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Vivaismo: in vigore dal 1 gennaio 2016 i nuovi codici doganali

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha introdotto i nuovi codici doganali che saranno in vigore dal 1 gennaio 2016 (in allegato). La nuova codificazione consentirà una maggiore possibilità di controllo e studio, anche a livello statistico, dei flussi commerciali relativi a queste tipologie di piante. Per determinati prodotti della floricoltura commercializzati in pezzi (fiori, piante, alberi e arbusti) è stata anche prevista l’unità supplementare “pezzi” anziché tonnellate”, favorendo, quindi, le aziende nelle valutazioni commerciali e statistiche. È evidente che questa modifica porterà forti benefici alle imprese nell’analisi dei mercati, nel marketing di prodotto e nella programmazione della produzione. L'aggiornamento dei codici doganali è un importante traguardo di livello globale poiché, nei prossimi mesi, il WTO recepirà le modifiche omologandole in tutti i Paesi del mondo.
ANVE (Associazione Nazionale Vivaisti Esportatori), in sede di Assemblea Generale ENA del gennaio 2015, presentò una richiesta formale di sostegno alla proposta italiana che è stata prontamente recepita e redatta dalla Segreteria Generale (lettere in allegato). Grazie anche a questo importante contributo, in sede di discussione in DG AGRI e DG TAXSUD della Commissione Europea, la proposta italiana si è dimostrata maggiormente solida, condivisa e rappresentativa riuscendo ad essere approvata dopo alcuni anni di lavoro e trattative.

La necessità di proporre tali modifiche è nata dal Tavolo di Filiera del Florovivaismo costituito presso il MIPAAF al fine di migliorare le elaborazioni statistiche e comprendere i reali flussi di merci, cosa che fino ad ora risultava piuttosto ambigua in quanto numerose tipologie di piante venivano inserite nel codice generico "Altri".

«Quello che abbiamo raggiunto è un risultato importantissimo e tutto italiano! – dichiara Marco Cappellini, Presidente di ANVE – Con i nuovi codici sarà possibile misurare con precisione flussi e andamenti sui mercati e le imprese potranno investire con più accuratezza in produzione e in nuovi paesi.  Siamo certi che questa novità sarà fondamentale per sostenere le imprese vivaistiche, troppo spesso assimilate all’agroalimentare nelle codificazioni internazionali e nelle analisi di settore. In questo senso, questo piccolo passo è invece un grande passo verso il riconoscimento economico-istituzionale del vivaismo come settore specifico. Questa è anche la migliore dimostrazione di come, credendo nell’associazionismo, collaborando e creando rapporti di rete a livello nazionale ed europeo, si possono ottenere risultati straordinari per tutto un settore».

Ci sarà una maggiore possibilità di controllo e studio anche a livello statistico. Promossa l'idea italiana proposta da ANVE

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