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Verso una gestione sostenibile delle foreste europee

L'UE attualmente contiene il 5% delle foreste di tutto il mondo, costantemente ampliate da oltre 60 anni, anche se recentemente con un tasso inferiore, coprendo circa 170  milioni di ettari. Un dato indicativo: più  del 42% del territorio dell'UE è ricoperto da foreste e da altri terreni boschivi. L’area forestale in Europa è aumentata con un tasso di crescita di circa lo 0,4 % l'anno dal 1990, a seguito di programmi di rimboschimento, alla successione naturale della vegetazione e all’abbandono dell'agricoltura. Questo è in contrasto con l' attuale situazione globale in cui la superficie forestale continua a diminuire con un tasso di deforestazione ancora allarmante, con un conseguente impatto negativo sul clima e la biodiversità. Altri terreni boschivi rappresentano solo una piccola parte (6 %) del  27% della superficie totale europea, tranne in alcune zone dell'Europa meridionale (Grecia , Spagna e Cipro), dove si raggiunge circa il 20% della superficie terrestre. Infatti, nel Sud Europa le condizioni climatiche ed edafiche favoriscono la vegetazione diffusa .

Valorizzazione per la collettività. Coprire gran parte delle aree rurali è di vitale importanza per le loro popolazioni,  perché sostengono il benessere economico e l'occupazione. Le foreste rappresentano un patrimonio di vantaggi e servizi per i cittadini europei, che vengono spesso indicati come “servizi ecosistemici” forestali. Questi comprendono legno e prodotti non legnosi , nonché servizi quali la ricreazione, l’acqua e la conservazione del suolo, la protezione contro i pericoli naturali, la biodiversità, e altro ancora.  Molti di questi benefici sono difficili da quantificare, così come spesso l'importanza socio- economica delle foreste è spesso sottovalutata .

Aziende forestali pubbliche e private. Circa il 60% delle foreste dell'UE sono in mano ai privati. Le aziende forestali private hanno una dimensione media di 13 ettari, ma la maggior parte delle foreste di proprietà privata sono più piccole di 5 ettari, mentre Il restante 40% è di proprietà pubblica. La proprietà pubblica domina nella maggior parte della zona orientale e sud-orientale degli stati membri dell'UE. La dimensione media delle aziende forestali pubbliche è più di 1000 ettari, con notevoli variazioni tra i diversi paesi. 

Fattori biotici e abiotici. Le foreste sono soggette a molteplici pressioni e possono subire una serie di danni da fonti biotiche e abiotiche, inoltre, l'effetto del cambiamento climatico, avrà un chiaro risvolto a livello latitudinale attraverso l'aumento sia delle temperature che dei periodi di siccità. Nell'Europa meridionale questo mutamento climatico è già evidente nel gradiente altitudinale, in special modo alle quote più basse delle montagne europee si sono già avvertiti gli effetti dovuti alla diminuzione delle  precipitazioni e dell'aumento della temperatura. L'effetto immediato che i segnali del cambiamento climatico produce, è la variazione della fascia climatica idonea per le specie arboree forestali. Questi cambiamenti porteranno sicuramente a un aumento dei danni biotici, facendo diventare le specie forestali molto suscettibili all'attacco di parassiti. Le foreste diventeranno anche più suscettibili a danni abiotici prodotti dalle più frequenti tempeste di vento, e da periodi siccitosi,  i quali porteranno anche  maggior rischi di incendi boschivi.

Evoluzione dei prodotti e dei servizi. Negli ultimi anni vi è stato un aumento della concorrenza per i prodotti ed i servizi forestali. Le foreste europee sono il più grande serbatoio di biodiversità rispetto agli altri ecosistemi terrestri, fornendo oltre il 50% dell'energia rinnovabile in Europa. Le crescenti esigenze rappresentano una opportunità per questo settore ma, allo stesso tempo, rappresentano una sfida importante per il mantenimento degli ecosistemi forestali, aumentando il rischio di conflitti. È importante che i principi servizi forestali multipli vengano applicati per assicurare nel lungo termine la fornitura di beni e servizi.

Gestione forestale sostenibile. La gestione sostenibile delle foreste consiste nella loro giusta utilizzazione in modo da mantenere la loro biodiversità, produttività, vitalità e capacità di rinnovazione. Molto importante è anche la capacità di  incrementare, attualmente e in futuro, fattori come la rilevanza ecologica, economica, nonché la funzione sociale, sia a livello locale, che nazionale e globale, senza causare danni ad altri ecosistemi.
Ci sono diverse iniziative in tutta l'UE atte a sostenere, implementare e valutare la gestione sostenibile delle foreste. I criteri e gli indicatori sono stati sviluppati da “Forest Europe” per la regione paneuropea allo scopo di attuare una gestione sostenibile delle foreste da parte dei paesi membri.

I sei criteri indicati sono: 
-Mantenimento e appropriato miglioramento delle risorse forestali e loro contributo al ciclo globale del carbonio
-Mantenimento della salute e vitalità degli ecosistemi forestali;
-Mantenimento e promozione delle funzioni produttive delle foreste ( in legno e non in legno );
-Manutenzione, conservazione e appropriato miglioramento della diversità biologica negli ecosistemi forestali;
-Manutenzione, conservazione ed adeguato sviluppo delle funzioni protettive nella gestione forestale (in particolare suolo e acqua);
-Mantenimento di altre funzioni e condizioni socio-economiche;

La comunità europea ha preso a cuore il problema della gestione delle foreste e della biodiversità, tenendo in considerazione uomo e cambiamento climatico come fattori fondamentale di influenza.

La CE ha recentemente pubblicato una nuova strategia per rispondere alle sfide del settore forestale del proprio territorio

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