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Invasioni di specie: nuovi risultati

L'impatto delle specie invasive ha stimolato il lavoro degli studiosi che hanno prodotto una notevole quantità di ricerche per mettere in discussione come le caratteristiche delle comunità invase, per esempio la diversità delle specie native, influenzano l'affermazione di quelle invasive. L'invasibilità è determinata dalla disponibilità delle risorse nel complesso, che è correlata negativamente alla diversità della comunità. Coerentemente con questa ipotesi, la maggior parte degli esperimenti su piccola scala ha dimostrato che una comunità vegetale più diversificata ha una maggiore resistenza all'invasione di piante non autoctone. Tuttavia, altri esperimenti hanno scoperto che le comunità maggiormente diversificate non risultano più resistenti. Di conseguenza, i potenziali meccanismi attraverso i quali gli ecosistemi resistono all'invasione di piante non autoctone devono ancora essere esaminati sperimentalmente.
 
La disponibilità delle risorse e la fluttuazione sono fattori importanti nel determinare la resistenza all'invasione. Alcune linee di pensiero sottolineano che le specie capaci di utilizzare meno risorse otterranno vantaggio nella concorrenza. Le comunità con una maggiore diversità di specie potrebbero utilizzare una maggiore varietà di risorse, che si traduce in un maggiore utilizzo dei fattori limitanti, e quindi sono in grado di competere meglio con gli invasori. Analogamente hanno una maggiore probabilità di includere una specie altamente competitiva (che molto probabilmente ha una forte domanda di risorse) e hanno una maggiore capacità di resistere all'invasione. Inoltre, alcune specie hanno dimostrato di poter cambiare le condizioni delle risorse in un modo che colpisce le specie non autoctone. I ruoli della ricchezza, dell'identità e degli effetti delle specie sulla disponibilità di risorse non sono ancora chiari e non sono ancora mai stai studiati insieme.
 
Nelle comunità naturali, i cambiamenti nella diversità sono solitamente accompagnati da mutamenti dei fattori ambientali, che, a loro volta, influenzano gli effetti della diversità delle specie sull'invasione. I microcosmi artificiali hanno ambienti costanti tra le comunità e gli ecosistemi risultanti sono ideali per studiare i meccanismi attraverso i quali la diversità delle specie colpisce l'invasione. Inoltre, anche le prime comunità successionali sono sistemi modello per capire le invasioni perché sono caratterizzate da ingressi continui di specie. Tuttavia, nella maggior parte dei casi di questi esperimenti, le piante alloctone vengono introdotte una sola volta, da semina artificiale: un fattore che non riflette l'esposizione continua di una comunità naturale alla pressione esercitata dai semi di piante non native. Le invasioni di specie autoctone e alloctone fondamentalmente non differiscono, e, nei principi ecologici (ad esempio, limitazione e concorrenza per le risorse) dovrebbero essere simili.

In un recente studio, sono stati manipolati dei pascoli per garantire diversi livelli di ricchezza di specie (uno, due, quattro, otto e sedici specie) ed è stata esplorata la resistenza delle comunità all'invasione naturale da piante autoctone e non-native. Sulla base della misura della disponibilità delle risorse del suolo, è stato osservato se la biodiversità aumenta significativamente la resistenza all'invasione delle comunità, ed eventualmente il meccanismo con cui la diversità delle specie interessa la resistenza all'invasione.
Sono state misurate l'efficienza di intercettazione della luce e le risorse del suolo (N totale, P totale e contenuto di acqua). Il numero di specie, la biomassa, e il numero di piantine di specie invasive sono diminuite in modo significativo con l'aumentare della ricchezza di specie. La presenza di Patrinia scabiosaefolia e Mosla dianthera hanno aumentato in modo significativo la resistenza delle comunità all'invasione. Un modello di equazioni strutturali ha dimostrato che la ricchezza di specie coltivate non ha avuto un effetto diretto e significativo sulla invasione. Al contrario, lo hanno avuto l'efficienza nell'intercettazione della luce e il contenuto idrico del suolo. Nelle monocolture Antenoron filiforme ha mostrato la più alta efficienza nell'intercettazione luminosa e P. scabiosaefolia il contenuto idrico del suolo più basso.
I risultati di questo studio suggeriscono che la diversità vegetale conferisce resistenza alle invasioni, situazione che viene attribuita principalmente per l'effetto del campionamento di specie particolari e l'effetto di complementarità tra le specie nell'utilizzo delle risorse.
 

Approfondire il ruolo della biodiversità è fondamentale per comprendere i meccanismi che regolano il processo ecologico.

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