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Il ruolo dei privati nella conservazione degli habitat

Il problema della continuità degli habitat è molto studiato dagli ecologi in tutto il mondo. Anche i terreni privati, se vegetati, possono contribuire a mantenere la continuità di un territorio favorendo la conservazione di intere aree. Includere questi spazi privati nelle strategie di conservazione degli habitat potrebbe risultare funzionale al raggiungimento degli obiettivi fissati. Tuttavia, in Polonia, l'approccio predominante è quello normativo, ovvero l'imposizione di regolamenti stringenti. Quando il paese è entrato in Unione europea nel 2004, le sue aree protette comprendevano pochi terreni privati, ma con la costituzione di Natura 2000 questi sono destinati naturalmente ad aumentare.

L'approccio della ricerca.
Un team di ricercatori ha analizzato gli atteggiamenti dei proprietari di terreni verso l'inclusione degli spazi privati nella rete delle aree protette polacche, sulla base di osservazioni rappresentative riguardo tre tipi diversi di aree protette: parchi nazionali, parchi paesaggistici e siti Natura 2000. Inizialmente sono state individuate aree con almeno 15.000 ettari di estensione e un minimo del 15% di proprietà privata per i parchi nazionali, o del 50% (terreni agricoli e privati) per i parchi paesaggistici e i siti Natura 2000. La scelta finale è ricaduta sul Parco Nazionale Biebrzanski, sul Parco Paesaggistico Skierbieszowski e sul sito Natura 2000 Dolina Gornej Wisły.
Gli atteggiamenti nei confronti della conservazione sono stati valutati con un questionario e con un'intervista faccia a faccia. Sono state condotte in totale 318 interviste a persone con indirizzi selezionati in modo casuale all'interno delle aree protette.

I risultati. Circa due terzi dei proprietari terrieri hanno convenuto che le aree protette, se ben conservate, migliorano la qualità delle risorse naturali che li circondano.
Tuttavia, nonostante circa la metà degli intervistati ha guadagnato un alto punteggio per le domande sull'etica della conservazione, il 55% non vede di buon occhio l'inclusione di terreni privati nelle aree protette. Questa percentuale risulta ancora più elevata (64%) per i proprietari di terreni all'interno del parco nazionale, territorio che vede l'applicazione delle norme più severe. In linea generale, i proprietari terrieri con un livello di istruzione più alto sono più propensi a sostenere le misure di conservazione che includono i terreni privati. Gli intervistati in disaccordo sostengono che se la terra è privata il proprietario dovrebbe mantenere interamente il potere decisionale sulla sua proprietà.
La stragrande maggioranza (82%) dei proprietari terrieri non ha voluto vendere il proprio terreno alle aziende che gestiscono le zone protette. Dato interessante è che il 73% afferma che i responsabili della gestione dovrebbero cercare di coinvolgere di più i privati nelle strategie di conservazione. Il 92% ha cercato degli incentivi finanziari per la partecipazione alla protezione del territorio e l'89% ha chiesto processi decisionali più partecipativi. Tuttavia, una scoperta chiave è stata che la maggior parte degli intervistati mette al primo posto, nelle priorità temporali, una maggior partecipazione.
Nel complesso, i proprietari terrieri hanno pochi contatti con le aziende di gestione e spesso non conoscono le altre organizzazioni locali e le istituzioni coinvolte nella conservazione.
Nel caso del sito Natura 2000, un terzo degli intervistati non è nemmeno a conoscenza di abitare in una zona protetta.
 
Le prospettive future. I risultati mostrano che gli incentivi finanziari sono importanti, ma non sono l'unica strada nella risoluzione dei conflitti nella salvaguardia del territorio privato. I ricercatori suggeriscono che un processo politico più partecipativo, che coinvolga i proprietari terrieri locali nel sostegno all'attuale normativa della conservazione e li incoraggi a un approccio più volontario potrebbe fornire risultati interessanti.
Questi nuovi processi dovranno essere accompagnati da nuovi incentivi finanziari. I risultati evidenziano inoltre la necessità per le organizzazioni civiche di assumere un ruolo più importante nella conservazione anche dei terreni privati, contribuendo alla diffuzione di una corretta informazione riguardo la responsabilità dei singoli abitanti e a favorire la trasparenza delle organizzazioni pubbliche coinvolte nella gestione della conservazione, fornendo canali alternativi di comunicazione per i residenti.
 

In Polonia uno studio sui terreni di proprietà all'interno di siti protetti. Necessità di maggior dialogo con i decisori e di incentivi economici

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