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Emergenza microplastiche: le proposte della Commissione Europea

Secondo l’Agenzia Europea sull’Ambiente, la produzione di plastica ha avuto origine negli anni '50 ed è aumentata in maniera esponenziale da 1,5 milioni di tonnellate l'anno all'attuale livello di 280 milioni di tonnellate l'anno.
 
Ma cosa sono le microplastiche?
La plastica una volta finita in mare, si deteriora e i singoli polimeri si scindono in frammenti più piccoli, microplastiche appunto. Tale fenomeno è dovuto a vari fattori microclimatici ed è accentuato dagli additivi chimici utilizzati durante la produzione.
Secondo l’EFSA si definiscono microplastiche le particelle di dimensioni comprese tra 0,1 e 5000 micrometri; le nanoplastiche, invece, non sono rilevabili all’occhio umano e possiedono dimensioni comprese tra 1 e 100 nanometri.
Sembra che più del 40% delle specie marine che mangiamo contengano microplastiche.
 
Tali dati allarmanti, hanno spinto la Commissione Europea a proporre nuovi obiettivi anti-inquinamento, individuando quelli che sono i 10 prodotti di plastica monouso che rappresentano il 70% dei rifiuti marini. L’Ue, pertanto, intende produrre, entro il 2030, tutti imballaggi di plastica riciclabili.

Le nuove regole proposte dalla commissione prevedono che:
  • i prodotti di plastica monouso saranno banditi dal mercato, qualora esistano alternative economicamente accessibili;
  • gli Stati Membri dovranno fissare degli obiettivi nazionali di riduzione, mettendo a disposizione prodotti alternativi;
  • i produttori contribuiranno a coprire i costi di gestione e bonifica dei rifiuti, come pure i costi delle misure di sensibilizzazione e sono inoltre previsti incentivi al settore industriale per lo sviluppo di alternative;
  • entro il 2025 gli Stati membri dovranno raccogliere il 90% delle bottiglie di plastica monouso per bevande;
  • alcuni prodotti dovranno avere un'etichetta chiara e standardizzata che indica come devono essere smaltiti, il loro impatto negativo sull'ambiente e la presenza di plastica;
  • gli Stati membri dovranno sensibilizzare i consumatori circa l'incidenza negativa della dispersione nell'ambiente dei prodotti in plastica, ai sistemi di riutilizzo disponibili e alle migliori prassi di gestione dei rifiuti per questi prodotti.
 
Tali proposte saranno esaminate dal Parlamento europeo e dal Consiglio in via prioritaria, difatti, continuando di questo passo circa 20.000 tonnellate di rifiuti di plastica finiranno nelle discariche o nell'habitat naturale entro il 2050.
 
 
Riferimenti
 
http://www.ansa.it 
http://www.focus.it/
http://europa.eu/rapid/press-release_IP-18-3927_it.htm   
https://ec.europa.eu/italy/news/20180116_strategia_UE_sui_rifiuti_della_plastica_it
https://www.eea.europa.eu/it/segnali/segnali-2014/zoom-su/rifiuti-sparsi-nei-nostri-mari

Numerosi i cambiamenti auspicati nel settore degli imballaggi. Via libera alle plastiche riciclate

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