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Un metodo per valutare le leggi UE sui prodotti chimici

Le banche dei prelievi ambientali (Environmental specimen banks - ESB) raccolgono e conservano i campioni con un metodo standardizzato, non solo delle specie della fauna selvatica, ma anche della contaminazione chimica. Dopo l'elaborazione, i campioni possono essere archiviati e analizzati retrospettivamente per identificare le tendenze nel corso del tempo.
Ci sono attualmente 15 ESB, tra quelle già esistenti e quelle che stanno per nascere, in Europa. Dalla parte mediterranea fino agli stati del nord, arrivando alle regioni polari in Groenlandia, coprendo gli ecosistemi terrestri e acquatici. I campioni non sono archiviati attualmente in maniera armonizzata tra le varie banche.

Un nuovo studio ha utilizzato l'ESB tedesca, una delle più affermate banche di campioni europee, per mostrare la potenzialità di un sistema coordinato di ESB per la regolamentazione dei prodotti chimici nell'UE.
L'ESB tedesca, fondata nel 1985, analizza l'esposizione alle sostanze chimiche in una serie di ecosistemi. Mentre l'Agenzia federale dell'ambiente (Federal Environment Agency), che fa parte del Ministero Federale tedesco per l'ambiente, la conservazione della natura e la sicurezza nucleare, è responsabile della strategia scientifica e del lavoro sul campo, l'analisi e l'archiviazione sono competenza di istituti di ricerca indipendenti dal governo. Tutti i processi vengono informatizzati con procedure operative standard, che garantiscono l'affidabilità dei dati.

Le indagini dello studio sono state svolte in sei tipi di ecosistemi che appartengono a una serie di aree di campionamento, selezionate per rappresentare la diversità degli ecosistemi in Germania. Sono stati usati quattro diversi tipi di campione: limnetici (raccolti in fiumi e laghi), marini (campioni di animali e alghe marine), terrestri (animali e piante che vivono sulla terraferma) e umani (fluidi e capelli umani). I saggi vengono elaborati, e la qualità dei sottocampioni viene verificata mediante analisi chimica per gli inquinanti organici atmosferici (POP), per i metalli e altri elementi. I risultati del monitoraggio sono pubblicati on-line per la comunità scientifica, e campioni archiviati sono registrati nella banca dati.
L'archivio ha raccolto, finora, circa 300.000 sotto-campioni partendo da 1900 saggi ambientali. Questi includono dati di concentrazione chimica di 14 POP, 11 idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e altri 20 elementi dannosi. Diversi studi retrospettivi sul monitoraggio sono stati effettuati utilizzando questi campioni archiviati. Gli autori di questa sintesi hanno operato una selezione di questi studi, sfruttando soprattutto quelli che indagano i contaminanti persistenti ad alto potenziale di bioaccumulo. Queste osservazioni sono state usate per studiare l'impatto delle restrizioni sull'uso di sostanze.

Alcuni dei risultati hanno mostrato che i livelli di composti organici dannosi ritrovati nei campioni marini sono diminuiti dopo l'entrata in vigore nel territorio UE del divieto nell'uso di alcuni prodotti antivegetativi. Stesso risultato si verifica per le concentrazioni di eteri di difenile polibromurato (PBDE) nelle uova di aringa e di gabbiano recuperate nel Mare del Nordo, dopo il 2004, anno di introduzione el divieto.
Risultati come questi evidenziano il potenziale delle ESB per il monitoraggio delle tendenze nel corso del tempo, e i vantaggi della cooperazione tra le banche per la gestione dei prodotti chimici.
Inoltre, poichè il monitoraggio delle ESB coinvolge protocolli altamente standardizzati, si possono ottenere già adesso dati per studi in tempo reale.
Ovviamente potrebbero essere usate queste banche anche per operare una valutazione dell'efficacia elle normative vigenti eper studiare l'applicazione di nuove leggi.
I dati pubblici e facilmente accessibili, garantiscono anche una trasparenza dell'operato delle ESB, che si prospettano sempre più utili nell'immediato futuro.
 
 

I sistemi di archiviazione ambientali possono essere utilizzati per osservare gli andamenti degli inquinanti nel corso del tempo. I risultati di uno studio tedesco

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