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Lavorazioni agricole ed erosione del suolo

Riconoscere la centrale importanza del concetto di ecosistema è il primo passo per effettuare una pianificazione intelligente del territorio, che richiede l'integrazione dell'approccio ecosistemico nel processo decisionale come indicato dai progetti UE MAES e GREEN INFRASTRUCTURE. Per fare ciò si deve considerare tutti gli impatti che qualsiasi decisione può avere sulla complessità dell'ecosistema.

Una ricerca condotta in Germania fornisce un esempio su come questo approccio ecosistemico può essere integrato nel processo decisionale della politica regionale. I ricercatori sono stati chiamati a rivedere il piano regionale del distretto della Sassonia. Quando la zona apparteneva alla Germania Est, siepi, alberature e strade di campagna sono state distrutte per consentire all'agricoltura collettivizzata di svilupparsi su larga scala. L'approccio agricolo con lavorazioni tradizionali, come l'aratura, è ad oggi dominante nella regione.

Lo studio si è concentrato su una superficie 81 km2 con pendii ripidi e grandi aziende agricole.
Il tipo di terreno, la struttura del paesaggio e le pratiche agricole hanno creato percorsi preferenziali del flusso delle acque superficiali. Questo ha generato erosione del suolo, uno dei fattori che partecipa al cambiamento climatico. In collaborazione con progettisti del luogo, i ricercatori hanno ipotizzato sei scenari di gestione del territorio corrispondenti ad altrettanti interventi specifici. Utilizzando un supporto software che modella e valuta l'impatto delle alternative hanno poi studiato le conseguenze di ogni scenario in relazione alla protezione del suolo e ad altri servizi ecosistemici, come la fornitura di cibo, la produzione di biomassa, la regolazione della siccità, l'estetica del paesaggio e l'integrità ecologica. Quest'ultimo è un concetto inerente la salute dell'ecosistema che comprende la durata del mantenimento, il funzionamento e l'adattabilità della rete di interazioni ecologiche necessarie per la prestazione di servizi ecosistemici.

Nel complesso, la migliore protezione dall'erosione è stata fornita dallo scenario che prevedeva tre misure di controllo: la piantagione di vegetazione sui percorsi del flusso d'acqua, la piantagione di siepi lungo le superfici in pendenza e il passaggio dall'agricoltura tradizionale a quella no-tillage.
In questo scenario le perdite di suolo risultano ridotte del 92% rispetto alla situazione attuale. La piantagione di siepi da sola garantirebbe una riduzione del 33%, il no-tillage dell'88%.
La trasformazione in pascolo ridurrebbe le perdite di suolo fino a un massimo del 7%, l'utilizzo del bosco ceduo a rotazione breve solo del 2%.
Rispetto alle condizioni attuali tutti gli scenari ipotizzati apporterebbero miglioramenti rispetto l'integrità ecologia, il valore estetico e la regolazione della siccità
La piantagione di siepi e il no-tillage, che ridurrebbero fortemente l'erosione, potrebbero però togliere spazio alla coltivazione finalizzata alla produzione di cibo o comunque ne ridurrebbero i prodotti. Tuttavia, se la situazione attuale non viene modificata, il suolo perderebbe comunque fertilità risultando poi, in futuro, improduttivo.
Possibili preziosi benefici derivati della prevenzione dell'erosione del suolo riguardano anche l'impollinazione, il valore ricreativo e il sequestro di carbonio, non oggetto di questa analisi.

I ricercatori concludono affermando che l'integrazione dei servizi ecosistemici nella pianificazione regionale può avere vari e notevoli benefici.
 

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