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Aree verdi: i vantaggi della pacciamatura con materiale minerale



Dai risultati di prove sperimentali condotte in aree verdi su piante coltivate in terra, alcune pacciamate e altre soggette a diserbo chimico, emergono interessanti informazioni sulle condizioni fitosanitarie e sullo sviluppo delle piante. Tali dati fanno riflettere su alcuni vantaggi tecnici ottenibili dall’applicazione di una pacciamatura rispetto alla pratica del diserbo chimico, in aree verdi e non solo. In primo luogo è stato valutato il “range” di oscillazione della temperatura del terreno che si restringe notevolmente in caso di copertura con Gerval, un prodotto composto esclusivamente da materiali e leganti naturali in forma granulo-polverulenta che, miscelato con acqua, steso e fatto asciugare sul terreno, forma uno strato con spessore di pochi centimetri di pacciamatura semi-solido color “terra”.

Parametri tecnici. Da misurazioni effettuate durante l’arco dell’anno, è stato notata una sostanziale riduzione di picchi di alta e bassa temperatura, deleteri per lo sviluppo dell’apparato radicale. È stato riscontrato anche un equilibrio nella velocità di evaporazione del terreno. La misurazione è stata effettuata su impianti muniti di impianto d’irrigazione ad ala gocciolante, temperature estive nella media del centro/nord Italia e terreno di medio impasto leggermente argilloso, al termine di un ciclo d’irrigazione della durata di 30 minuti; è stata rilevata con un igrometro, in ambedue le aree, la stessa percentuale di umidità del terreno pari a 90%; altre misurazioni sono state eseguite nelle ore e nei giorni successivi; è stato raggiunto il valore pari a 35% di umidità (indice per cui si ritiene necessario un secondo ciclo irriguo) dopo 48 ore nell’area con terreno nudo e dopo 90 ore nel terreno pacciamato con Gerval. Questo indica una notevole riduzione dell’evapotraspirazione con possibilità di risparmio in termini di consumo idrico vicino al 50%. Tali caratteristiche rendono questa tecnica ideale per tutte quelle situazioni dove la gestione dell’acqua sia problematica, zone siccitose, ventose, soggette ad elevate/basse temperature o dove si debba comunque limitare l’apporto di acqua. Tutto questo va aggiunto, ovviamente, all'effetto limitante sulle erbe infestanti e sulla calpestabilità del suolo pacciamato con Gerval.

Non utilizzare in vaso. La tecnica presenta anche delle controindicazioni che possono limitare il suo utilizzo in determinate applicazioni ed in alcuni periodi dell’anno. Nonostante resista a temperature di molti gradi sotto lo zero, non può però essere preparato con temperature al di sotto dei +5°C, in caso di pioggia o pioggia imminente, ciò esclude la sua applicazione nei mesi più freddi dell’anno in cui i tempi di indurimento della miscela sarebbero troppo lunghi e il risultato insoddisfacente: occorrono, infatti, circa 4/36 ore per completare il processo di indurimento e almeno 15/20 giorni perché risulti calpestabile, in relazione alle condizioni climatiche e del fondo. Non si rende adatto nemmeno alla pacciamatura di giovani piante in vaso, in quanto le frequenti operazioni di rinvasatura necessarie nei primi anni di produzione, non giustificherebbero una tecnica che ha nella durata un suo punto di forza e che trova “terreno fertile” nelle aree verdi pubbliche e private dove gli impianti sono a carattere permanente o perlomeno pluriennale.

 

Condotto un test con l'utilizzo di Gerval, un composto di materiali e leganti naturali. I pregi sul controllo delle infestanti, sul mantenimento della temperatura e nella gestione dell'acqua

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