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Pratiche agricole e sviluppo dei funghi micorrizici arbuscolari

Gli organismi del suolo sono importanti per il ciclo dei nutrienti e, probabilmente, una loro diminuzione potrebbe aumentare la necessità di fertilizzanti artificiali. I funghi micorrizici arbuscolari (AMF) vivono in simbiosi con le radici della maggior parte delle piante terrestri, anche delle colture agricole, e aiutano i vegetali nell'assorbimento delle sostanze nutritive. Alcune pratiche agricole come l'aratura possono però arrecare disturbo allo sviluppo delle comunità fungine.

Dei ricercatori svizzeri hanno confrontato le comunità AMF nei terreni argillosi di sette siti molto vicini fra loro. Quattro siti sono stati concimati con materia organica, uno dedicato al pascolo e due coltivati con pratiche agricole convenzionali. Ognuno dei siti è stato parcellizzato per confrontare due sistemi di lavorazione del terreno (ridotta e normale) e due regimi di fertilizzazione (compost+liquami o solo liquami).
Per tutti e sette i complessi, i ricercatori hanno prelevato campioni di terreno provenienti da quattro strati, due superficiali (0-10 cm e 10-20 cm di profondità) e due si suolo indisturbato (20-30 e 30-40 cm di profondità). Sono stati poi coltivati i funghi micorrizici in vasi contenenti terreno proveniente dalle parcelle sperimentali. I vasi sono stati seminati con quattro specie di piante differenti e mantenuti in serra per 20 mesi.

I risultati hanno mostrato che i regimi di fertilizzazione influenzano lo sviluppo dei funghi, ma il determinante principale è rappresentato dalle lavorazioni agricole. Nel prato a pascolo sono state individuate 38 specie AMF.  Questo numero è sceso a 33 specie nei due siti concimati organicamente e a ridotta lavorazione, a 28 in uno dei siti con concimazione organica convenzionalmente arato e sempre a 28 nel sito con lavorazioni e concimazioni classiche.
Inoltre, numero e diversità delle spore delle specie AMF sono più alti nei terreni superficiali del pascolo, immediatamente superiore al dato dei campioni superficiali dei terreni a ridotta lavorazione. Il dato più basso è raggiunto dai campioni di terreno raccolti nei siti a lavorazione normale, che sconvolge l'ampia diffusione delle ife abbassando la produzione di spore. In tutti i siti, il numero di spore e la diversità delle specie AMF sono risultati più bassi nello strato inferiore (30-40 cm) rispetto al livello superiore.
Alcune specie AMF si adattano meglio agli effetti dell'aratura di altre e potrebbero comportarsi da dominanti in terreni coltivati normalmente, riducendo la loro diversità.

Complessivamente questi risultati mostrano che i terreni gestiti in maniera biologica sono in grado di produrre diverse comunità AMF che aiutano la nutrizione delle piante, la loro produttività e la loro salute. Osservazioni molto importanti nell'ottica del miglioramento agricolo verso pratiche sostenibili.

La fertilizzazione e la lavorazione del terreno sono i fattori che più influenzano l'ecologia delle comunità fungine

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