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Il rapporto tra alimentazione e produzione agricola

Più della metà della popolazione mondiale non è adeguatamente nutrita: la fame, le carenze di micronutrienti, condizioni di sovrappeso e obesità spesso coesistono nello stesso paese. La natura e le cause della malnutrizione sono complesse; le sfide aggiuntive, come la modifica della domanda di prodotti agricoli, così come il cambiamento climatico e il degrado delle risorse naturali complicano la situazione ancora di più.
Una rinnovata attenzione è posta su tutti questi temi attraverso le discussioni sull'agenda post-2015 e riguardo il raggiungimento di obiettivi di sviluppo sostenibile. In questo contesto, raggiungere la sicurezza alimentare mondiale è di vitale importanza. Si pone naturalmente la questione di come questo scopo possa essere raggiunto. La Seconda Conferenza Internazionale sulla Nutrizione nel novembre 2014 ha esaminato i progressi compiuti dal 1992, i problemi che restano, e le nuove sfide e opportunità per migliorare la nutrizione. I risultati di questa conferenza includono un documento politico, la Dichiarazione di Roma sulla nutrizione, e un quadro d'azione che prevede una serie di opzioni strategiche volontarie e strategie per l'uso da parte dei governi a seconda dei casi.

Nel processo politico, un approccio finalizzato alla nutrition sensitive agriculture è considerato chiave per raggiungere la sicurezza alimentare. Questo tipo di intervento è volto alla massimizzazione del contributo agricolo all'alimentazione. Mentre gli interventi specifici per la nutrizione affrontano le cause immediate come, per esempio, l'integrazione con micronutrienti se la loro assunzione è considerata al di sotto di una soglia minima, la nutrition sensitive si riferisce al miglioramento o all'eliminazione delle cause alla base della malnutrizione. Si cerca così di migliorare il contesto in cui si inserisce l'alimentazione e, così facendo, di trovare soluzioni a lungo termine. L'UNICEF definisce tre aspetti importanti che devono essere considerati, al fine di migliorare la nutrizione mondiale: la sicurezza alimentare, la cura e la salute dell'ambiente. Queste caratteristiche sono determinate dal contesto sociale, economico e politico. Esempi di fattori che concorrono a creare una agricoltura sostenibile possono essere i diritti delle donne, la povertà e il cambiamento climatico. Sempre l'UNICEF ha prodotto un modello concettuale, ovvero un quadro consolidato ampiamente accettato, considerato uno strumento utile per capire quali sono i fattori importanti per la nutrizione. Questa è una questione complessa in cui le interrelazioni spesso non sono lineari, e fdevono essere considerati fattori concettualmente anche distanti fra loro.

In questo contesto, una nuova ricerca si propone di contribuire alla discussione in corso, analizzando la nutrition sensitive agriculture, cercando di capire se siamo di fronte solo a un nuovo termine o anche a un vero e proprio nuovo concetto. Due questioni principali sono state messe a fuoco, ovvero: c'è un significato univoco, completo e accettato, abbinato a un quadro di interventi? Esiste un impegno reale delle politiche agricole verso la nutrition sensitive agriculture?
Gli autori, basandosi sulla letteratura in materia, hanno presentato un questionario a 18 ministri dell'agricoltura di vari paesi, in occasione ddel Global Forum for Food and Agriculture, svoltosi a Berlino nel 2014.
Nel sondaggio, sono emerse principalmente delle risposte legate ad aspetti sanitari e a questioni di sicurezza alimentare. L'accesso all'acqua potabile è stato spesso citato. È risultato essere la diversità l'aspetto più menzionato all'interno del contesto della sicurezza alimentare. A causa delle piccole dimensioni del campione del sondaggio, i risultati non possono essere generalizzati. Tuttavia, i risultati danno alcune informazioni preziose sugli interessi dei ministri dell'agricoltura riguardo l'alimentazione. La nutrition sensitive agriculture è raramente stata discussa da un punto di vista sistemico.

In conclusione, questo tipo di approccio sembra essere quasi esclusivamente un termine in uso tra gli addetti ai lavori, che ha scarso appeal presso i decisori politici. Devono essere fatti ancora molti sforzi per trasformarlo in un reale traino che cambi il modo di pensare l'agricoltura: non più un comparto isolato, ma una complessa struttura che risente di infinite variabili solo apparentemente distanti.
 

 

La sostenibilità del processo agricolo passa attraverso le decisioni politiche. L'integrazione delle conoscenze e un approccio multidisciplinare sono fondamentali

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