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Un metodo previsionale per il rischio ecologico

L'azoto e il fosforo derivati dal dilavamento dei fertilizzanti agricoli, o da scarichi di reflui, possono raggiungere i corsi d'acqua e i laghi. Questo inquinamento da nutrienti potrebbe quindi provocare eutrofizzazione, con conseguenti fioriture algali che sottraggono luce e ossigeno all'acqua danneggiando l'equilibrio naturale degli ecosistemi.

Uno studio austriaco, finanziato dai progetti europei LC-IMPACT e IMBALANCE-P, ha proposto un approccio statistico per determinare se e quanto nitrati e fosforo aumentano il rischio di eutrofizzazione nei laghi e nei corsi d'acqua. Questo metodo ha il vantaggio di poter fornire previsioni anche quando ci sono pochi dati disponibili, dicono i ricercatori.
L'approccio calcola il rischio ecologico di una specie  derivato dal nitrato o dal fosforo, riconosciuti come indicatori di eutrofizzazione. Il rischio ecologico è la probabilità che ha una specie di essere esposta a una fonte di stress - in questo caso il nitrato e il fosforo – al di sopra della sua soglia di tolleranza. Calcolare il rischio ecologico richiede la conoscenza sia della sensibilità di una specie per il fattore di disturbo, che della probabilità che possa essere esposta ad esso.
La ricerca si è concentrata sulle alcuni invertebrati, come insetti, lumache e vermi, comunemente utilizzati come indicatori di qualità dell'acqua.
I ricercatori hanno calcolato il rischio ecologico utilizzando i dati esistenti sulla tolleranza agli inquinanti delle diverse specie. La tolleranza al nitrato è stata valutata per 390 specie e quella al fosforo per 804 specie. Per calcolare le probabilità di esposizione, i ricercatori hanno utilizzato i dati raccolti tra il 1985 e il 2011 sui livelli di azoto e di fosforo nei laghi o nei corsi d'acqua per un totale di 88 bacini fluviali europei.

Le specie di invertebrati presenti nei laghi sono state generalmente più a rischio rispetto a quelle che abitano in acque correnti. Presumibilmente poiché queste specie hanno una maggiore sensibilità e anche perché in questa situazione i livelli di inquinanti tendono ad aumentare più velocemente.
Il rischio ecologico dal 1985 è risultato diminuito del 22% nei laghi e  del 38% nei corsi d'acqua suggerendo un miglioramento generale dell'inquinamento di azoto e fosforo in questo periodo.
Tuttavia, nel 2011 il rischio ecologico è ancora in media del 50%, che indica una probabilità su due di osservare una specie nel suo habitat, come conseguenza di livelli di nutrienti elevati. Il rischio rappresentato dal nitrato è superiore a quello del fosforo nei laghi come nei fiumi. Ad esempio, tra il 2001 e il 2011 tra il 46 e il 77% dei bacini fluviali risultano avere un elevato rischio ecologico per il nitrato rispetto al fosforo. Questo può essere il risultato del calo marginale delle concentrazioni di nitrati durante il periodo, in contrasto con le riduzioni maggiori della concentrazione di fosforo derivanti da politiche efficaci di protezione ambientale.

Gli autori hanno fatto notare una serie di limitazioni al loro lavoro. Ad esempio, lo studio ha considerato gli effetti delle due sostanze nutritive distintamente invece che in combinazione. Tuttavia, questo approccio statistico potrebbe aiutare nelle decisioni di politica ambientale, in quanto può essere utilizzato per mostrare se l'azoto o il fosforo possono aumentare il pericolo di eutrofizzazione, identificando così i bacini fluviali europei più soggetti a rischio.
 

Bacini europei e inquinamento: dall'Austria un nuovo approccio per l'osservazione e l'interpretazione dei dati

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