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Erosione e piovosità i risultati di una ricerca

Le piogge sono una delle principali cause di erosione del suolo. Sotto le precipitazioni il suolo si rompe, si disgrega e scorre via. Questi effetti variano in relazione alle caratteristiche del suolo, che determinano la sua capacità o meno di contenere acqua, come ad esempio le condizioni della superficie e la profondità del terreno. È facile comprendere come il fenomeno dell'erosione riesca a influenzare negativamente la crescita delle piante e le rese agricole, ma può generare una serie di problematiche anche riguardo la qualità delle acque.

La forza erosiva delle precipitazioni può essere quantificata come potere erosivo. Nelle equazioni utilizzate per stimare le perdite di suolo a causa dell'erosione idrica, questo potere è definito come fattore R. Esso tiene conto della durata, dell'ampiezza e dell'intensità delle precipitazioni. L'erosione del suolo è difficile da documentare su larga scala e questo fattore è necessario per effettuare modellazioni su grandi aree. Tuttavia, poiché spesso i dati sull'erosività sono poco accurati, i modelli di solito non offrono buoni risultati.
Per cercare di arrivare a definire dati migliori da utilizzare nei modelli, un team europeo di ricerca ha creato una banca dati abbinata a delle mappe per meglio rappresentare l'erosività delle precipitazioni in Europa. Hanno combinato e analizzato set di dati provenienti da tutti gli Stati membri dell'UE e dalla Svizzera, coprendo un totale di 1.541 stazioni di monitoraggio. Il requisito fondamentale dei dati per poter essere inclusi nel progetto è quello di essere stati raccolti per un periodo di tempo molto lungo e a distanza molto frequente. La durata media della raccolta è di circa 17 anni, la frequenza delle registrazioni va da una volta ogni cinque minuti a una volta ogni ora.

La forza erosiva delle precipitazioni – il fattore R - unisce l'influenza della durata, della portata e dell'intensità della precipitazione. Lo studio ha trovato che il fattore R medio per l'UE e la Svizzera è di circa 700 MJ mm ha-1 h-1 anno-1. Più alto è il fattore R, maggiore è il rischio di erosione del suolo. Con oltre 1000 MJ mm ha-1 h-1 anno-1, il Mediterraneo e le regioni alpine presentano uno dei valori più alti in Europa, mentre i paesi nordici hanno valori moderati, al di sotto di 500 MJ mm ha-1 h-1 anno-1.
I terreni asciutti che vengono colpiti da forti precipitazioni, anche se non frequenti, sono i più sensibili all'erosione.

I terreni mediterranei corrispondono proprio a queste caratteristiche e sono quindi quelli maggiormente esposti al rischio.
D'altra parte, anche le zone umide possono evidenziare alto potenziale erosivo ed essere a rischio di frane, ma in questo caso influiscono soprattutto fattori come la tessitura del suolo, la struttura e il contenuto di sostanza organica.
Il set di dati completo e le mappe derivanti da questo studio offrono un'opportunità unica per ulteriore ricerca, affermano gli autori. Queste informazioni sono molto utili per valutare anche il rischio di frane e di inondazioni, così come possono servire in aiuto della pianificazione strategica delle politiche agricole e per il recupero da incendi boschivi.
 

Da uno studio europeo risulta che la zona del Mediterraneo è la più soggetta a questa problematica. Necessario utilizzare i nuovi dati a disposizione per pianificare politiche di tutela.

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