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L’Unione europea e le specie alternative: biodiversità applicata

I Programmi di Sviluppo Rurale 2014/2020 garantiscono uno specifico sostegno economico agli agricoltori che si occupano della conservazione delle razze autoctone minacciate di abbandono e delle risorse genetiche vegetali, contro l’ erosione genetica.  Tutte le Regioni hanno previsto l'attivazione di queste azioni nei rispettivi programmi, con la misura “Sostegno per la conservazione, l'uso e lo sviluppo sostenibili delle risorse genetiche in agricoltura”.
 
L’Unione europea ha come scopo la tutela di varietà (animali e vegetali) per la conservazione del patrimonio, ma è necessario vedere anche al di là di questo nobile intento: le varietà e le specie finora trascurate (per motivi commerciali, produttivi e altro) possono costituire  una valida alternativa: vediamo perché e come.
Ad esempio a causa dei cambiamenti climatici in atto molti agricoltori si dirigono, soprattutto nel Nord Italia, verso la scelta di coltivazioni alternative a quelle tradizionali.
“Alternativo” non è sinonimo di nuovo e difatti  il Sorgo, il Coriandolo, l’Amaranto e la Cicerchia sono delle colture antiche che oggi  vengono riscoperte per le proprie caratteristiche agronomiche e non solo.
Il Sorgo, Sorghum vulgare, è una pianta erbacea annuale ed ha minori esigenze idriche rispetto al mais, è una coltura che ha delle buone rese e bassi costi di produzione, è utile per evitare di lasciare libero un terreno in modo vantaggioso, ha una grande resistenza agli stress-idrici essendo in grado di entrare in “stasi vegetativa” rallentando così le sue funzioni  vitali, per poi riattivarle in presenza di acqua senza riportare gravi danni. In Italia la produzione è destinata generalmente agli impianti di biogas. Nei paesi sviluppati, inoltre, viene utilizzato per l’alimentazione del bestiame mentre nei  paesi in via di sviluppo solo per l’alimentazione umana.
 
Il Coriandolo, detto comunemente Coriandolo da seme, Coriandrum sativum L., è una pianta erbacea annuale originaria delle regioni mediterranee del sud-ovest. La coltura si inserisce bene in tutte le rotazioni e può rientrare nella diversificazione delle tre colture prevista dalla Pac 2014/2020.
Non ha bisogno di irrigazione ed è sgradevole per cinghiali e ungulati a causa dell’odore che emana la pianta. È una coltura molto rustica, non ha bisogno dell’apporto di fertilizzanti e fitofarmaci in quanto resiste a parassiti e fitopatie e si adatta a tutti i tipi di suolo. Il ciclo colturale è breve e la raccolta può essere effettuata con gli stessi macchinari utilizzati per il grano, ciò consente di convertire facilmente il tipo di coltura senza costi aggiuntivi.
 
L’Amaranto, Amaranthus Spp., è un’ erbacea annuale originaria del  Messico e Centro America, nei nostri ambienti  è una coltura primaverile-estiva che può essere inserita in rotazioni con cereali, leguminose e ortaggi.
Questa pianta è stata riscoperta solo negli anni Settanta come preziosa risorsa alimentare grazie a Dowton (1973) e ai suoi studi. Da questi studi è emerso che  non solo il seme è commestibile ma anche le foglie. Questa pianta oltre ad essere caratterizzata dall’assenza di glutine si distingue per i suoi elevati valori nutrizionali: 15%-18% in contenuto di proteine, lisina e calcio con medie di 5,2 e 0,37 g/100 g di sostanza secca .
 
La Cicerchia, Lathyrus sativus L. (nella foto), è una pianta annualeche appartiene all’ordine delle leguminose ed è originaria del bacino del Mediterraneo, un’antichissima coltura ma limitata dai problemi alimentari provocati dai semi, che insorgono in uomini ed animali a causa dell’assunzione di grandi quantità.
La coltura è molto rustica rispetto ad altre leguminose e ciò consente di avere elevate produzioni.
Si adatta a terreni molto magri e ciottolosi che non siano soggetti a ristagni di acqua, perciò hanno bisogno di suolimediamente asciutti. Viene, però, danneggiata da elevato calore e venti caldi.





















Fonti consultate:

http://www.agraria.org

http://www.coldiretti.it

http://www.ilnuovoagricoltore.it

Le scelte della UE contro l'erosione genetica e i finanziamenti del PSR. Il caso del sorgo, coriandolo, amaranto e cicerchia

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