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Reti ecologiche: l'influenza della politica

La perdita di biodiversità continua in tutto il mondo. Le reti ecologiche mirano a bloccare questo processo, attraverso la conservazione della natura, il mantenimento delle funzioni e dei servizi degli ecosistemi, grazie all'uso sostenibile delle risorse naturali. Con le reti entrano in sinergia popolazioni animali e vegetali, diminuendo in tal modo il rischio di estinzione. Consentendo a diverse popolazioni di scambiarsi i geni, le reti ecologiche aumentano la variazione genetica e quindi la capacità delle popolazioni di rispondere ai cambiamenti ambientali. Diversi Stati membri dell'UE si sono impegnati a proteggere le proprie reti nazionali ecologiche (National Ecological Network - NEN).

Crescita e declino di un progetto.
Tra queste troviamo Bulgaria, Croazia, Germania, Ungheria e Paesi Bassi. Progettato nel 1990, il NEN olandese mira a estendersi su 728 500 ettari nel 2025. All'epoca del lancio del progetto, il sostegno pubblico e politico era alto e, viste le misere prospettive economiche e agricole, molti contadini erano disposti a vendere la loro terra per la conservazione della natura. Negli anni successivi però, il sostegno pubblico è diminuito e le prospettive economiche per gli agricoltori sono migliorate. Inoltre, l'organismo nazionale di governo responsabile per l'attuazione del NEN è stato abolito e i budget associati sono stati tagliati, lasciando le province libere di decidere autonomamente il modo migliore per raggiungere gli obiettivi del NEN. Presi insieme, questi fattori hanno portato a mettere in discussione la fattibilità della realizzazione del progetto.

L'interazione di numerose variabili. Per rispondere a questa preoccupazione, una ricerca olandese ha valutato le prospettive per il progetto NEN nel contesto del cambiamento globale, considerando variabili climatiche ed economiche, e la riforma della politica, rappresentata dalla perdita del corpo governativo responsabile dell'attuazione. Per fare ciò, gli autori hanno applicato dei modelli utilizzando un metodo che simula le azioni e le interazioni di agenti autonomi (cioè persone e organizzazioni) per osservare la loro influenza su un intero sistema (cioè il NEN). Questo particolare modello, chiamato Rural Land Exchange Model, ha simulato le vendite e gli acquisti di terreni tra agricoltori e organizzazioni per la conservazione della natura in una zona usata come caso di studio a Gelderland, la più grande provincia dei Paesi Bassi. Il modello simulato di scambio della terra è stato applicato al periodo 2010-2025, nel quale Gelderland mira ad attuare la propria parte del progetto NEN.
Le simulazioni sono state effettuate in due contrastanti scenari socio-economici e due scenari di cambiamento climatico corrispondenti. I risultati suggeriscono che solo una parte del progetto NEN che rimane da attuare può essere realizzata nei prossimi 10 anni, soprattutto a causa del limitato passaggio di terreni. Gli autori elencano diverse ragioni: limiti di budget, aumento della competizione per la terra tra gli agricoltori, miglioramento delle prospettive economiche e una riluttanza a pagare prezzi elevati per i terreni da parte delle associazioni per la conservazione della natura. Il fattore più importante, tuttavia, è l'abolizione dell'organizzazione che in precedenza ha organizzato il commercio dei terreni. La perdita di questo organo governativo non solo ha ridotto l'acquisizione di terreni, ma anche portato a una frammentazione delle aree oggetto del NEN, che limita il potenziale per la conservazione.

Gli autori raccomandano la rapida ricostituzione di un corpo nazionale capace di ripristinare una politica di scambio dei terreni, possibilmente supportato dalle banche del territorio, per il raggiungimento degli obiettivi posti dal progetto.

 

Fonte: http://ec.europa.eu

Un progetto come la conservazione delle reti ecologiche nazionali rischia di non ottenere risultati a causa delle scelte politiche. Un caso di studio a Gerderland.

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