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Ginkgo biloba, selezionate alcune nuove varietà

Dopo un lungo lavoro selettivo e di coltivazione, sono state ottenute quattro varietà di Ginkgo biloba di sicuro interesse ornamentale. Tre a forma fastigiato-colonnare e una a forma globosa.
Il Ginkgo biloba ‘Fastigiata Selvans’ (Rami assurgenti al tronco, molto robusti, ramificazione compatta, germoglio apicale leader, lamina fogliare molto incisa), il Ginkgo biloba ‘Colonnare Maris’ (Rami con portamento verticale, molto addossati, elevata ramificazione, foglie con laciniatura leggera), il Ginkgo biloba ‘Feronia’ (Portamento molto ramificato fin dalla base con i rami che si dipartono alternati a formare un cono compatto; foglie verde chiaro incise) e il Ginkgo biloba “Globosa Tinia” (Pianta a forma globosa, molto ramificata e compatta, reagisce bene alla potatura, si possono  ottenere chiome a sfera di varie dimensioni).
 
Le varietà sono state ottenute a Pistoia, dal vivaista Danilo Bonacchi, vero esperto della selezione di novità.
Nel ricercare i loro nomi, è stato pensato di collegarsi alla storia antica dell’Etruria, l’attuale Toscana e, facendo riferimento alla mitologia etrusca, tra l’ottavo ed il sesto secolo avanti Cristo: Selvans dio della Foresta, Maris dea delle messi e dell’agricoltura, Tinia sovrano del cielo, dio della luce e Feronia dea protettrice dei boschi.
 
Il Ginkgo biloba è un fossile vivente ed ecco perché il riferimento porta alla storia antica. Si tratta un albero che risale al periodo geologico del Giurassico, centinaia di milioni di anni fa, ed è arrivato fino ai giorni nostri abbastanza simile all’originario. Scoperto in Cina e introdotto in Europa nella seconda metà del settecento, Ginkgo deriverebbe dal cinese yinxing, “albicocca d’argento” e biloba con riferimento alla divisione in due lobi delle foglie che hanno una particolare e originale forma a ventaglio.
Questa specie arborea può raggiungere anche i 30 metri di altezza, con chioma ampia fino a 10 m e più, con forma variabile da piramidale ad ovale. Una caratteristica fortemente decorativa e la loro colorazione autunnale intensamente di color giallo che persiste per qualche settimana.
 
A parte l’interesse medicinale e culinario nei paesi d’origine, quest’albero è molto importante per scopi ornamentali nei viali, parchi pubblici e giardini. Si adatta a molteplici tipi di terreno, pur con risultati migliori nei suoli acidi e ben aerati.  In relazione al clima si adatta bene  alle basse temperature, non subisce danni fino a – 30 °C. Un fattore  di rilievo che valorizza questa pianta è la sua resistenza alle malattie, agli agenti fungini patogeni e ai fitofagi , ma soprattutto resistente  all’inquinamento atmosferico. Per queste qualità il Ginkgo è da valorizzare e diffondere negli ambienti “difficili” dal punto di vista pedo-climatico delle aree urbane ed industriali. Sono disponibili tra l’altro a livello vivaistico varietà a portamento fastigiato che non richiedono particolari interventi  di  manutenzione per la potatura, molto onerosa per le amministrazioni pubbliche.

Per ulteriori informazioni, visita il sito www.giorgiotesigroup.it

Sono quattro e hanno chioma fastigiata o globosa e sono state chiamate facendo riferimento alla mitologia greca

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