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Carrubo: storia di una pianta dai mille usi

Il carrubo è una specie sempreverde appartenente alla famiglia delle Fabaceae, sottofamiglia Caesalpinoideae originario del bacino del Mediterraneo, dell'Iran, il Portogallo e delle isole Canarie. Insieme al lentisco (Pistacia lentiscus) e all’olivo (Olea europaea) costituisce una delle associazioni più caratteristiche della vegetazione mediterranea (Oleo-Ceratonion). È un piccolo albero, anche se può arrivare a 10-12 m di altezza, e può essere adatto per l’arboricoltura urbana e per l'impianto in aree dove lo spazio è limitato.

Le foglie sono da lunghe da 10 a 20 cm, composte, alterne con o senza la fogliolina terminale. La chioma è ampia, semi-sferica, supportata da branche robuste. Il tronco è compatto, con una corteccia marrone alquanto ruvida. La specie è, in genere, dioica con fiori piccoli e numerosi, disposti a spirale in racemi portati su speroni di legno vecchio o direttamente sul tronco. Il frutto è baccelliforme e può essere allungato, dritto o curvo. I baccelli, che sono commestibili, impiegano un intero anno per sviluppare e maturare. Il sistema radicale è costituito da una radice a fittone estremamente profonda con alcune piccole radici laterali.

Le aree idonee per il carrubo sono a quelle a clima mediterraneo subtropicale con inverni freschi, ma non freddi, con primavere miti ed estati calde e secche. Queste aree del Mediterraneo (o di areali simili) vanno da circa 30° a 42° (fino a 45 ° lungo le zone costiere, es. la Riviera Ligure) a latitudini settentrionali e tra 30° e 40° a latitudini meridionali (Australia, Sud Africa e Cile). Il carrubo prospera in aree con piovosità media di circa 750 mm/anno, ma può anche essere coltivato con una piovosità media a partire da 350 millimetri/anno. Gli alberi adulti non necessitano del freddo invernale e possono essere danneggiati quando le temperature scendono al di sotto -4 °C, potendo sopportare solo le temperature invernali non inferiori a -7°C. Di contro possono resistere a temperature estive di 40°C e a venti caldi e secchi. I frutti hanno bisogno di 5000-6000 ore sopra i 9°C per maturare.

La specie cresce in una vasta gamma di terreni, da quelli sabbiosi a quelli rocciosi marginali, anche se contenuto di calcare è alto. Soffre, invece, il ristagno, tipico dei terreni compattati pesanti.
Può essere trapiantata con buoni risultati se, come tutte le altre, viene irrigata nell'anno successivo trapianto. Dal punto di vista gestionale richiede poca potatura e tollera pochissimo la potatura severe che produce grandi ferite, che sono molto lente a guarire e possono determinare il decadimento del legno.

Le carrube (frutti) sono state tradizionalmente utilizzate per l'alimentazione umana e animale e attualmente l'utilizzo principale è il seme per l'estrazione di gomme per impiego industriale, nonché come foraggio per ruminanti e non ruminanti. Grazie all'elevato contenuto di zucchero del frutto e il suo costo relativamente basso, la polpa di carruba è stata tra le prime colture a essere utilizzata per la produzione di alcool industriale dalla loro fermentazione in diversi paesi del Mediterraneo. La coltivazione del carrubo ha una lunga storia, tanto che si sono ritrovate testimonianze risalenti agli antichi Egizi sul suo uso come dolcificante e si suppone che sia stato il cibo che alimentò San Giovanni Battista quando era giovane, tanto da essere chiamato anche pane di San Giovanni. Dal nome comune arabo “qīrāț” è derivato il nome dell’unità di misura dell’oro e dei diamanti, il carato

Il frutto è un sostituto sano per il cioccolato in quanto ha meno calorie. Arrostito (ma anche solo essiccato) è naturalmente dolce (o non amaro), come il cioccolato senza zucchero, e ciò lo rende ugualmente appetibile senza troppi zuccheri aggiunti nelle ricette. Ha, inoltre, un certo numero di vantaggi rispetto al cioccolato: è ipoallergenico, e ipoglicemizzante.

Il carrubo è ampiamente utilizzato come albero ornamentale in California, Australia, Marocco, Siria; gli alberi maschi sono preferiti in quanto non producendo frutti non sporcano le strade e i marciapiedi. Tuttavia, il valore ornamentale del carrubo come specie tollerante la siccità e l’inquinamento atmosferico e richiedente bassa manutenzione per le strade e le aree verdi urbane può essere limitato dall’apparato radicale fortemente invasivo che può provocare danni alle pavimentazioni e alle costruzioni. Dal momento che richiede poca o nessuna coltivazione, tollera terreni poveri ed è longevo; viene spesso raccomandato per il rimboschimento delle zone costiere degradate minacciate da erosione del suolo e la desertificazione o per i giardini posti nelle aree mediterranee.

Viene utilizzata per usi industriali e ornamentali. I suoi frutti sono tradizionalmente sfruttati per l'alimentazione umana e animale

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