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Come cambierà la geografia agricola

La domanda di prodotti agricoli dovrebbe mostrare un aumento tra il 70 e il 110% entro il 2050. Questo fenomeno è dovuto alla crescita della popolazione, all'aumento del consumo di carne e un maggiore uso di biocarburanti e materiali derivati da matrice biologica, come le bioplastiche.
Allo stesso tempo, il cambiamento climatico sta influenzando la quantità e la qualità dei terreni agricoli. Per esempio, le variazioni di temperatura e delle precipitazioni contribuiscono all'erosione del suolo e alla desertificazione.
Tuttavia, le condizioni più calde e umide possono anche rendere coltivabili territori precedentemente inutilizzabili per l'agricoltura.

Uno studio tedesco ha valutato l'impatto del cambiamento climatico sui terreni agricoli per 16 colture. Ha confrontato la diffusione globale dei terreni agricoli tra il periodo 'corrente' (1981-2010) e una previsione futura (2071-2100) con un modello computerizzato capace di simulare il probabile impatto del cambiamento climatico.
Le colture scelte sono quelle considerate le più importanti per la sicurezza alimentare, l'economia globale e i biocarburanti, e comprendono il frumento, le patate e la soia. Lo studio ipotizza una possibile situazione in accordo con lo scenario A1B del IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change - Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico), che prevede una rapida crescita economica e demografica fino alla metà del 21 ° secolo, e quindi una successiva diminuzione.

Le simulazioni hanno interessato alcuni ambiti di influenza sul pianeta: clima locale, effetti sul suolo e sul terreno. Per isolare gli effetti del cambiamento climatico sulla terra e sull'agricoltura, lo studio dà per scontato che non ci saranno cambiamenti nelle aree irrigue, nelle proprietà del suolo, del terreno e riguardo gli aspetti che riguardano innovazioni come la comparsa di nuove colture.
I risultati indicano che, in futuro, ci sarà un aumento netto globale dei terreni adatti per la coltivazione di 4,7 milioni di km2 (da 54,2 milioni a 58,9 milioni di km2).
Queste cifre comprendono sia la terra che beneficia solo delle precipitazioni sia le aree irrigate, ed esclude le aree protette e le foreste. Anche le grandi aree forestali sono state considerate idonee per l'uso agricolo, ma i ricercatori le hanno escluse da questa stima data la fondamentale importanza di conservare queste aree per proteggere i servizi ecosistemici globali, come lo stoccaggio del carbonio atmosferico. La maggior parte della “nuova terra” sarà disponibile in Canada, Cina e Russia.
Allo stesso tempo si potrà però osservare un peggioramento della qualità della terra: 3,9 milioni di kmsono stimati in futuro per essere molto adatti per le colture, rispetto ai 4,6 milioni di km2 del periodo in corso. Contemporaneamente più terra sarà classificata come 'marginalmente adatta' o 'moderatamente adatta', con un aumento di 3,8 milioni di km2 e 1,6 milioni di km2..

I terreni coltivati totali si prevede che si possano ridurre in tutte le regioni dell'Unione Europea (comprese le aree protette e le foreste), ad eccezione degli Stati membri scandinavi dove 0,21 milioni di km2 di terra potrebbero diventare disponibili. In tutta l'UE nel suo insieme (esclusa la Croazia), si stima una perdita totale di 1,7 milioni di km2.
Nella regione mediterranea dell'UE si pensa ci possa essere il calo maggiore con una perdita attesa di 0,7 milioni di km2.
A livello mondiale, l'Africa sub-sahariana è la regione che perderà la maggior parte della terra adatta alle colture, con un ammontare intorno a 2,3 milioni di km2.
Segue la regione del Medio Oriente e del Nord Africa, che potrebbe perdere 1,8 milioni di km2.
Gli autori dello studio affermano che l'espansione agricola ha sempre un costo ecologico, anche se
le aree protette non sono interessate. La ricerca futura dovrebbe esplorare gli impatti ambientali e sociali della conduzione dei terreni destinati all'agricoltura.
 
 

FONTE: http://ec.europa.eu

 

Uno studio tedesco ha valutato l'impatto del cambiamento climatico sui terreni per 16 colture. La zona mediterranea avrà un calo di produttività. Il peggioramento della qualità del suolo

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