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Monocotiledoni: arcaica capacità di differenziarsi

La capacità di adattamento delle piante ha portato allo sviluppo di un gruppo di esse, le monocotiledoni, che tempo fa ha perso la capacità di produrre un ispessimento secondario. Si pensa che le prime monocotiledoni fossero piante acquatiche che distribuivano I loro tessuti legnosi in fili isolati in tutto il loro corpo per resistere meglio alle tensioni (per estensione) causate dalle correnti d'acqua. Purtroppo, però, questo ha anche impedito la formazione di un cambio vascolare, così solo poche monocotiledoni possono ispessirsi producendo legno con la crescita e la maturità.
 
Dal punto di vista botanico le monocotiledoni sono le piante i cui semi hanno una sola foglia embrionale, o cotiledone, che si differenziano dalle dicotiledoni (che ne hanno due) per numerosi altri caratteri riguardanti sia l'appartato vegetativo della pianta, sia i fiori. Esse hanno fusti privi di accrescimento secondario e con una particolare distribuzione dei tessuti conduttori. Le monocotiledoni includono molte piante erbacee a foglie strette sia ortive, come cipolla, aglio, ecc., sia da fiore come gigli, gladioli ecc.,  e le orchidee (che rappresentano la famiglia più numerosa delle monocotiledoni); tuttavia, anche molti alberi si sono evoluti in questo gruppo, tutti con un tronco non proprio “usuale”.

Le palme, ad esempio, producono i loro tronchi non utilizzando ispessimento secondario ma l’ispessimento primario; le specie di questa famiglia ispessiscono il loro fusto (stipite) e lo riempiono di tessuto legnoso. Lo svantaggio è che la base del tronco deve essere larga già nei primi anni di crescita come lo sarà quando la pianta raggiungerà la sua massima altezza. Questo rende la crescita delle palme inizialmente molto lenta rispetto a quella di alberi con accrescimento secondario.
Esse non hanno neanche la capacità di ramificare perché hanno solo un germoglio terminale e, di conseguenza, hanno una sola corona di foglie, proprio come le felce arboree. Tuttavia, hanno dimostrato di essere molto competitive nelle zone tropicali e subtropicali e, a oggi, ci sono oltre 3000 specie di palme classificate. Un modello di crescita simile è usato dai Blackboys, o "Grass trees", presenti in Australia, che assomigliano a pilastri con delle piante erbacee sulla cima. I Blackboys, appartenenti al genere Xanthorrhoea, sono parte integrante del paesaggio australiano e affascinarono i primi coloni europei, dato che erano diversi da qualsiasi altra pianta conosciuta. In realtà, essi sono dei fossili viventi e rappresentano il primo stadio evoluzionario delle piante con fiore.

Le piante del genere Pandanus, con circa 600 specie, sono simili alle palme, ma sono decidue. Sono originarie dei tropici del vecchio mondo e utilizzano un metodo diverso per sostenersi man mano che crescono. Esse aumentano il diametro della punta del fusto man mano che crescono in altezza, e supportano le parti inferiori sottili del tronco sviluppando lunghe e spesse radici aeree, che sorreggono la pianta.
Dal punto di vista culturale, alimentare e curativo hanno un’importanza, in certe aree, seconda solo alla noce di cocco.

Le dracene del Nord Africa e delle Isole Canarie e il Joshua Tree del Nord America (Yucca brevifolia) hanno una forma ispessimento secondario un po' come quella delle giganti Lycopodiales del Carbonifero i cui tronchi erano sorretti da ampi rizomi (rizofori) a palco che portavano le vere radici; essi producono un materiale simile al ritidoma (scorza) nella loro corteccia esterna man mano che crescono. Questo permette loro di produrre alberi che tronchi conici meccanicamente più efficienti e chiome con larghe branche.
Altri due tipi di monocotiledoni si sono inoltre evoluti in piante alte, anche se non sono generalmente considerati alberi. I bambù sono graminacee I cui fusti cavi, legnosi possono crescere fino a un'altezza di 40 metri. A differenza dei veri alberi, però, una solo pianta produce molti steli che crescono l’uno contro l'altro per aggiungere supporto.

Anche le piante di banano possono sembrare alberi, ma sono in realtà enormi erbe i cui steli emergere da grosso rizoma sotterraneo. Sebbene siano alti, gli steli delle piante di banana sono molto esili e sono supportati dalle grosse basi carnose delle enormi foglie.

Hanno fusti privi di accrescimento secondario e con una particolare distribuzione dei tessuti conduttori. Tutto deriva dalla necessità di adattarsi all'ambiente

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