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Impollinatori e ambiente urbano

L'urbanizzazione causa alterazioni degli habitat drastiche e spesso irreversibili. Gli ambienti fortemente antropizzati sono mosaici di superfici impermeabili e permeabili; è molto frequente la situazione nella quale le scarse aree verdi (permeabili) sono connesse fra loro da strade pavimentate (impermeabili). Questo genera un impatto sulla distribuzione della fauna.
Anche se l'urbanizzazione generalmente peggiora la diversità dell'entomofauna, molte specie di api sono comuni in città. In cinque anni, a Berlino, sono state registrate 262 specie di api; a New York, invece, uno studio ha osservato la presenza di 54 specie di api in 19 orti urbani, mentre 110 specie sono state raccolte in 21 giardini residenziali.

Insetti in città. La presenza delle api in ambiente urbano indica che in città sono presenti tutti i fattori necessari alla vita dell'insetto. I siti urbani e peri-urbani forniscono infatti fioriture per ampi periodi dell'anno, sono spesso più caldi delle aree circostanti e sono meno interessati dall'impiego di pesticidi.
Alcuni tratti ecologici possono essere utilizzati per prevedere le risposte delle api a determinate tipologie di disturbo. La frammentazione dell'habitat è un fattore che limita lo sviluppo delle comunità di api a causa della loro limitata capacità di volo. L'80% delle api selvatiche in tutto il mondo nidifica nel terreno, le altre,fuori terra, in legno morto o in altre cavità. Il disturbo del suolo, frequente in ambiente urbano, può impedire l'affermazione sul lungo periodo delle comunità di api.
Per questo, lo studio dei tratti funzionali delle specie presenti in città fornisce indici interessanti per comprendere l'impatto dell'urbanizzazione sulle comunità di api, come diverse ricerche hanno già documentato.
Ad oggi non si conoscono però gli effetti della percentuale di impermeabilizzazione dei suoli urbani e della loro connettività in relazione alla struttura delle comunità di api selvatiche.

Lo studio internazionale. Una ricerca condotta da scienziati francesi e britannici ha utilizzato un gradiente di urbanizzazione e ne ha valutato l'influenza. Tre gli obiettivi fissati:
  • valutazione della presenza delle comunità di api lungo un gradiente di urbanizzazione;
  • verifica degli effetti della percentuale di superficie permeabile e il loro livello di connettività sul numero e sulla diversità delle api selvatiche;
  • studio dei cambiamenti nella composizione delle comunità lungo il gradiente in relazione ai tratti funzionali.
La racccolta dei dati (2011-2012) è stata condotta nell'area di Grand Lyon in Francia, che comprende 58 comuni con una superficie di 516 km2. Sono stati scelti 24 siti lungo un gradiente crescente di superficie impermeabile (dal 10% al 95%) equamente distribuiti. Le catture sono state effettuate in tutte le aree poste a una distanza minima di 2 km fra loro, per evitare sovrapposizioni delle comunità.
Sono state utilizzate sia trappole cromotropiche (gialle, blu e bianche fluorescenti) che retini. In due anni di indagine sono state individuate 291 specie di api.

I risultati. Il 17% delle specie osservate è costituito da api parassite: dal momento che l'abbondanza dei parassiti è indice dell'abbondanza degli ospiti, questo dato indica una certa biodiversità nella zona in esame. Il rapporto tra il numero di specie parassite e la percentuale di superficie impermeabile raggiunge il massimo con un 50% di copertura.
Al crescere della superficie impermeabile si osserva una diminuzione dell'abbondanza di api. Le api che nidificano nel suolo coprono l'86% del totale dei campioni, la loro freqenza si abbassa nel caso di elevate coperture. Le specie sociali sono 15 delle 25 più abbondanti raccolte. Questo proprio a causa del loro comportamento che le rende attive per periodi tendenzialmente più lunghi rispetto alle specie solitarie.
I ricercatori hanno anche osservato che l'efficacia delle trappole è inversamente proporzionale alla ricchezza di fiori.
La diversità delle api è massima in media al 50% della presenza di superficie permeabile, questo dato corrisponde perlopiù alle aree periurbane che vedono una forte presenza di aree verdi, pubbliche e private, caratterizzate dalla presenza di nutrimento e di siti per la nidificazione.
Le api che nidificano in cavità (delle pareti, ad esempio) sono più numerose nei paesaggi maggiormente urbanizzati a causa della maggior presenza di cavità naturali.

Nel complesso i risultati suggeriscono che i siti urbanizzati riescono a fornire diverse risorse per lo sviluppo delle comunità di api, anche se le zone peri-urbane con una proporzione intermedia tra superficie permeabile e costruito risultano più adatte.
La diversità di queste specie garantisce il mantenimento degli habitat grazie alla loro elevata capacità di impollinazione. La perdita della diversità delle comunità di api potrebbe generare conseguenze disastrose, anche in ambiente urbano. Visto che, attualmente, il 74% della popolazione mondiale vive in città è indispensabile sensibilizzare le persone sull'importanza della conservazione della biodiversità, anche in ambienti densamente popolati.
 

Una ricerca di recente pubblicazione ha studiato la relazione tra le varie superfici cittadine e la diversità degli insetti pronubi

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