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Vaporizzazione e solarizzazione: prove di controllo su alcuni virus

Il bromuro di metile o bromometano (CH3Br) è un alogenuro alchilico che è stato largamente utilizzato come fumigante nella disinfezione dei terreni in vivaistica, soprattutto nell'ambito delle colture protette. Il prodotto, sicuramente molto efficace, viene ancora oggi utilizzato in Paesi extra-europei, mentre in UE risulta bandito dal Protocollo di Montreal a causa della sua pericolosità chimica e del suo effetto negativo riguardo ai danni allo strato di ozono (il bromo in questo ambito risulta 60 volte più distruttivo del cloro).
Oltre all'utilizzo nelle operazioni di geodisinfezione il bromometano è stato molto impiegato nella disinfestazione delle derrata alimentari, nella derattizzazione e per la disinfezione delle partite di legname. Negli USA è stato concesso l'utilizzo in deroga al Protocollo di Montreal di questo prodotto, soprattutto per il trattamento dei campi da golf.

Tra le possibili alternative all'utilizzo di alogenuri alchilici come fumiganti, le più interessanti sono le tecnologie basate sulle alte temperature, sia quelle che prevedono l'ausilio di vapore che la “solarizzazione”.
La sterilizzazione con vapore prevede l'iniezione di vapore nel suolo, mentre la solarizzazione viene effettuata tramite il riscaldamento passivo operato dai raggi solari attraverso delle coperture trasparenti. Entrambe i metodi permettono di raggiungere temperature tali da causare la morte di una vasta gamma di agenti patogeni.
Tuttavia non è stata mai indagata la capacità di queste tecniche di operare un controllo su virus molto elastici come il virus del mosaico del tabacco.

Una ricerca dell'università di Pisa ha esaminato l'efficacia di queste strategie combinando la vaporizzazione con sostanze chimiche esotermiche e gli effetti delle diverse proprietà termiche dei rivestimenti usati per la solarizzazione.
La vaporizzazione si pratica trattando il terreno con vapore caldo che agisce da disinfettante mentre la solarizzazione consiste nel disporre sul terreno dei tessuti plastici trasparenti in modo da innescare un effetto serra capace di innalzare di diversi gradi la temperatura del suolo permettendone la disinfezione.
Sacchi di rete contenenti substrato al quale sono stati mescolati virus di provata resistenza come mosaico del tabacco (TMV), virus Y della patata (PVY) e mosaico del cetriolo (CMV), sono stati posizionati sotto la superficie del terreno a 20 e 40 cm di profondità.
Il test per la solarizzazione è stato effettuato utilizzando tre diversi rivestimenti plastici: polietilene trasparente, etilene vinil-acetato e “pellicola infrarossa”. I film hanno ricoperto il terreno per 20 giorni consecutivi nel mese di luglio, il controllo è stato effettuato in un appezzamento senza copertura.

La solarizzazione non ha avuto alcun effetto su nessuno dei tre virus posti a 40 cm di profondità. Il virus del mosaico del cetriolo è stato eliminato da tutti i film quando posto a 20 cm sotto il terreno, questa osservazione è stata riscontrata anche per il controllo. Il virus Y della patata è stato abbattuto a 20 cm di profondità dal film di etilene vinil-acetato e dalla “pellicola infrarossa”.
I ricercatori hanno effettuato anche prove con solo vapore o con vapore combinato a idrossido di potassio (KOH) oppure ossido di calcio (CaO).

In seguito alle vaporizzazioni, né il virus Y né il mosaico del cetriolo risultano in grado di causare infezione, indipendentemente dalla profondità e dal prodotto chimico usato. In seguito all'utilizzo dei composti chimici la capacità infettiva del virus del mosaico del tabacco risulta abbassata dal 50-60% al 3%.
Sono state effettuate anche rilevazioni per quanto riguarda l'abbattimento della flora microbica benefica presente nel terreno. Questa risulta complessivamente abbassata con l'utilizzo delle tecniche in esame, tuttavia sembra che questi metodi non ne influenzino la biodiversità.
Il virus del mosaico del tabacco è un virus “modello”, ampiamente studiato a causa della sua elevata resistenza e dell'estrema difficoltà del controllo.
L'aggiunta di sostanze chimiche esotermiche ai metodi di vaporizzazione offre una nuova strategia di controllo e indica ,al contempo, una strada a basso rischio per gli operatori nei trattamenti del terreno nei confronti di virus dannosi per l'attività agricola.
Le operazioni di solarizzazione risultano altresì efficaci, a patto che ci si trovi in zone climatiche idonee ad attuare questa pratica e che si rispetti un periodo di tempo adeguato che determini un tasso di abbattimento accettabile.
 
Crediti: Luvisi, A., Panattoni, A., & Materazzi, A. (2014). Heat treatments for sustainable control of soil viruses. Agronomy for Sustainable Development.
Link all'articolo originale: cc.europa.it
 
 
 

Sono state svalutate tecniche di geodisinfestazione combinando il vapore caldo con sostanze chimiche e le diverse proprietà termiche dei rivestimenti usati per la copertura del suolo

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