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Usi e proprietà della betulla

In Italia, la betulla bianca (Betula pendula L.) si trova nei boschi subalpini nelle regioni del Picetum, Fagetum e Castanetum, ma si spingono anche nelle zone superiori e inferiori. Viene riscontrata nelle radure forestali, nelle foreste di abete rosso, nei boschi di pino silvestre e anche nelle brughiere pre-alpine; è sporadica nella parte settentrionale dell'Appennino, praticamente assente nella porzione centrale, e poi di nuovo sporadicamente presente lungo la dorsale appenninica soprattutto in Abruzzo.

Descrizione e utilizzo. Si tratta di un albero di secondaria importanza in Italia. Si sviluppa particolarmente bene su terreni sabbiosi e su pendii detritici, ed è usato come albero ornamentale nei giardini, grazie anche alle sue dimensioni ridotte. Il legno è omogeneo, flessibile e funzionale, di colore bianco avorio e alburno e duramen non sono facilmente distinguibili. Prima di essere lavorato, il legno deve essere ben stagionato ed è usato per falegnameria per la produzione di mobili, oggetti casalinghi e di artigianato, intaglio, manichi di spazzole, stuzzicadenti. Per secoli è stato utilizzato e apprezzato per scopi particolari: per i telai, per la decorazione di carri e navi, mobili, bastoni e oggetti vari lavorati al tornio. È anche usato per fare compensato resistente ma leggero, in aeronautica e, talvolta, per fare sci di fondo per la neve asciutta. Può essere facilmente piegato e per questo motivo è usato nella fabbricazione di oggetti fatti a mano e mobili chiari che possono avere attraenti venature soprattutto se è impiegato il legno della parte basale vicina al colletto.

Usi particolari.
Uso industriale di legno di betulla è comune nei paesi nordici, mentre in Italia non ci sono grandi
di questa specie e quindi il suo uso è in gran parte come legna da ardere. Quando la betulla brucia produce un tipo di carbone che ha elevato potenziale di assorbimento e quindi, se finemente polverizzato, può essere utilizzato per disturbi intestinali e avvelenamento da funghi. Dalla corteccia si estraggono da tempo immemorabile tannino e betulina (composto organico, glicol terpenico, che si estrae dalla corteccia, di cui costituisce il principio amaro), che producono una particolare sostanza utilizzata per la concia del pellame, che dà il famoso odore di "cuoio di Russia"; inoltre, dalla corteccia impermeabile, resistente e isolante, sono prodotte scarpe, rivestimenti per pavimenti, borse da tabacco, stuoie e anche coltelli.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, quando il cibo era particolarmente scarso, la corteccia di giovani alberi di betulla veniva macinata per fare una sorta di farina per il pane. La corteccia di betulla era anche nota per la sua tenacità ed esilità dai Romani che la usavano per fare aste per le bande dei littori portate quando precedevano i magistrati. Quando le foglie di betulla sono trattate con allume, si ottiene un colorante verde che, se bollito con l'argilla può fornire un colorante giallo per la lana. Inoltre, le foglie possono essere utilizzate per fare un infuso diuretico per disturbi cardio-renali; radici e gemme possono produrre un decotto alcolico utile per la cura di malattie cutanee. Il taglio del tronco provoca la fuoriuscita di una linfa molto dolce che, se lasciata a fermentare, produce bevande alcoliche e aceto; se lasciata indurire, assume la consistenza e il sapore della manna.

Una specie particolare. La Betulla pubescente (Betula pubescens) è una specie rara e sporadica in Italia, limitate a poche torbiere o boschi umidi delle Alpi o del Carso e del Monviso; in Appennino si trova solo nella zona del Parmense (Foresta del Corniglio). È una specie eliofila, come le altre betulle, tuttavia necessità di maggiori quantità di acqua e per questo motivo si trova in zone con una elevate e costanti precipitazioni, mentre è presente su torba e terreni paludosi in aree dove c'è alternanza di periodi di siccità. In Italia non è una specie di interesse forestale a causa della sua natura sporadica. Il legno è morbido e, sebbene marcisca rapidamente all'aria aperta, può essere utilizzato per mobili, manici di utensili e compensato. Quando viene utilizzato come legna da ardere, brucia con una fiamma particolarmente luminosa.

Alimentazione e medicina. La linfa di betulla è ricca di zuccheri e, se estratta e raccolta in primavera, può essere trasformata in una specie di vino, con l'aggiunta di miele.
L’olio di betulla viene estratto dalla corteccia e viene usato come repellente per insetti. Le gemme di Betula pubescens stimolano tutte le reazioni cataboliche e immunitarie, attivando il sistema endoteliale il cui compito è quello di eliminare sostanze estranee all'organismo e che potrebbero, dunque, essere dannose. Le foglie contengono tannino, acido tannico, zuccheri, un alcaloide, un olio essenziale etereo, alcuni glucosidi, acido nicotinico. Il macerato ottenuto dalle gemme di Betula pubescens è un drenante di base su tutti i tessuti infiltrati da scorie metaboliche: stimola il metabolismo intermedio, l’azione delle difese immunitarie esaltando la detossificazione degli organi emuntori, specialmente fegato e reni, si lega alle tossine, e ne favorisce l'eliminazione. È stato anche dimostrato che gli estratti di Betula pubescens possiedono proprietà antibatteriche contro lo Stafilococcus aureus.
In erboristeria, l'estratto idro-alcolico di betulla è dotato di potente azione diuretica, drenante linfatica, antisettica delle vie urinarie ed anti-infiammatoria. Questo grazie al suo contenuto di saponine triterpeniche (fino al 3-4%), di glucosidi flavonici (iperoside, quercitrina, rutina) e di polisaccaridi (metilpentosani), che, come su accennato, cooperano globalmente a un effetto drenante dei liquidi in eccesso, delle scorie azotate (specie acido urico) e di abbassamento del colesterolo ematico. Per tale motivo trova impiego in preparazioni erboristiche e cosmetiche contro la cellulite.
L'acido betulinico, estratto dalla corteccia della betulla e da molti altri vegetali, e alcuni suoi derivati maggiormente idrosolubili in vitro sono citotossici per cellule di neuroblastoma, melanoma, medulloblastoma e sarcoma di Ewing (una forma di neoplasia che rientra nella categoria dei sarcomi ossei).
Fra le altre caratteristiche c’è una forte allergenicità del polline: in aprile o in maggio le infiorescenze fanno la loro comparsa sulla betulla e il vento diffonde lontano il polline giallo dei fiori maschili. In questo periodo dell’anno si possono vedere le strade e le piazze dove sono presenti le betulle, ricoperte da polline che sembra zucchero glassato.

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