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L'importanza del substrato nel taleaggio

In Brasile la superficie occupata da boschi di Eucalipto ammonta a 4,873.851 ettari (ABRAF, 2012). La creazione e il mantenimento di questi popolamenti uniformi sono garantitI dall'elevata produzione di cloni. Per una corretta creazione di queste piante, deve essere utilizzato un preciso programma operativo che definisca le aree di impianto, le tecniche selvicolturali da adottare, i metodi di taleaggio e le linee guida per il management delle foreste clonali (Alfenas et al., 2009).

La pratica comune. Attualmente il metodo del “mini-cutting” è quello maggiormente usato per la riproduzione di Eucalipto in Brasile (Almeida et al., 2007). In questo procedimento i germogli di piante propagate con taleaggio classico sono utilizzati come propaguli. In pratica effettuando una cimatura della talea radicata, si aspetta l'emissione di germogli dalle gemme ascellari, che vengono raccolti e usati come materiale di propagazione.
In questo sistema di produzione i fattori che influenzano lo sviluppo e la qualità delle talee sono, oltre alla qualità del materiale di partenza, i volumi idrici e i livelli di nutrienti somministrati, il tipo di contenitore e i substrati.
Sono generalmente usati substrati in mix minerali e organici, fibra di cocco, pula di riso e vermiculite nella produzione di talee di  Eucalyptus urophylla x E. grandis (Silva et al., 2012). Per utilizzare substrati alternativi è necessario studiare le caratteristiche del mix per consentire alla pianta uno sviluppo ottimale.
Per quanto riguarda i fertilizzanti, questi sono generalmente incorporati al substrato prima della messa a dimora delle piantine. Per aumentarne l'efficienza vengono utilizzati in linea di massima prodotti a rilascio controllato. Questo serve anche per evitare la perdita di sostanze nutritive e l'accumulo di sali.
Per produrre talee di qualità occorre quindi scegliere appropriate strategie di gestione nutrizionale e dei substrati: l'obiettivo di una nuova ricerca brasiliana è quello di determinare l'effetto dei substrati e delle dosi di prodotti a rilascio controllato sulla qualità delle talee di Eucalipto.

La prova. L'esperimento è stato condotto prelevando mini-talee da una collezione clonale allevata in idroponica. Per ogni mini-talea sono state mantenute due foglie, riducendone l'area del 50%. Ogni talea è stata accorciata a 7 cm e inserita in provette di plastica (50 cm3) con 2 cm di parte basale nel substrato. Per la creazione dei substrati sono state usate tre materie prime: vermiculite (V), pula di riso (PR) e fibra di cocco (FC). Queste sono state usate per formare tre mix:
  • V+PR+FC 1:1:1
  • V+FC 1:1
  • V+PR 1:1
Sono state applicate per ogni substrato quattro dosi (2, 4, 6 e 8 kg/m3) di fertilizzante a rilascio controllato, con una formula NPK 19-6-10  e un rivestimento in resina biodegradabile, che è stata in grado di rilasciare il 16% N, 5% P2O5 e 8 % K2O. Il totale di azoto N consisteva nel 9% di ammonio e nel 10% di nitrato. Il periodo di tempo per il rilascio totale dei nutrienti (da etichetta) era da 90 a 120 giorni.
Dopo la preparazione del substrato i vassoi di polipropilene con 176 tubi contenenti le talee sono stati trasferiti in una serra automatizzata con temperatura costante intorno ai 30°C e umidità relativa  80% mantenuta con la nebulizzazione.
Dopo 30 giorni trascorsi in questo ambiente, necessari alla radicazione, le talee sono state trasferite in un'area di acclimatazione, con luce ridotta del 50%, per 20 giorni. Dopo questo periodo le talee sono state poste al sole per 40 giorni al fine di consentirne l'indurimento, qui sono state coperte con plastica trasparente e irrigate con 12 mm di acqua tre volte al giorno.
La concimazione è stata effettuata durante la fase di crescita due volte a settimana, nella fase di indurimento è stato somministrato esclusivamente fertilizzante potassico.
Per la valutazione della qualità delle talee sono stati misurati alcuni parametri morfologici 90 giorni dopo l'inserimento in serra: altezza, diametro, peso secco della porzione radicale e di quella epigea. Per la determinazione dei pesi secchi le talee sono state lavate con setacci e acqua di rubinetto ed essiccate a 70°C, pesate poi con una bilancia elettronica.
Oltre ai parametri morfologici, è stata valutata anche la qualità del sistema radicale delle talee. Questo dato viene classificato in tre categorie: "ottimo" indica un apparato radicale ben strutturato con presenza di molte radici; "buono" assegnato a sistemi di radici con una buona struttura, ma una certa flessibilità;"povero" è stato assegnato a sistemi di radici che non hanno aggregato il substrato. Sia "ottimo" che "buono" sono stati considerati apparati radicali "in grado" per la piantagione.

I risultati. È stato osservato come le aumentando le dosi di fertilizzante nei substrati V+FC e V+PR+FC aumentino considerevolmente le altezze delle talee, mentre questa differenza non è stata riscontrata nel substrato V+PR nel quale le talee risultano alte in modo omogeneo.
Il dato più importante è comunque quello che indica che, alla dose più bassa di fertilizzante somministrata, cioè 2 kg/m3, tutte le talee sono rientrate nello standard di qualità fissato indipendentemente dal substrato di coltivazione.
Aumenti delle dosi di fertilizzante nei substrati V+PR e V+FC hanno portato ad un aumento del diametro del gambo, nessuna influenza della dose è stata osservata per substrato V +FC+PR.
Per quanto riguarda il peso secco della parte epigea, sono stati registrati incrementi notevoli in corrispondenza dell'aumento della dose di fertilizzante, tranne che nel substrato V+PR.
La solita situazione si è verificata andando a misurare i pesi delle radici. Solo nel caso di V+PR è stato osservato che aumentando la dose di concime diminuisce il peso secco dell'apparato radicale.
Questo evidenzia come la porosità del mix del substrato di coltivazione influenzi l'assorbimento dei nutrienti e l'accrescimento radicale.
I ricercatori affermano anche che non si nota alcuna correlazione tra l'aumento delle dosi di fertilizzante e la miglior qualità dell'apparato radicale, che dipende esclusivamente dal substrato utilizzato. I due mix che hanno fornito le migliori performance qualitative sono V+FC+PR e V+FC.

Alcune considerazioni. Concludendo, i ricercatori affermano che, anche se il substrato V+PR ha fornito le talee più alte, non è stato in grado di generare apparati radicali di qualità, evidenziando come sia il fattore della ritenzione idrica quello predominante nello sviluppo radicale e non la quantità di fertilizzante.
L'osservazione più importante risulta esser comunque che negli altri due mix, a più alta ritenzione idrica, si ottengono performance ottimali anche con la dose di concime più bassa.
La scelta del substrato di coltivazione migliore è quindi più importante dei quantitativi di fertilizzanti a lento rilascio utilizzati.
 
 

Porosità e ritenzione sono le caratteristiche che più contano quando si parla di radicazione. Un team di ricercatori brasiliani dimostra come il fertilizzante giochi un ruolo marginale.

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