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La PAC del futuro: calano risorse e burocrazia

La commissione Europea ha pubblicato il quadro finanziario relativo al periodo 2014-2020. Assoluto elemento caratterizzante è la Strategia Europa 2020 che prevede un budget complessivo di 1.025 miliardi di euro, pari all' 1,05% del Reddito Nazionale Lordo (RNL). 
 
Risorse in diminuzione. In questa spesa sono previsti quasi 400 miliardi di euro per l' agricoltura, i quali incidono sul bilancio comunitario per il 36%, percentuale in diminuzione rispetto al periodo 2007-2013. L' importo viene suddiviso in pagamenti diretti PAC e misure di mercato (I pilastro), il quale richiede 281,8 miliardi, e Sviluppo Rurale con una spesa pari a 89,9 miliardi di euro. Per completare il quadro, esistono una serie di misure trasversali come ricerca e innovazione (4,5 miliardi), sicurezza alimentare (2,2 miliardi), riserva per situazioni di crisi (3,5 miliardi), aiuti agli indigenti (2,5 miliardi), fondo per la globalizzazione (2,5 miliardi), oltre a 6,6 miliardi per il sostegno alla pesca.
 
Primo pilastro. Continuerà a fornire l'aiuto diretto agli agricoltori ma è allo studio un sistema di convergenza per ridurre la disparità tra gli Stati membri e rendere il pagamento diretto uno strumento di distribuzione del reddito più equo. Verrà operata una redistribuzione dei massimali tra i paesi per innalzare la dotazione di quelli che attualmente si trovano sotto la soglia media UE. L'Italia, trovandosi al di sopra della soglia media, dovrà contribuire per colmare il divario con gli altri paesi ed è per questo che, indicativamente, il totale dei pagamenti diretti italiani scenderà dagli attuali 4,13 milioni di euro a 3,84 milioni di euro. Il pagamento base sarà costituito da titoli il cui valore sarà determinato dal rapporto tra il massimale disponibile per il pagamento base diviso la superficie ammissibile dichiarata. A seconda del livello di trattenuta che sarà operato a livello nazionale e stimando una superficie ammissibile pari alla superficie agricola totale, l'importo del titolo per il pagamento di base varierà tra 140 e 210 €/ha. 
 
Agricoltori attivi. Uno dei punti forti della riforma è  l'individuazione degli agricoltori attivi, che esclude dagli aiuti i soggetti con attività agricola assente o marginale. Lo strumento proposto è quello di escludere coloro i quali percepiscono pagamenti diretti in misura di meno del 5% delle loro entrate totali non agricole e coloro la cui area agricola sia costituita da superficie idonea al pascolo o alla coltivazione ma dove non è esercitata alcuna attività specifica. Sarebbero comunque esonerati dalla non applicabilità della riforma coloro che hanno beneficiato dei pagamenti diretti per importi inferiori a 5.000 euro.
 
Ecologia e piccole aziende. Una consistente quota dei pagamenti diretti sarà subordinata al rispetto di una serie di pratiche sostenibili ed ecologicamente corrette. La Commissione ha anche proposto di introdurre un massimale dei livelli di sostegno alle grandi aziende e prevedere per le piccole aziende un meccanismo di assegnazione semplificato al fine di ridurre gli oneri amministrativi e burocratici sia per gli Stati membri sia per gli agricoltori. La proposta di riforma dei pagamenti diretti sarà utile per affrontare le future sfide dell'agricoltura e raggiungere gli obiettivi di garantire la possibilità di ottenere una produzione alimentare sufficiente prodotta da terre di qualità, operare una gestione sostenibile delle risorse  naturali e realizzare azioni che contrastino i cambiamenti climatici e consentire uno sviluppo bilanciato del territorio.
 
Secondo pilastro. I principali aspetti che guideranno lo Sviluppo Rrurale si basano su tre punti: clima e ambiente, biodiversità e Politiche per l'innovazione. Continuerà a fornire beni pubblici ambientali specifici, a migliorare la competitività nel settore e a promuovere la diversificazione dell'attività economica  e della qualità di vita nelle zone rurali.Gli Stati membri disporranno di una certa elasticità di movimento nell'elaborazione delle specifiche misure, sulla base delle esigenze regionali.
 
Programmi condizionati. In futuro, però, saranno incoraggiati a utilizzare programmi multifondo con processi comuni per la preparazione, gestione e attuazione del capitale umano e degli investimenti infrastrutturali. Le riforme della PAC, che hanno avviato a partire dagli anni novanta lo smantellamento del sostegno ai prezzi, hanno visto l'affermazione dello Sviluppo Rurale grazie allo spostamento di risorse generato con la modulazione. La condizionalità  assumerà la forma di condizioni “ex ante” (devono essere in vigore prima dell'erogazione dei fondi) e condizione “ex post” (vincoleranno l'erogazione di fondi supplementari al conseguimento dei risultati attesi).
 
 

Presentata la nuova politica agricola che entrerà in vigore il prossimo gennaio. Parola d'ordine: equità.

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