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Il lapillo nero come pacciamante

Sono pochi gli studi che hanno considerato la rugiada come una fonte d'acqua aggiuntiva per le piante coltivate in suoli aridi. Una particolare tecnica utilizzata sull'isola di Lanzarote, nell'arcipelago delle Canarie, permetterebbe non solo di ridurre le perdite derivate dall'evapotraspirazione ma anche di fornire maggiori volumi d'acqua sfruttando la condensa notturna. Questo strato pacciamante consiste di lapilli neri, frammenti di roccia vulcanica con misure comprese tra i 2 e i 64 mm di diametro, disponibili abbondantemente sull'isola. Dopo aver osservato i benefici idrici derivati dalla copertura spessa di lapilli per la coltivazione di specie perenni, gli agricoltori hanno iniziato a coprire quasi tutti i campi coltivati con strati di lapilli spessi tra i 5 e i 20 cm. Questo avviene sull'isola di Lanzarote da circa 250 anni.

Il contesto geografico. Recenti studi hanno dimostrato il benefico effetto di questa particolare pacciamatura nei confronti della ritenzione idrica del suolo.
L'ipotesi che questo effetto sia dovuto a una maggiore capacità di trattenere l'acqua di condensa è oggetto di discussioni. Diverse misure effettuate da vari ricercatori hanno evidenziato che questo tipo di pacciamatura riesce a trattenere fino a 0,6 mm di acqua ogni notte. Questo risultato è stato giudicato deludente da parte di diversi scienziati. In realtà tali volumi, anche se piccoli, in luoghi dove le precipitazioni sono scarse, potrebbero contribuire in modo significativo al bilancio idrico.
La precipitazione media annuale di Lanzarote varia da 100 a 260 mm, con umidità media relativa del 71% e circa 1 giorno di nebbia ogni anno.
Le proprietà che darebbero ai lapilli la capacità  di favorire un'alta condensazione dell'acqua sarebbero la loro alta emissione alle onde lunghe e una bassa conducibilità termica.
Queste caratteristiche consentirebbero il raffreddamento notturno sotto il punto di rugiada favorendo la formazione della condensa, che viene trattenuta grazie alle notevoli capacità igroscopiche del materiale.
Per verificare questa ipotesi occorre effettuare un confronto con altri metodi di pacciamatura e con una superficie nuda.

L'esperienza in campo. Una ricerca tedesca ha effettuato delle misure comparative per alcuni campioni di substrato posti su bilance elettroniche per 68 notti in tre periodi dell'anno, a giugno, a febbraio e a ottobre.
Le bilance hanno pesato un campione composto da 3 cm di suolo locale (argilloso) e uno strato di 7 cm di lapilli, un campione di terreno nudo (6 cm di spessore) e i campioni di terreno ricoperti con tre pacciamature alternative (corteccia, scarti plastici, sabbia).
Ogni campione, inserito in contenitori plastici, è stato posto nel terreno al centro di quadri di terreno pacciamati come il campione in esame.
A 0,5 m di distanza dalle bilance sono stati posti sensori per la rilevazione della temperatura e dell'umidità relativa, sopra e sotto la superficie del terreno. Le curve di ritenzione di tutti i campioni sono state rilevate in laboratorio.

Risultati e considerazioni. 38 notti su 68 hanno mostrato misure maggiori di guadagno idrico nel campione pacciamato con lapilli.
In generale tutte le superfici pacciamate mostrano una maggior condensazione notturna. Il colore nero dei lapilli consente un riscaldamento più forte durante il giorno e la riduzione della temperatura superficiale durante la notte, sotto il punto di rugiada, provocano notevoli guadagni. Questi fenomeni possono però essere spiegati principalmente dall'assorbimento d'acqua dal terreno, che avviene grazie alle capacità igroscopiche del materiale.
Tuttavia l'effetto positivo di questo strato pacciamante nei confronti della rugiada non deve essere respinto totalmente.
Due vantaggi possono essere:
  • il maggior raffreddamento notturno che fa aumentare la formazione di rugiada. Se in alcuni casi questo può essere un fenomeno indesiderato, in altri, come nel caso dei terreni aridi, può risultare vantaggioso;
  • mantenimento dell'umidità del terreno a livelli più alti, con conseguente diminuzione degli stress idrici.
L'utilizzo di questo particolare metodo di pacciamatura risulta quindi, in quel determinato contesto ambientale, molto vantaggioso a prescindere dall'idea di partenza nella conduzione dell'esperimento da parte dei ricercatori.
 
 

Dall'isola di Lanzarote una lunga tradizione di copertura del suolo con questo particolare materiale

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