Italiano English
Download PDF

Affrontare il cambiamento climatico: la conoscenza non basta

Un nuovo studio aiuta a comprendere il contesto sociale della silvicoltura svedese per capire come il settore potrebbe iniziare a muoversi oltre le normali pratiche businness-as-usual, per prepararsi ai futuri rischi climatici.
I comportamenti che verranno adottati dai gestori delle foreste e gli schemi di certificazione modificheranno in maniera significativa la risposta degli ambienti nei confronti del cambiamento climatico già in atto.

Un lento adattamento. Nello studio è emerso che la sola conoscenza dei rischi non è di per sé sufficiente a generare una preoccupazione tale da indurre i responsabili ad adottare nuove pratiche, che possono talvolta stravolgere il metodo di gestione adottato al momento.
Per molti addetti ai lavori può sembrare "logico" che la silvicoltura si adatti da adesso ai cambiamenti climatici futuri: è infatti un settore nel quale le decisioni prese oggi, determinano quasi esclusivamente risultati a lungo termine (70-90 anni). Nonostante questa considerazione, la selvicoltura ha per adesso adottato misure decisamente limitate, nonostante l’abbondanza di informazioni scientifiche disponibili riguardo l’azione del climate change sugli ambienti forestali, inclusi i dati sulle tempeste, sugli andamenti idrici e sulle variazioni nella composizione e distribuzione delle comunità di insetti.
Questo ritardo registrato nell’azione è in linea con quanto emerso nelle ultime due relazioni dell’IPCC (2007 e 2014), dove si riscontra che la conoscenza da sola non è sufficiente a guidare l’adattamento. Una nuova ricerca ha esplorato quali driver potrebbero essere utilizzati per incoraggiare e velocizzare il cambiamento necessario nella gestione forestale svedese.

Le decisioni individuali. Attingendo a piene mani dalle teorie di Focault, gli studiosi hanno cercato di comprendere i sistemi sociali, politici ed economici che operano nel settore silvicolturale. Attraverso questi concetti hanno cercato di identificare su quale logica poggia questa avversione verso l’innovazione, in modo da identificare il modo migliore per facilitare il processo di adattamento.
Il filosofo francese sviluppò il concetto di "governamentalità", identificandolo come l’insieme delle ipotesi che modellano il comportamento individuale. Ad esempio la governamentalità prevalente nella gestione forestale porta alla convinzione che il settore dovrebbe concentrarsi sulla semina di monocolture piuttosto che sulla foresta mista.
Si possono usare due tipi di strumenti per influenzare la governamentalità:
  • Le “tecnologie di agenzia" (technologies of agency) come l’istruzione, l’aggiornamento professionale e i media, che permettono agli individui di conoscere i metodi della gestione dei rischi;
  • Le "tecnologie di prestazione" (technologies of performance) che regolano le azioni incoraggiando le persone a calcolare il loro comportamento secondo gli standard prescritti. Tali strumenti possono includere audit, budget fissati o indicatori di performance.
Affidandosi a questi concetti i ricercatori hanno svolto un’indagine che ha coinvolto 15 realtà di gestione forestale in Svezia, includendo società forestali, organizzazioni e proprietari. Il metodo di indagine è stato rappresentato sostanzialmente da un’intervista con focus sul cambiamento climatico, che non ha però tralasciato gli aspetti più generali delle pratiche di gestione.
Queste interviste hanno rivelato che le tecnologie di prestazione sono più influenti rispetto alle tecnologie di agenzia, nel contesto culturale della silvicoltura svedese. L’affidamento a contoterzisti di grandi fette di gestione ha generato una diffusione frammentata delle informazioni e delle abilità all’interno del settore, anche tra i proprietari di foreste.
Un'importante tecnologia di prestazione è rappresentata dalle certificazioni (e quindi dall’ottenimento di un marchio che garantisce il rispetto dell’ambiente da parte dell’azienda), che sono ad oggi il più importante motore del cambiamento.
Per esempio, è dimostrato che il mantenimento di specie a foglia larga in foreste miste rende l’ecosistema più resistente ai cambiamenti climatici. Questa pratica è applicata non tanto per le reali preoccupazioni dei gestori nei confronti dell’ambiente ma perché è prevista negli standard di certificazione.
Massimizzare la produzione di legname è l'obiettivo principale del “modello selvicolturale svedese”. Il ruolo delle foreste nella mitigazione del cambiamento climatico trova infatti un posto meno prioritario all’interno del complesso delle scelte degli intervistati.
L’aumento dell’anidride carbonica atmosferica è probabilmente legato ad un aumento dello stoccaggio da parte delle specie forestali e quindi ad una maggior produzione di legname. Questo basta per far apparire agli occhi dei gestori, il cambiamento globale come un’opportunità di maggior reddito e una ragione per continuare con un approccio businness-as-usual.

I risultati dello studio. I ricercatori hanno quindi concluso che l’implementazione di metodologie di resistenza ai cambiamenti climatici all’interno delle certificazioni ambientali potrebbe aumentare esponenzialmente il potenziale di questa pratica.
Le interviste effettuate suggeriscono anche che il settore sarebbe probabilmente più disposto ad accettare i cambiamenti se questi vengono inseriti in chiave di buone pratiche di gestione, piuttosto che inquadrarli come misure di contrasto al climate change.
Ad esempio, un intervistato ha commentato che una giornata di formazione intitolata “L’adattamento delle foreste alle tempeste” risulterebbe per lui più attrattiva rispetto a un’altra dal titolo “L’adattamento delle foreste al cambiamento climatico”. Questo studio sottolinea quindi l’importanza della comprensione e del lavoro sinergico con le strutture esistenti al fine di attuare le tecniche di gestione migliori nel contrasto al cambiamento climatico. 

Fonte

Si ringrazia per la consulenza fornita il dott. Spartaco Marchettini.

I fattori che influenzano le decisioni nella gestione delle foreste in Svezia. Il ruolo fondamentale delle certificazioni ambientali

contenuto