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Agrofarmaci e inquinamento delle acque in Germania

Un gruppo di ricercatori ha utilizzato i dati del monitoraggio nazionale per determinare il numero dei torrenti tedeschi nei quali i regulatory acceptable concentrations - RAC (limiti di concentrazione accettabili) per questi prodotti vengono superati.

L’analisi ha preso in esame quasi 500 pesticidi e oltre 2.000 torrenti. I risultati suggeriscono che l’agricoltura è l’attività economica che ha la maggiore responsabilità nello sforamento dei limiti. Complessivamente, questi sono stati superati nel 26% dei flussi campionati, e lo sforamento risulta più probabile di 3,7 volte se un corso d'acqua scorre vicino a terreni agricoli. Questi risultati hanno diverse implicazioni per lo sviluppo di misure agroambientali adatte.

Gli agrofarmaci arrivano nelle acque principalmente a causa dei fenomeni di deriva e di run-off, e vanno a colpire direttamente il biota e le funzioni dell’ecosistema. Sono ancora scarsi i dati dei loro effetti sui piccoli corsi d’acqua poiché la maggior parte degli studi scientifici si è focalizzata sui grandi corpi idrici. Esistono comunque dei dati a livello europeo, raccolti dai programmi di monitoraggio nazionali all’interno della Water Framework Directive.
I dati di monitoraggio del territorio tedesco sono stati utilizzati per valutare i rischi connessi agli agrofarmaci nei piccoli corsi d’acqua (con dimensioni inferiori ai 100 km2). Il set di rilievi comprende 1.766.104 misure di 478 composti e loro metaboliti, raccolti in 24.773 campioni prelevati da 2.301 siti in dieci anni (dal 2005 al 2015). È stato possibile per i ricercatori analizzare il superamento dei RAC a livello nazionale e correlare quindi i risultati all’influenza dell’uso del suolo, alle dimensioni dei bacini idrici e alle variazioni negli anni delle precipitazioni stagionali. È stato prodotto quindi un quadro attendibile del livello di rischio attuale per i piccoli corsi d’acqua in Germania.

Un quarto (precisamente il 26%) dei corpi idrici analizzati presenta uno sforamento di almeno un composto ricercato durante il periodo di monitoraggio. L’uso agricolo sembra essere il fattore determinante le alte concentrazioni, visto che nei giorni seguenti una precipitazione, il livello di tali sostanze aumenta, attribuendo una responsabilità diretta al fenomeno del deflusso dai campi. Si noti anche che gli sforamenti sono più frequenti nel periodo aprile-giugno, ovvero i mesi nei quali è più probabile l’utilizzo agricolo di determinate sostanze. I dati più alti vengono riscontrati per la categoria degli insetticidi neonicotinoidi.
La questione diventa politica: gli Stati membri dell’UE devono conformarsi alla direttiva sull’uso sostenibile dei pesticidi (Directive on the Sustainable Use of Pesticides 2009/128/EC), ai Piani di Azione Nazionale (PAN) e non possono non tener conto degli effetti di queste molecole sui piccoli corsi d’acqua.

I ricercatori che hanno condotto lo studio mettono anche in evidenza gli attuali limiti dei protocolli di monitoraggio, che si basano in gran parte su campioni singoli prelevati su periodi di tempo relativamente brevi, che possono risultare insufficienti e presentano il rischio concreto di sovrastimare le concentrazioni, non tenendo conto dei cambiamenti stagionali e metereologici. Il primo passo è quindi quello di perfezionare gli attuali orientamenti al fine di ottenere dati attendibili e utilizzabili per la definizione di politiche razionali sull’inquinamento delle acque.
 

 

I piccoli corsi d'acqua sono importanti nicchie di biodiversità e la conoscenza degli effetti dei prodotti chimici per l’agricoltura su questi particolari ambienti è molto limitata

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