primo insediamento dovrebbe essere integrato da un ulteriore 25% del valore medio dei diritti all’aiuto, per i primi 5 anni di attività. Il finanziamento sarà assicurato utilizzando fino al 2% dalla dotazione nazionale e sarà obbligatorio per tutti gli Stati membri.

Per il Piano di Sviluppo Rurale si prevede la possibilità per gli Stati membri di inserire dei sottoprogrammi tematici per rispondere a specifiche esigenze, fra queste si prevedono interventi rivolti ai giovani agricoltori e alle piccole imprese.

Garanzie e facilità di accesso al credito. della Uno strumento per facilitare l’accesso al credito da parte dei giovani agricoltori è rappresentato dalla Garanzia Diretta SGFA: una garanzia “primaria” sotto forma di fidejussione a favore delle imprese agricole e della pesca con l’obiettivo di fornire rinnovati supporti alle micro, piccole e medie imprese del settore agricolo. I giovani agricoltori, in questo caso, usufruiscono di una estensione della fidejussione fino all’80% dell’importo del singolo finanziamento (a fronte di una copertura del 70% per gli over 40). Inoltre, con decorrenza 1° luglio SGFA ha dimezzato la commissione di istruttoria applicata per le aziende start-up che fanno richiesta di Garanzia Diretta SGFA. È quindi ancora più vantaggioso per le neo imprese agricole poter avere accesso al credito e perseguire così gli obiettivi di business.

Gruppo Intesa San Paolo e  servizi sul territorio.  Esistono poi dei servizi particolarmente interessanti a cui possono accedere i clienti del Gruppo Intesa Sanpaolo, e quindi anche i correntisti della Cassa di Risparmio di Pistoia e della Lucchesia: la garanzia è compatibile con tutte le diverse forme di credito a breve, medio e lungo termine, e inoltre è  presente una squadra di  oltre 100 persone dislocate su tutto il territorio nazionale con competenze specialistiche di settore. A tutto questo fornisce un apporto fondamentale Agriventure con il lavoro di coordinamento. Emerge quindi chiaramente  la volontà del Gruppo Intesa Sanpaolo di essere banca di riferimento per le aziende costituite da giovani agricoltori, una priorità rafforzata dalla presenza nell’offerta commerciale del Gruppo di conti correnti e finanziamenti pensati ad hoc per sostenere le diverse esigenze finanziarie collegate ai piani di avvio e sviluppo del business delle nuove imprese. Questa volontà è ribadita dalla conferma di Agristartup, il concorso promosso da Agriventure e giunto alla 2° edizione, rivolto ai giovani che aspirano a realizzare la propria idea imprenditoriale nel settore agricolo e agroindustriale. L'obiettivo è quello di favorire la nascita di imprese giovani e innovative, promuovendo nel contempo lo sviluppo economico del territorio e la formazione di studenti in ambito agrario.

 

In un panorama in cui le aziende con i conduttori under 40 stanno diminuendo, serve il supporto di pubblico e privato. L'aiuto della PAC e di Agriventure

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