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Il rapporto tra abbandono delle terre e produzione agricola nel terzo mondo

La crescita e lo sviluppo economico sono stati a lungo associati con la migrazione rurale-urbana in molte pubblicazioni economiche. Dal punto di vista storico il mondo “sviluppato” nel 19° e 20° secolo è stato sottoposto a diversi modelli di migrazione, prevalentemente verso le città, in conseguenza del processo di industrializzazione e di sviluppo economico.

Dalle campagne alla città. L'Africa sub-sahariana ha registrato un tasso di aumento notevole delle migrazioni negli ultimi anni. Conflitti, determinanti ambientali e mancanza di lavoro sono i driver principali degli spostamenti. Il problema è particolarmente grave per i paesi che dipendono dal settore agricolo nei quali la migrazione rurale-urbana ha generato un passaggio dei territori da agricoli a non agricoli.
Le indagini condotte sull'impatto delle migrazioni per lo sviluppo delle economie locali in Africa sub-sahariana mostrano risultati diversi e gli effetti, diretti e indiretti, variano da paese a paese.
La carenza di manodopera abbassa le produzioni ma, i migranti che inviano soldi alle famiglie rimaste negli ambienti rurali rappresentano un dato importante. Questi soldi però non riescono a coprire investimenti in nuove tecnologie agricole che potrebbero migliorare le condizioni di lavoro. Si genera quindi un ulteriore abbandono delle terre. La produttività media agricola nell'Africa sub-sahariana, misurata in produzione cerealicola per ettaro, è di gran lunga al di sotto della produttività media in altre regioni. Una delle ragioni di questo problema è stata la scarsità degli investimenti sulla fertilità della terra.

Migliorare le tecniche di produzione. L'Etiopia è uno dei paesi che sta vivendo un alto livello di migrazione rurale-urbana. Attualmente, la popolazione rurale nel paese sta crescendo a un ritmo più veloce rispetto al reddito agricolo e la produttività del lavoro è stimata in meno di un quinto della media per l'area. In generale, bassa resa, bassa fertilità del suolo, frammentazione del territorio e aumento della popolazione rurale sono i principali fattori responsabili che hanno portato la produttività del lavoro agricolo ad abbassarsi inesorabilmente. Questo è uno dei motivi della diffusione della povertà nel paese. Ciò richiede alcune misure come il miglioramento della produttività delle terre e l'investimento in tecnologia.
Nonostante  la migrazione rurale-urbana abbia una lunga storia in Etiopia, la ricerca sul nesso tra essa e lo sviluppo rurale è ancora all'inizio. La mancanza di dati ha generato politiche migratorie non ragionate e inefficaci. Una nuova ricerca si propone di valutare e misurare l'effetto della migrazione sul reddito agricolo delle famiglie rurali, con particolare attenzione alla situazione etiope.
Da un lato, è stato dimostrato che l'emigrazione riduce la manodopera a disposizione delle famiglie e dall'altro il reddito inviato dai migranti alle loro famiglie ha svolto un ruolo importante nel promuovere il capitale sociale, con un conseguente effetto a cascata di investimento in migliori pratiche agricole.
L'effetto sul reddito agricolo, sulla base dei risultati delle prime stime, ha dimostrato che le famiglie con membri migranti hanno ottenuto maggiori proventi dalle fattorie.  È quindi possibile dedurre che la migrazione rurale-urbana ha un effetto positivo sul reddito agricolo, così come è un importante strategia di sopravvivenza. In questo senso, la migrazione all'estero di alcuni membri delle famiglie etiopi rappresenta una decisione razionale nell'ottica di un miglioramento dell'attività agricola in generale.
 
 

I risultati di uno studio dimostrano come l'andamento delle coltivazioni alimentari sia correlato ai movimenti delle persone

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