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Vegetali contaminati da neonicotinoidi: un rischio per gli invertebrati

I neonicotinoidi sono pesticidi applicati alle piante per proteggerle dagli insetti. L'abuso di neonicotinoidi può portare alla contaminazione degli ambienti acquatici mediante l'ingresso di materiale vegetale trattato nei corsi d’acqua. È già stato ampiamente dimostrato l’effetto sugli invertebrati acquatici, a causa della diffusione dell’insetticida nel corpo idrico, ma adesso sono emersi nuovi dati che riguardano anche gli invertebrati che si nutrono di foglie e risultano quindi esposti da un punto di vista alimentare all’influenza delle molecole.  I ricercatori raccomandano che i responsabili per le registrazioni degli insetticidi sistemici considerino anche l’esposizione alimentare e le sue potenziali implicazioni per l'integrità dell'ecosistema, in aggiunta a tutti gli altri indicatori adesso utilizzati.

I neonicotinoidi sono efficaci contro una grande varietà di insetti e sono utilizzati a livello globale su un elevato numero di colture. Questi prodotti possono essere trasportati all’interno dei corpi idrici a causa della deriva, dello scorrimento superficiale o a causa di materiale vegetale contaminato (ad es. le foglie). Diverse ricerche hanno dimostrato gli effetti negativi di questa categoria di molecole sugli invertebrati; nel caso dei trituratori, si arriva a ipotizzare che ci siano le condizioni per una situazione di rischio aggiuntivo. Un nuovo studio si è occupato di osservare in maniera sistematica gli effetti dei neonicotinoidi attribuibili alle loro due vie di esposizione (contatto col mezzo acquoso e alimentare).

I ricercatori hanno condotto un esperimento per confrontare gli effetti dell'esposizione singola o combinata sui trituratori. Sono state utilizzate due specie modello ovvero degli adulti di Gammarus fossarum (un crostaceo) e larve di Chaetopteryx villosa (un insetto), esponendole a una fonte acquosa contaminata oppure ai fattori di rischio combinati per una durata di sette giorni. Sono stati poi analizzati gli effetti di ciascun scenario sull'attività di alimentazione e sui tassi di sopravvivenza di ciascuna specie. Sono inoltre stati condotti a supporto diversi test investigativi riguardanti la selezione del cibo, al fine di determinare se queste specie riescono ad evitare attivamente il cibo contaminato da neonicotinoidi.

Nel complesso, questo studio ha rilevato che, per entrambe le specie, l'esposizione combinata era associata a effetti maggiori rispetto all'esclusiva esposizione al mezzo acquoso. In particolare, l’insetto dimostra di essere leggermente più sensibile rispetto al crostaceo, mostrando un aumento della mortalità nel caso di esposizione combinata. Questo effetto potrebbe essere spiegato anche dalla differente quantità media di cibo ingerita dalle due specie: nel caso dell’insetto questa risulta di quattro volte maggiore.  Inoltre, entrambe le specie hanno mostrato una diminuzione dei tassi di alimentazione nell'esposizione combinata. Non sono emerse preferenze alimentari da parte degli organismi osservati per la scelta di materiale contaminato o non contaminato, dimostrando come questi non siano in grado di evitare attivamente l’esposizione ai neonicotinoidi.
Presi insieme, questi risultati indicano che l'esposizione a questi insetticidi per questa categoria di invertebrati rappresenta un significativo aumento del rischio, avendo osservato un netto incremento della mortalità.
È necessario per gli scienziati includere anche queste osservazioni nel quadro generale dell’impatto sull’ambiente di questi insetticidi, ogni giorno sempre più discussi, anche alla luce delle nuove norme emanate dall'Unione Europea (http://www.aboutplants.eu/). 
 

Aumento della mortalità nelle popolazioni non target, necessari ulteriori studi per valutare l'effetto globale sull'ecosistema

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